Scorpius Malfoy
Credo sia meglio non vederci più.
Si era presentato sotto casa sua con ancora quel foglio stretto tra le mani, accartocciato tra le dita rigide per la rabbia che stava provando in ogni modo a trattenere.
Parco. Panchina. Ora. si era limitato a rispondere, smaterializzandosi un attimo dopo. Per quanto il suo gufo fosse veloce avrebbe dovuto aspettare un bel po', forse persino ore. Ma era meglio così: avrebbe sbollito la rabbia, prima di parlarle.
Ma la invece rabbia era cresciuta al pensiero di quanto gli era mancata, di quanto aveva atteso quel momento. Come un idiota. Come un ingenuo che aveva buttato all'aria tutto per una ragazzina. Come uno stupido che si era impegnato, ad essere quello giusto per lei, mentre a lei dei suoi sforzi non importava un bel niente.
«Cosa ci fai qui?»
Lo aveva colto di sorpresa, con quel sussurro. Non aveva sentito i suoi passi, attutiti dal lieve manto di neve che dalla notte precedente aveva avvolto il paesaggio. Lo aveva fatto quasi trasalire, mentre lo sguardo saettava dal cielo cupo al suo volto impassibile. Quel volto che aveva sperato di veder ridere per lui.
«Hai anche il coraggio di chiederlo?» borbottò, sventolandole sotto il naso il pugno chiuso, incapace persino di posare gli occhi su quelle parole spigolose.
«Pensavo ti saresti sentito sollevato.»
Per un attimo gli sembrò di essersi dimenticato come respirare, di fronte a quella manifestazione di palese indifferenza.
«Sollevato? Di cosa dovrei sentirmi sollevato?»
«Di non dovermi più rendere conto niente. Di non dovermi nascondere i tuoi pensieri.»
Aveva sputato quell'ultima frase in tono così velenoso che faticò a riconoscerla. Quella non era la piccola Lily che a volte ancora si imbarazzava persino a guardarlo in faccia. Certo, avevano avuto i loro scontri, ma mai con quell'astio. Mai così diretti. Per la prima volta, non riusciva a indovinare cosa passasse in quella testa matta.
Scorpius si prese un attimo per rendersi improvvisamente conto che da quando lei era salita sull'Espresso non avevano più veramente parlato di nulla.
«Pensieri?»
«Sì, come la tua partenza. O le tue decisioni. Decidi sempre tutto e, non si sa come, tieni tutto nascosto fino alla fine.»
«Tipo passare il Natale a casa mia?» aveva chiesto a bruciapelo, intuendo il nocciolo della questione. Dopotutto, già quando glielo aveva accennato aveva visto la sua reazione, non certo incoraggiante.
«Anche. Hai pensato a tutto tu, senza preoccuparti di chiederti se mi stesse bene.»
Dall'urgenza delle sue risposte, Lily era chiaramente in preda a una rabbia cieca, che lui nemmeno sapeva spiegarsi. Da quando teneva dentro tutto quel rancore? Da quando aveva smesso di considerarlo come il suo ragazzo?
«Scusa tanto se ci tenevo a presentarti ai miei genitori.»
«Credo che sappiano benissimo chi sono.» ribatté tagliente.
«Come ragazza, come la ragazza per cui ho cambiato il mio futuro.» ribadì piccato.
«Non voglio essere esposta al giudizio dei tuoi!» strillò lei in risposta, con voce acuta, mentre le lacrime le rigavano le guance.
Scorpius frenò l'impulso di baciarla, forse conscio che quello non sarebbe stato altro che un palliativo per ciò che lo aspettava. Eppure anche con gli occhi gonfi, il volto pallido e una tuta che non le aveva mai visto addosso, era bellissima. Persino in quel momento guardarla gli faceva accelerare i battiti, in un alternarsi di euforia e collera. Merlino quanto gli era mancata!
«Io però i tuoi me li son subiti per tre mesi.» urlò in risposta, stupendo anche sé stesso, incapace di trattenersi ancora.
Sembrò che quella momentanea perdita di controllo la facesse ragionare. Lily si bloccò, con il respiro affannato e le guance in fiamme, osservandolo come se lo vedesse per la prima volta. «Lo so che ci tieni ma...»
Scorpius non riuscì ad imporsi di ascoltarla ulteriormente. Sapeva cosa avrebbe detto, sapeva che in qualche modo la colpa sarebbe stata sua. «Ma tu sai sempre tutto, vedi tutto! Cosa parlo a fare, visto che lo sai meglio di me? Se solo tu fossi normale, una ragazza normale, non avremmo questi problemi! Possibile che debba giustificarti anche quello che penso?»
Se n'era accorto troppo tardi, di quello che stava dicendo. Troppo tardi, ma pur sempre un secondo prima che lei sgranasse gli occhi, come se il colpo che inferto fosse stato fisico, oltre che morale.
Se n'era accorto mentre parlava, ma non era riuscito a fermarsi. Sadicamente, non aveva voluto fermarsi. Ma di quelle parole meschine, se ne stava già pentendo. «Lily, io non intendevo...»
«No, Scorp. Hai ragione.» aveva sospirato lei, con voce stanca. «Hai detto esattamente quello che penso da mesi. Non ti devi giustificare, non è niente di così strano o orribile come pensi.»
«Lily non-»
Ma lei non gli aveva dato tempo di continuare. «Doveva andare così, Scorp. Già a giugno, non dovevamo ricamarci sopra. Siamo stati bene per qualche mese, non roviniamo anche quello.»
«Lily.» aveva riprovato, completamente svuotato da quell'improvviso muro tra di loro.
Lei non era mai stata così fredda con lui. Persino quando non si guardavano, persino quando fingevano di non sopportarsi, lei era sempre tornata indietro. Lo aveva sempre cercato.
Ma in quel momento, mentre la neve ricominciava a cadere, lei sembrava già lontana anni luce.
«Buon Natale, Scorp.»
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Empatia - Missing Moments
Fiksi PenggemarRaccolta di missing moments dal mondo di Preveggenza e Oltre la Vista. Perché Lily e Scorpius, in fondo, non sono mai riusciti a fare a meno l'uno dell'altra.
