31 ottobre.
Halloween.
New York è invasa da persone in maschera, volantini che annunciano feste mostruose, addobbi ad ogni angolo. Quasi lo preferisco all'atmosfera natalizia.
Il mio telefono continua a vibrare nella borsa, ma adesso la mia priorità è un'altra: trovare un maledetto costume.
La città non si è risparmiata neanche quest'anno, camminare con tutti questi addobbi spettrali è divertente, sono già tutti travestiti e impazienti per questa stasera.
"Dolcetto o scherzetto" una bambina travestita da ape corre dal vampiro all'ingresso del supermercato, lui ridacchia dandogli alcune caramelle.
Sarebbe stata la sera perfetta per restare a casa a guardare un film horror, se non fosse per quel ficcanaso di Cody e della sua mega festa.
Guardo l'orologio al polso e sospiro, in ritardo come al solito.
Mi sembra di camminare da un secolo, e la figura davanti a me non accenna a fermarsi per darmi un attimo di tregua.
"Ma mi stai ascoltando?" sento sbuffare, e abbasso lo sguardo accennando un sorriso falso, aumentando la presa sulla sua mano.
"Certo"
"E cosa ho detto?"
E ora cosa posso inventarmi? Potrebbe colpirmi su un ginocchio se scopre che non lo stavo ascoltando, o peggio ancora potrebbe trattenere il fiato fino a scoppiare per ripicca. Ho le gambe piene di lividi a causa sua.
"Che hai bisogno di un costume nuovo." tento, indicandogli il gran negozio di costumi dal lato opposto della strada.
"Ma ho già detto che mi vesto da zombie" mette su un cipiglio adorabile.
"Lo zombie è troppo banale, e lo hai indossato oggi per la festa a scuola, prendiamone uno nuovo per questa sera" ordino entrando per prima, e la campanella sulla porta suona in modo inquietante.
"Ha bisogno d'aiuto?" un ragazzo dal sorriso dolce e il vestito da fantasma è subito al nostro fianco, e subito la figura davanti a me annuisce veloce.
"Voglio essere un pirata"
"Vuole essere un pirata" scrollo le spalle, ripetendo le sue parole al commesso.
"Vieni con me, ti mostro il vestito più bello"
Approfitto per guardarmi intorno e noto le bellissime tinte e maschere per i costumi, e un sacco di vestiti per l'occasione.
"Hol, guarda" mi volto e lo vedo avvolto in un bellissimo vestito da pirata, con tanto di spada e di capello. Decide di non toglierlo, e per fortuna ho con me lo zaino per posare i suoi vestiti, mentre pago con fare divertito.
Usciamo di lì e il mio telefono torna a squillare insistentemente, lo afferro senza lasciar andare la mano della persona al mio fianco e rispondo di fretta.
"Sono fuori Denny's, mi raggiungi o ti sei persa per New York?" sento ridacchiare dall'altro capo del telefono.
"Arriviamo subito" annuisco sbuffando, per poi staccare.
"Hol, ora che si fa? Io ho fame" sbuffa il piccolo, alzando la sua spada giocattolo da pirata contro il mio stomaco.
"E quale sarebbe la novità?" per essere così piccino, mangia il triplo di me.
Attraversiamo la strada e il piccolo subito nota la moto nera e blu ferma davanti il fast food, e lascia la mia mano iniziando a correre con un gran sorriso.
"Brad" grida a gran voce, annunciando la sua presenza al più grande.
"Hey, piccola peste" Brad sorride, si scosta con un sorriso dalla sua moto e come sempre, si danno il cinque seguito dal pungo e da un bizzarro movimento di bacino, liberandosi infine in un ululato felino che fa voltare i passanti curiosi.
"Perché non inizi ad entrare e prendi i posti? Ordina tutto quello che vuoi, oggi offro io." Brad gli fa l'occhiolino e il piccolo corre dentro senza farselo ripetere due volte.
"Lo vizi troppo" gli faccio presente con braccia incrociate e fare autorevole.
"Da che pulpito. Che io ricordi, neanche tu gli dici mai di no"
Lo colpisco sul petto ridendo e lui approfitta per bloccarmi il polso con una presa decisa, attirandomi a lui.
"È da maleducati non salutare" ammicca con il solito ghigno sfacciato, e io alzo gli occhi al cielo divertita per poi stampargli un bacio sulla guancia "Tutto qui?" scherza, e io gli alzo il dito medio per poi entrare.
Dovrei proprio aggiornare il mio diario.
Vi ricordate di me?
Mi chiamo Olivia Parker, ma probabilmente mi conoscete già.
Ne è passato di tempo eh, dall'ultima volta. Quasi tre anni.
Cosa è successo nel frattempo? Beh, decisamente di tutto.
Mi sono trasferita in un attico nel cuore di New York, circa un'anno fa. Affrettato? Può darsi, ma avevo bisogno della mia indipendenza, e di più spazio per tutti i giocattoli di mio figlio.
Ve lo ricordate? Da quando gli avevo promesso di adottarlo, non ha fatto che aspettare me in quell'orfanotrofio, e così non ho resistito. Sono riuscita a mantenere la mia promessa.
È quasi un anno che vive con me, e non solo è diventato il centro del mio mondo, ma lo è un po' di tutti i miei amici, che amano questo bambino più di ogni altra cosa.
L'università non è facile, troppi esami, troppi corsi, ma è anche molto più malleabile rispetto al liceo, così riesco a gestire ogni cosa.
Il cancro è solo un brutto ricordo. Ora sono una comune ragazza universitaria di New York, proprio come ho sempre voluto.
I miei amici? sono sempre lì, all'angolo del mio cuore. Qualcuno in più, qualcuno in meno. Perché crescendo ho capito che la vita non sarà sempre facile, le strade si separano e tu puoi solo accettarlo.
Mi manca Lucas, il biondino è stato ammesso a Yale con il massimo dei voti, e ha intrapreso il suo percorso di fisica avanzata lontano da New York.
Blaire e Madison non si sono separate, entrambe frequentano una fashion Academy a Manhattan, ed è sempre divertente vederle litigare ogni mattina per i 20 minuti in auto che li separa dalla città.
Anita è partita, si è trasferita in Australia per 'salvare la fauna', così ora studia lì per diventare veterinaria ed esperta zoologica, Ma ci credete? Casa sua è piena di animali che salva per le strade, quando Blaire è andata a trovarla quest'estate è tornata più nervosa del solito.
L'unica ad aver abbandonato l'università è Daisy, ma solo perchè il suo giornalino scolastico e il suo sito web hanno catturato l'attenzione di un giornale locale, che le ha subito offerto un lavoro. Così ora l'ammiriamo felice con una continua pila di fogli tra le mani, i capelli più corti del solito, così da non intralciarla troppo, e il suo beige che mostra con fierezza. È felice, soprattutto perchè lei e Mose ormai fanno coppia fissa, e la distanza non è più un problema per loro, sono cresciuti e hanno imparato a gestirla.
Ora però, immaginate la faccia di Cody quando Margaret gli ha detto che sarebbe diventata una dottoressa, e che si trasferiva a Boston per frequentare l'università. Cosa ha fatto? Ha pianto per giorni, l'ha accompagnata nella nuova città, dove hanno studiato i miei genitori, per visitare il collage, per poi tornare a piangere.
La mia università? La migliore di tutte, quella dei New York Knicks. Si studiano corsi comuni, ma nulla in confronti alle ore che si passano in campo. Qui vengono allenate squadre di basket con ragazzi che aspirano al mondo dell'NBA.
Entrare non è facile, i corsi sono a numero chiuso e siamo in pochi, ma ci siamo riusciti tutti: io, Cody, Lincoln, Andrew, persino Eric, che dopo aver mollato il nuoto, ha deciso di unirsi alla squadra, rivelandosi un vero talento.
È tutto diverso rispetto al liceo, io sono diversa. Lo vedo quando mi preoccupo per Ly come mia madre faceva con me. Lo vedo da quando ho imparato a cucinare, o a sistemare i giochi di Ly che lascia sempre in giro, e a sgridarlo per la camera sempre in disordine.
Non sono più la Olivia Parker di un tempo, mi guardo indietro e rivedo tutti i miei errori, la mia testardaggine, che ora è sempre lì, ma con una visione più matura del mondo.
Mi guardo allo specchio, e sono diversa anche lì. Perdere peso dopo la chemio non è stato affatto facile, il mio corpo era diverso sotto ogni forma, ora però osservo le mie forme scolpite grazie al basket, la pancia piatta e le gambe sode. Ci ho faticato tanto, non è stato per niente una cosa facile o poco dolorosa. Ho imparato a prendermi cura di me, del mio armadio, e dei miei capelli, che ormai sono cresciuti dopo averli persi del tutto dopo la chemio. Sono ancora corti, la ricrescita non è veloce come mi aspettavo, ma mi piacciono anche di più adesso che arrivano alle spalle, lasciando scoperta la schiena. Le lentiggini sul mio viso sembrano più chiare, ma leggermente di più sul naso. La cosa più bella? I miei nuovi tatuaggi, che fanno compagnia alla bussola che porto con fierezza sul braccio, come quella di mio padre.
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In This Life
DragosteLa cosa più brutta è guardare con occhi diversi qualcuno. Che prima era speciale e poi diventa come tutti gli altri •Sequel di : "In Another Life"• ***** IN REVISIONE ⚠️✍️.
