Retrospettiva

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Scorpius Malfoy

Un Malfoy qualsiasi.

La sottile insinuazione di sua madre non gli dava pace. Dopo tutto quello che c'era stato, tutte le responsabilità che lei aveva sempre addossato alla sua famiglia, si presentava a casa sua, come se niente fosse. 

L'avrebbe volentieri strozzata. Le avrebbe cavato di bocca le parole di scuse che aspettava da anni, dopo quella palese manifestazione di arroganza. Lo avrebbe fatto quella stessa mattina, e senza testimoni. L'idea gli arrivò inaspettata, e si convinse immediatamente di non poter attendere oltre.

«Pensi sia un giochino divertente?»

L'aveva colta di sorpresa, nel bel mezzo del negozio scarsamente illuminato. Aveva aspettato l'orario di chiusura, cercando di tenere sotto controllo la sua impulsività, con l'unico obiettivo di avere tutto il tempo a disposizione per farla parlare, senza possibilità di fuga.

«Non capisco a cosa tu ti riferisca.»

Non sembrava minimamente convinta delle sue parole, e questa constatazione gli accese dentro un'involontaria scintilla di speranza. Possibile che anche lei ci pensasse ancora?

«Che cosa ci sei venuta a fare a casa mia?» incalzò, cercando di tenere a bada quell'improvvisa sensazione di appagamento nell'averla di nuovo lì, di fronte a lui, così maledettamente vicina.

«Tuo padre e io avevamo una questione in sospeso.»

«Ah davvero? Pensavo che la questione fosse con un Malfoy qualsiasi.» 

Dopo anni, ancora non riusciva a starle lontano. Lo capì troppo tardi quando, più che per intimidirla, cominciò ad avvicinarsi a lei per non farla scappare ancora.

 «Lily.»

La vide tentennare, incerta, forse alla ricerca di una via di fuga. Una cortesia che non le riservò, incastrandola tra lui e il bancone, cercando le sue labbra famelico, ignorando le sue deboli proteste mentre la stringeva di nuovo contro di sé, mentre la spogliava, mentre cercava di farsela entrare fin nelle ossa.

«Lily.» 

La sentì irrigidirsi contro di lui, cercare di allontanarlo, con nemmeno la metà della convinzione che si era immaginato di dover affrontare. «Vattene.» 

«No.» 

Non ce l'avrebbe fatta ad allontanarsi da lei, nemmeno se glielo avessero imposto. Semplicemente, non ne era in grado, neanche dopo tutto quel tempo. Lei era Lily, l'unica che aveva sempre messo prima di qualunque altra cosa.

«Ti prego.» 

Quel sussurrò minò le sue convinzioni, costringendolo a rallentare, a perdersi in quello sguardo spaventato. «Solo se mi dici che non vuoi che succeda.» 

La osservò attento, esitante, pronto a farsi da parte se l'avesse rifiutato, mentre il cuore accelerava i battiti al pensiero che per lei non fosse lo stesso. Ma Lily lo tirò di nuovo a sé, slacciandogli la camicia, graffiandogli la pelle, riempiendo di nuovo la sua anima con i suoi sospiri e le mezze parole trattenute.

«Vattene.»

Rapida come la sua resa, ancora ansimante sotto le sue dita, Lily lo scostò bruscamente, puntando cocciuta lo sguardo sul pavimento. 

Era dimagrita, notò con una punta di apprensione, ma sempre bellissima. Soprattutto con il collo e il seno arrossati a causa della sua urgenza. «Come scusa?»

«Hai ottenuto quello che desideravi, mi sembra. Ora vattene.» ripeté lei, infilandosi la maglia e recuperando i suoi slip da terra.

«Lily.» 

La voce gli uscì più dura di quanto volesse. Non era quello il suo obiettivo. Non aveva programmato di finire così, dopo anni di silenzio, ma non voleva nemmeno far finta che fosse tutto normale tra loro.

«Malfoy. Abbiamo fatto un piacevole viaggio sul viale dei ricordi, ma non deve per forza esserci un seguito.»

Sentì il cuore colare a picco, sotto il peso di tutto quel veleno. Cos'era diventata, durante quei quattro anni?

«Ah, è così?» chiese recuperando a sua volta i vestiti con gesti rabbiosi.

«Ci dovrebbe essere altro?» 

«Evidentemente no, Potter » concordò lui; arrabbiato con lei, arrabbiato con sé stesso, infastidito dal mondo. «Mi chiedo anche perché tuo fratello e tutti i tuoi amici abbiano tanta cortesia nei confronti dei tuoi sentimenti. Non sembra ce ne sia questo gran bisogno.»

«Già, l'ho sempre detto anch'io che sono esagerati.»

Si prese un ultimo momento per osservarla, notando lo sguardo supplichevole dietro quelle parole atroci. La sua Lily era ancora lì, da qualche parte, ma in quel momento non meritava alcuna premura. «Quando scoppierai a piangere appena me ne sarò andato, e sappiamo entrambi che lo farai, ricordati che l'hai voluto tu.» 

Empatia - Missing MomentsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora