James Potter
«Gli allenamenti riprendono domani.»
Aveva parlato con tono spento, incolore, per la prima volta affranto da quella prospettiva.
Ogni fine agosto, ogni stramaledetta volta, la separazione con Christina era stata faticosa, dolorosa. Però, l'idea che lei dovesse finire la scuola, raggiungere un obiettivo, costruirsi un futuro, aveva reso il tutto in qualche modo sopportabile.
Nonostante i suoi compagni di squadra lo avessero deriso per ben due anni, nonostante il mister lo avesse più volte strigliato per avere la testa da un'altra parte, nonostante persino i suoi genitori avessero avanzato perplessità di fronte a quella relazione così precoce, così difficile da mantenere viva, non aveva mai pensato seriamente di lasciare Christina.
Aveva avuto le sue occasioni, durante le due passate stagioni, e non si vergognava ad ammettere di averle anche ben valutate in qualche caso, ma ogni volta i suoi occhi grandi, il suo sorriso e la sua inesauribile energia avevano invaso i suoi pensieri, impedendogli anche solo di immaginare come sarebbe stato non sentirsi più legato a lei e alle promesse che si erano fatti.
Ora però le cose erano diverse: se negli anni precedenti James era sicuro che Christina non avrebbe mai trovato qualcuno come lui a Hogwarts,che alla fine avrebbero trovato il modo di far funzionare le cose, ora che lei era libera di fare quello che voleva si era improvvisamente fatta viva la paura di averla lontana.
«Alle otto in punto.» rispose lei, alzando le spalle e strappandolo a quelle dolorose valutazioni.
«Macché, almeno alle nove.» protestò, automaticamente. Tutti sapevano che razza di ritardatario fosse James Potter, di certo non sarebbe stato un nuovo contratto a farlo cambiare.
«Alle otto in punto, altrimenti ti becchi la panchina per la prima partita.» ribatté Christina, cocciuta. «E subito dopo pranzo hai l'intervista per la presentazione delle Nimbus 3000 della squadra. Alle sedici invece l'appuntamento con il guaritore per il controllo della spalla.» snocciolò lei, presumibilmente a memoria.
«Wow.» sospirò James, ammirato.
«Hai fatto rispondere me a tutte le comunicazioni nelle ultime settimane, è logico che ormai abbia tutto in testa.»
«No.» rispose James, mentre un'improvvisa illuminazione gli riempiva il cuore di gioia. «Wow tu.»
«Modestamente.» civettò Christina. «So di essere speciale.»
«Lo sei.» annuì James, prima di tirarla verso di sé e stringerla. «Hai deciso cosa fare per il lavoro?»
Christina sbuffò, prima di scoppiare in una risatina nervosa. «Non ancora. Lily non è tornata. Abbiamo sempre detto che avremmo deciso insieme.»
Il volto di James si incupì. «Lily sta trovando la sua strada. Credo sia giusto che tu trovi da sola la tua.»
«Forse hai ragione.» borbottò Christina, seppellendo il volto nella sua maglietta per soffocare le proteste che sicuramente le stavano invadendo la mente. Ormai la conosceva bene.
«Non solo ho ragione. Ma ho anche un'idea.»
Christina si scostò bruscamente, guardandolo negli occhi. «Sarebbe?»
«La mia manager.» esclamò lui, allargando le braccia.
«La tua cosa?»
«La mia manager. Io non ci capisco niente di eventi, appuntamenti, cose da fare. Voglio solo giocare. Ma tu... Tu ci vai a nozze con queste cose!»
«Io...» sussurrò Christina, allibita, mentre lui continuava ad annuire. «Io non voglio farti da segretaria!» sbottò infine, alzando progressivamente il tono della voce.
Era arrabbiata.
«Non la mia segretaria amore.» tentò di convincerla, parlando dolcemente. «La mia manager. Ho bisogno di qualcuno che mi tenga in riga, che mi sproni a fare le cose. Che pensi a tutto quello che c'è da fare provando a ricavarne il meglio. Altrimenti tra un paio d'anni mi troverò senza squadra e senza galeoni, e sarà tutta colpa tua. E mi avrai sulla coscienza.» concluse, incrociando le braccia al petto, con un tono che nel parlare era scivolato più nel supplichevole che nel convincente.
«Se la metti così...» iniziò Christina, per niente convinta.
«Se la metto così?»
«MUOVITI, FANNULLONE! Domani la sveglia è alle sei e trenta, e non voglio scuse!»
James sbarrò gli occhi, intimorito dall'improvvisa risolutezza della sua ragazza. Dopo un momento però, scoppiò a ridere, stringendola tra le braccia.
Christina quell'anno non se ne sarebbe andata.
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Empatia - Missing Moments
FanfictionRaccolta di missing moments dal mondo di Preveggenza e Oltre la Vista. Perché Lily e Scorpius, in fondo, non sono mai riusciti a fare a meno l'uno dell'altra.
