Un buon osservatore

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Justin Fennel

Hogwarts era completamente diversa da quello che immaginava. 

Era sì il luogo caldo e accogliente che aveva sempre idealizzato, ma allo stesso tempo lo trovava tremendamente estraneo. Forse semplicemente perché, dopo sei anni e mezzo passati a guardarsi le spalle, la prospettiva di doversi preoccupare solo dei pettegolezzi che seguivano lui e Lily Potter per i corridoi gli appariva surreale, oltre che ridicola.

Lily Potter.

Quando aveva parlato per la prima volta con suo padre, il grande Harry Potter, l'aveva odiata. Sicuramente, si era detto, un genitore così innamorato di sua figlia non poteva che aver messo al mondo un ameba ingrato e petulante. In effetti, si era detto più volte dopo averla conosciuta, Lily era abbastanza petulante. Ma non di certo un'ameba, né tanto meno ingrata.

Era rimasto immediatamente affascinato da quel suo modo di fare, schietto ai limiti del brutale, così in contrasto con la studiata compostezza degli studenti di Durmstrang. Aveva subito notato la tensione dietro lo sguardo limpido, la malinconia nascosta dalle frecciatine che gli riservava e la paura, al limite del morboso, di fidarsi di qualcuno.

Allo stesso modo, aveva notato immediatamente la scintilla che per un attimo era balenata nel suo sguardo, quando erano rocambolescamente precipitati nell'ufficio della McGranitt al rientro dalla Norvegia. Gli era bastato un secondo per capire chi di quei tre gli era mancato più di tutti. E, nonostante Lily avrebbe negato, di sicuro non era suo fratello.

Persino in quel momento, al riparo dai pettegolezzi, nel bel mezzo dell'infermeria deserta, non poteva fare a meno di chiedersi come Lily potesse essere così cocciutamente inconsapevole dei suoi gesti, o come nessun altro se ne fosse accorto.

Forse Durmstrang lo aveva cambiato, incupito, disincantato. Glielo dicevano spesso, i suoi genitori, con una punta di rammarico per quella scelta azzardata. A lui piaceva pensare che però quella scuola così difficile, dagli insegnamenti a volte contorti, avesse fatto di lui un mago migliore. Un buon osservatore, che pensa prima di agire.

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