❁ cαpitolo xxıı

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| Jungkook's pov |

Ok, avevo fatto una grandissima cazzata.
Appena avevo visto Hyun e le altre due, mi ero completamente trasformato in un'altra persona.
Avevo agito troppo impulsivamente, avevo fatto la prima cosa che mi era passata per la mente... E purtroppo avevo finito col trattare Miyon da schifo.
Mi sentivo enormemente in colpa per averle parlato così freddamente e averla trascinata bruscamente di sopra senza darle alcuna spiegazione.
Ero stato solamente un codardo: non volevo che quelle tre oche mi vedessero con lei ma, come al solito, avevo preso la decisione sbagliata.
Non dovevo nascondere Miyon, lei non aveva fatto assolutamente niente, era una normalissima ragazza che aveva deciso di iscriversi a quella scuola... Anzi, era anche molto fragile ed insicura.

Quindi sì, dovevo assolutamente parlare con lei al più presto e spiegarle tutto, specialmente il motivo del mio strano comportamento... Speravo potesse capire, in fondo l'avevo fatto solo per il suo bene.
Ma d'ora in avanti non l'avrei più trattata così.
Hyun poteva andare benissimo a fanculo.

| Miyon's pov |

Pietrificata. Letteralmente.
Rimasi ferma, immobile, col fiato sospeso, completamente assorta da quelle taglienti, malvage e allarmanti parole che continuavano a rimbombarmi nella testa.
Erano state dolorose e struggenti pugnalate al petto, tremende coltellate al cuore.
I miei occhi si erano spalancati smisuratamente, per la paura avevo chiuso le mani in due pugni talmente stretti da far diventare le nocche bianche.
Presi a fremere terribilmente scioccata e, poco dopo, me ne andai veloce come una saetta, lasciando le tre creature infami con un ghigno soddisfatto e pieno di orgoglio sui loro volti ricchi di odio.

Corsi.
Corsi a per di fiato, avvolta da un incredibile senso di paura, ansia, terrore, sgomento, panico.
Raggiunsi l'uscita della scuola con amare e salate lacrime in procinto di sgorgare spudoratamente dai miei occhi; ormai non sentivo, vedevo nè percepivo più niente.
Solo quelle frasi schiette e cruciali, sputate come veleno dalla bocca di quella vipera.

-Miyon! Fermati!

Le mie gambe stavano andando da sole più veloce della luce, non sapevo neanche dove stessi dirigendomi; ero così spaventata, pensierosa e agitata che non udii neanche quella voce preoccupata chiamare il mio nome.
Sembrava un suono ovattato incredibilmente lontano, e invece apparteneva a una figura soltanto a pochi metri di distanza dalla mia.

Con l'immenso borsone sulle spalle facevo pure il doppio della fatica a correre, ma nonostante questo non mi fermai.
Continuai imperterrita verso quella che ormai era diventata la mia meta, nonchè anche mio luogo preferito.
Ansimante, sudata e ancora tutta tremolante, finalmente decisi di fermarmi sotto il rassicurante odore fresco dei ciliegi.
Lì, dove da piccola avevo conosciuto Jein, dove svariati giorni prima avevo avuto la mia prima conversazione con Jungkook, e infine, dove avevo trascorso infiniti pomeriggi racchiusa nella mia tristezza e solitudine a invidiare persone totalmente a caso.

Il vento ormai aveva seccato tutte le mie lacrime a causa dell'impressionante velocità con cui avevo corso fino a qualche secondo prima, lasciando soltanto i miei occhi estremamente rossi e gonfi, e il mio viso stanco e pallido.
Una volta seduta cominciai a fare innumerevoli respiri profondi, misi la mano destra sul cuore nel tentativo di calmarlo da tutta quella improvvisa situazione, e cercai di concentrarmi solamente su cose belle.
Ok, dovevo assolutamente riprendermi... Insomma chi era quella scema per dirmi certe cose?!
E poi, io non avevo fatto proprio un bel niente, si era inventata tutto!

Chiusi gli occhi, cullata dalla brezza estiva; il mio cuore stava iniziando a riprendere la sua velocità naturale, e l'agitazione di qualche istante prima, era andata via via scemando, lasciando solamente un misto di rabbia, disgusto e tristezza.

𝐒𝐡𝐲𝐧𝐞𝐬𝐬 | 𝐣𝐣𝐤La tua prossima ossessione. Scoprilo ora