| Miyon's pov |
Appena misi piede in quella che sarebbe dovuta essere la mia aula, vidi alcune ragazze chiacchierare e scherzare tra di loro.
Per fortuna non dissero niente e continuarono imperterrite a parlare dei loro affari.
Anch'io feci finta di nulla, e con un leggero senso di adrenalina e agitazione, andai a poggiare la borsa sul pavimento, insieme a quelle delle altre ragazze, tirai fuori i vestiti per la lezione, e mi precipitai come un fulmine nel piccolo spogliatoio.
Una volta richiusa la porta alle mie spalle sospirai profondamente un paio di volte: lo strano comportamento di Jungkook non mi faceva per niente stare tranquilla, eppure era lui il primo che di solito riusciva ad incoraggiarmi e a tranquillizzarmi sempre.
Ma allora perchè mi aveva salutato in maniera così fredda prima?
Le domande tempestavano la mia testa come lampi e tuoni, ed io mi sentivo sempre più in ansia.
Chiusi gli occhi: pensai ardemente ai miei genitori, a Jein e a tutte le rassicuranti emozioni che mi trasmetteva il ballo, per cercare di calmarmi; non dovevo assolutamente farmi prendere dalla paura, questo era proprio il momento meno opportuno.
In fretta e furia mi cambiai, e dopo essermi raccolta, con mani tremanti, i capelli in un'alta coda di cavallo, uscii da quella piccola ma graziosa stanzetta.
Intanto nell'aula erano arrivate altre ragazze.
In quel momento tutte avevano qualcuna con cui scambiare due parole, tranne me che, invece, preferivo starmene seduta in un angolo remoto della stanza e far finta di controllare notifiche inesistenti sul telefono.
Per qualsiasi cosa non esitare a dircela!
Le parole che Seokjin mi aveva rivolto qualche attimo prima, mi ritornarono nella mente come fulmini a ciel sereno.
Beh prima di andare a dire strane supposizioni, avrei prima dovuto chiarire con il diretto interessato... E speravo tanto che mi avrebbe ascoltato e dato una valida spiegazione riguardo al suo insolito comportamento.
Non poteva fare tutto il carino prima e poi rispondermi con freddezza, senza neanche degnarmi di uno sguardo un attimo dopo.
Ero talmente confusa e avvolta da una tale voragine di punti interrogativi che non mi accorsi neanche dell'arrivo della professoressa.
Di colpo, misi via il telefono e scattai in piedi come una molla.
-Buongiorno ragazze.
Ci salutò con una bella voce soave ma allo stesso tempo penetrante.
-Buongiorno.
Rispondemmo in coro.
-Oh sarà meglio che faccia l'appello... Da oggi in poi avremo una nuova compagna.
Aiuto.
L'insegnante dai corti capelli corvini puntò immediatamente il suo sguardo gentile e ricco di accoglienza verso la mia direzione, e tutte le altre ragazze la imitarono.
Una nuova velatura di color ciliegia ricoprì automaticamente le mie guance, mentre i miei scuri occhi preoccupati andarono a finire sul chiaro pavimento in parquet.
Passò qualche secondo in cui fu il silenzio a dominare in quelle quattro mura... Ed in quel momento avrei preferito sprofondare negli inferi più remoti piuttosto che stare al centro dell'attenzione.
-Bene, allora incominciamo.
Ah ma allora la professoressa sapeva ancora parlare.
A momenti pensavo che ne avesse perso la capacità.
La professoressa iniziò quindi ad elencare tutta una serie di nomi, ma non fece neanche tempo ad arrivare al mio che...
-Mi scusi tanto per il ritardo, prof!
La porta si spalancò d'un tratto ed una voce stridula e alquanto irritante fece il suo ingresso insieme ad altre due tizie, le quali non facevano altro che masticare spudoratamente la loro chewing gum davanti alla figura seria e impassibile dell'insegnante.
-Muovetevi, su. Stavo già facendo l'appello.
-Ohh ci scusi ancora prof, colpa del traffico!! La prossima volta cercheremo di arrivare in orario!
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𝐒𝐡𝐲𝐧𝐞𝐬𝐬 | 𝐣𝐣𝐤
Fanfiction❁ Timidezza. Questa era la parola che descriveva la ragazza diciassettenne Kim Miyon. Ma non era solo la timidezza a impedirle di frequentare una scuola di ballo. Tutti le dicevano che era brava e portata per la danza ma si sottovalutava talmente ta...
