Da 'Eric':
Festa da Cody questa sera?
Da 'Lincoln':
Ci sarai da Cody? Sarà da urlo!
Da 'Andrew':
Coach stasera ci aspetta una mega festa, pronta?? ;)
Da 'Cody':
Festa da me stasera. Sei l'ospite d'onore, non puoi mancare!!!
Da 'Darren':
Coach, verrai alla festa da Müller?
Da 'Chad':
Stasera si trombaaa!!!!
Ignoro tutti quei messaggi, e anche gli altri, che non tardano ad arrivare. Insistenti come sempre.
Torno a guardare il mio film, ma poco dopo qualcuno bussa alla porta, e sono costretta ad alzarmi.
"Madison" mi acciglio.
"Olivia"
"Cosa ci fai qui, alle otto, di venerdì sera?" torno sul divano sperando non inizi a parlarmi della festa.
"Non rispondi ai miei messaggi, ne alle chiamate" entra e si chiude la porta alle spalle, lascia la giacca all'ingresso e sfila gli stivali lasciandoli sul pavimento incustoditi, accanto ai giochi di Ly, poi viene al mio fianco sul divano, rubandomi una manciata di popcorn.
"Dov'è la piccola peste?"
"Dorme dal suo amichetto, Axel" scrollo le spalle.
"Allora non hai scuse per mancare, alla festa da Cody" sorride ovvia, e io stronco la sua idea sul nascere.
"Non ci vengo, ho mal di testa"
"Guarda che non era mica una domanda. E poi è l'ultima festa della settimana, domani Cody parte per raggiungere Margaret, Daisy va da Mose ed Eric è diventato noioso da quando ha conosciuto la sua nuova ragazza. Ci vorrà un secolo prima della prossima festa"
"Ti prego, proprio non mi va" sospiro avvilita.
"Troppo tardi, ho già deciso io per te" scrolla le spalle con fare tranquilla, come se non fosse piombata qui dal nulla con l'intenzione di rovinarmi la serata.
"Era meglio quando ci odiavamo al liceo" mormoro facendola scoppiare in una risata, seguita da una smorfia canzonatoria.
Vado a fare una doccia rilassante, poi annodo un'asciugamano intorno al corpo tornando in camera, dove la mia amica ha già messo sottosopra l'armadio per trovare qualcosa di carino per la festa.
"Niente tacchi, gli allenamenti di oggi mi hanno sfinita e ho dolori alle caviglie" preciso e lei annuisce.
L'osservo stretta nel suo abito bianco attillato, e sorrido nel vedere l'eleganza con la quale si muove, a differenza mia, che ho dei movimento più duri, quasi marcati, da brava giocatrice professionista.
Indosso un paio di jeans cargo grigi di jeans, un top nero stretto sul seno che mi lascia la pancia scoperta, poi però mi accorgo che la mia cicatrice sull'addome è troppo visibile in questo modo, così infilo una felpa sopra.
Una volta arrivati a casa Muller, sentiamo subito la musica che riempie il vicinato, e mi stupisco che dopo tutte queste feste ancora non sia arrivato qualche richiamo.
La casa è piena, c'è la solita puzza di alcool, alcuni sono fuori e ripieno il giardino, già mezzo invaso di bottiglie di birra vuote e lattine. Domani ci toccherà pulire tutto prima del rientro della zia di Cody, che per sua fortuna è spesso a Manhattan per far visita a sua figlia.
Superiamo la calca ferma all'ingresso, e seguo Madison verso il soggiorno, leggermente più sgombro, dove i ragazzi sono tutti distesi sul divano, intenti a fare lo stupido gioco della bottiglia tra le risate generali.
"È la mia felpa, quella?" sorride Darren indicandomi, e mi becco un'occhiataccia da parte della ragazza che è seduta sulle sue gambe.
"Ora è mia" scrollo le spalle facendolo ridacchiare, poi attacca le labbra al collo della bottiglia, buttando giù il restante della sua birra.
"Tieni" Madison afferra due bicchieri dal tavolino, me ne passa uno e li fa scontrare con un mezzo sorriso prima di bere tutto d'un sorso il suo.
"Salute anche a te" commento sarcastica, sorseggiando piano il mio, non ho alcuna voglia di finire come a Parigi.
La musica forte non fa altro che aumentare il mio mal di testa, vorrei sapere perchè diavolo mi sono lasciata convincere da quell'arpia di Madison. Ma a tal proposito, dove diavolo è finita? Mi guardo intorno e la vedo in un angolo, che si scambia la saliva con quel coglione di Andrew.
"Capitano" il braccio di Abel mi circonda le spalle e mi rilasso quando lo riconosco.
"Hey"
"Sei di cattivo umore?" si acciglia divertito, ma lo ignoro.
"Abel, Eric chiede se hai visto Clio, non la trova da nessuna parte" Fred ci raggiunge, alludendo alla ragazza di Eric.
Non ho mai parlato più di tanto con Clio, non ricordo neanche da quanto tempo va avanti tra di loro, effettivamente, ma ad essere sinceri quella ragazza non ispira fiducia ne a me, ne a Madison. È così diversa da Eric, lui è dolce, buono, e simpatico, lei è sempre con quel suo odioso specchietto fra le mani ad aggiustarsi il rossetto, a commentare le altre ragazze e a punzecchiarlo.
"L'ho vista prima salire le scale" afferma, e Chad ci raggiunse con un cipiglio sospetto.
"Secondo voi..."
"Andiamo" annuiscono i due in coro.
Mi lasciano un bacio sulla guancia tutti e tre, e da bravi ficcanaso corrono al piano di sopra, schivando gli studenti ubriachi fermi sul ciglio delle scale.
"Ma che succede?" mi acciglio curiosa, e Darren mi raggiunge con un cipiglio divertito.
"Hanno il presentimento che Clio frequenti altri ragazzi, oltre a Eric. Sono settimane che cercano di smascherarla, non gli va proprio giù" scrolla le spalle.
"Ragazzi, tenetevi fuori dai guai" alzo gli occhi al cielo incrociando le braccia al petto.
"Hey Darren, ti va di fare un gioco?" una ragazza con indosso una minigonna e una semplice fascia sul seno, si avvicina al mio amico sfoderando un sorriso smagliante, Darren ci casca e la segue fino al retro, dove poi spariscono.
"Cody" guardo il biondo e lui sospira, allungandomi poi le chiavi della sua stanza.
"Ti conosco troppo bene, ormai. Non l'ho chiusa, ora è aperta quindi prega non sia già occupata" mi fa l'occhiolino tornando poi a parlare con alcuni ragazzi dell'università.
Mi faccio spazio tra la folla, salgo le scale e raggiungo il piano di sopra, trovando alcuni ragazzi che si pomiciano nel corridoio.
La porta della camera di Cody è chiusa, così prego non ci sia nessuno, ma le mie speranze muoiono quando la apro, e vedo subito due sagome, distese sul letto.
Sbuffo, poi però la luce del corridoio illumina i loro volti, e mi si stringe lo stomaco.
Dylan.
Forse, un po' me lo aspettavo, ma fa male lo stesso.
Il mio sguardo slitta sulla patta dei pantaloni di lui, aperta, e sul top di lei, completamente alzato.
Quando lei si volta, richiamata dalla luce che filtra dalla porta aperta, la riconosco subito. Clio, la fidanzata di Eric.
Gli occhi di Dylan si spalancano quando mi vedono, mi brucia la pelle e ne resto scottata.
Sento il rumore del mio cuore, che è stato in grado di infrangere ancora una volta.
Se la scrolla di dosso, spintona Clio in un angolo del letto, allacciandosi subito i pantaloni e avanzando verso di me.
Qualsiasi cosa abbia da dire, io non gli crederò, e lui questo lo sa bene.
Perché ci sto così male? Perché non posso semplicemente dimenticarlo? Sono patetica, innamorata del ragazzo che mi ha abbandonata, innamorata di uno stronzo che torna facendomi credere in un futuro insieme.
Ti amo. Me lo ha sussurrato solo questa mattina, ma ora, quanto valore hanno effettivamente le sue parole?
Mi si contorce lo stomaco quando realizzo, che un tempo, c'ero io al posto di Clio, innamorata persa del ragazzo che ora ho davanti, e che non è più lo stesso.
Senza dire niente, indietreggio e chiudo la porta, per non dover più guardare quella scena, troppo disgustata e ferita. Corro giù per le scale e mi affretto ad uscire da quella casa, che d'improvviso sembra troppo stretta.
Corro sotto lo sguardo della luna, del cielo stellato. Corro lontano da quella casa, lontano da tutti loro, lontano da lui.
Corro fino a raggiungere la fine dell'isolato, e quando capisco che non so come tornare a casa, mi siedo lungo il marciapiede ammirando la strada deserta davanti a me, avvolta nell'oscurità della notte.
Afferro il cellulare e compongo il numero di mio fratello, e sospiro quando risponde dopo il primo squillo.
"Dove sei?"
"A casa con Jamiee" esclama tranquillo, masticando rumorosamente delle patatine, credo.
Mi mordi la mano e sento gli occhi pizzicare.
Non piangere. Non piangere. Non piangere.
Sei forte Holly, non piangere.
Tieni duro, non lasciare la presa.
"Hol, tutto bene?"
"Non far capire nulla a Jamiee" mi affretto a dire, scoppiando a piangere, perdendo la mia lotta interiore "Puoi venire a prendermi? Ruba le chiavi dell'auto di papà, sai dove le tiene?" singhiozzo, e lo sento subito armeggiare.
"Ok, sei a casa di Cody, giusto? Ti vengo a prendere subito"
Per mia fortuna, Jay non tarda ad arrivare, e scommetto che ha corso come un pazzo, troppo preoccupato per me.
Salgo sull'auto e alzo il cappuccio, alzando la mia barriera, mentre con le maniche della felpa mi asciugo il viso bagnato.
"Cos'è successo?" stringe le mani sul volante furioso, e non ci vuole un genio per capire chi mi ha ridotta in questo stato, ancora una volta.
"Nulla, voglio solo andare a casa mia"
"Cosa ti ha fatto?"
Niente.
A me non ha fatto niente. Perchè io e lui non stiamo più insieme, e io non ho il diritto di arrabbiarmi in questo modo. Ma allora perchè fa così male al cuore?
Non rispondo, e quando mi accorgo che siamo fuori casa dei miei genitori, lo guado confusa.
"Perché siamo qui?"
"Non mi va di lascarti da sola, quindi stasera stai con noi. Mamma e papà dormono da un pezzo, ho rifilato la bugia a Jamiee che tu e Brad avevate bucato una ruota, così è andata a dormire anche lei. Puoi stare tranquilla e riposare, almeno sei con noi" spiega dolcemente, e io annuisco debolmente.
Entro in casa cercando di non fare rumore, non voglio svegliare nessuno. Mio fratello entra per primo, e io lo seguo senza dire nulla, mentre la mia mente ripercorre un ricordo doloroso.
Flashback
"Holly"
Mi precipito giù dall'auto di Cody, e in un secondo la pioggia torna a battere forte su di me. Non mi fermo, sento la sua voce, la portiera che sbatte, il rumore dell'auto che si chiude, poi un tuono. Ma non mi volto, percorro il viale di casa mia e super il grande giardino, quando raggiungo il pianerottolo, inserisco con mani tremanti la chiave nella serratura, che scatta dopo poco.
La mia famiglia viene richiamata dal suono della porta, perchè la mamma esce dalla cucina con un gran sorriso, seguita da mia sorella, mentre mio padre e Jason corrono giù dalle scale con un sorriso enorme.
Non li ho mai visti così.
Avanzo, e sporco l'ingresso di fango, mentre il mio corpo gondola d'acqua piovana, che bagna il pavimento.
Sono un disastro.
Sono a pezzi.
Sono morta.
"Hol" il sorriso di Jamiee le muore sulle labbra, così come quello di tutti.
Cody mi raggiunge, è dietro di me, lo sento. Pronto a sorreggermi, perchè lo sa che sto crollando a pezzi.
"Cody, Olivia, ma che succede?" la voce di mio padre è debole, confusa, incredula.
Le lacrime mi rigano il viso distrutto, non hanno mai cessato di uscire a dire il vero.
Mi fa male il petto, il cuore sembra non essere più lì, ho come un vuoto.
Lo ha preso lui.
Dylan ha preso il mio cuore ed è andato via.
Mi ha lasciato da sola.
Sono da sola, adesso, senza più un cuore, senza più me stessa, senza più lui.
"Tesoro" mia madre avanza preoccupata.
Mamma, come faccio a dirti che Dylan è andato via? Che mi ha abbandonata, senza neanche sapere che sono guarita. Come faccio a dirvi, che il giorno più bello della nostra vita, è anche quello in cui io sono morta?
Tremo, singhiozzo forte mentre un pianto disperato prende il sopravvento.
Il mio corpo è debole, fragile, e le gambe cedono d'improvviso.
La vista si appanna, troppo stanca. le lacrime sono finite, non ho più nulla.
Lui si è preso tutto.
Resta.
Torna da me.
"Olivia, Olivia, non chiudere gli occhi. Olivia, Olivia, resta con me, resta con il papà tesoro" è la voce dolce di mio padre, arriva ovattata la riconosco anche il pianto di Jamiee, che mi solleva la testa dal freddo pavimento poggiandola sulle sue gambe.
"Chiama subito l'ambulanza" tuona mia madre terrorizzata.
Mi dispiace mamma, di averlo fatto ancora una volta. Di averti fatto preoccupare.
"Andiamo con la mia auto, facciamo prima"
"Olivia"
"Holly"
"Tesoro, resta con me, resta con me Olivia. Senti la mia voce? Sono io, il papà. Respira amore, tieni gli occhi aperti. Non mi lasciare"
Papà, come faccio a dirti che anche se sono guarita, è il mio cuore ora ad essere malato. ma da questo, non si può guarire.
Come faccio a dirti, che senza di lui, niente ha più senso?
Papà, mi dispiace doverti deludere ancora.
Papà, Dylan mi ha abbandonata, è andato via.
Papà, mi sento sola.
Caro papà, come si fa adesso, a vivere senza un cuore?
Fine flashback
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In This Life
Roman d'amourLa cosa più brutta è guardare con occhi diversi qualcuno. Che prima era speciale e poi diventa come tutti gli altri •Sequel di : "In Another Life"• ***** IN REVISIONE ⚠️✍️.
