12. Parker

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Non tutti gli incubi, si accontentano di farti compagnia solo per una notte.
I miei, sono insaziabili. Mi tormentano da molto e ormai sono esausta.
"Holly" la sua voce è rauca, frastornata, e mi piace sempre di più "Hol, piccola svegliati" mi scuote per le spalle.
Apro gli occhi di scatto e sento il cuore in gola. Sono un bagno di sudore, il respiro è irregolare e gli occhi pizzicano leggermente, annunciando delle lacrime che in pochi secondi mi rigano le guance, bagnandomi le labbra secche.
Dylan è davanti a me, lo scosto bruscamente e mi libero della sua presa con fare nervoso e ancora scombussolato.
"Non toccarmi"
"Ok" alza le mani in segno di resa, sospirando "Ma tutto bene. Ci sono io qui con te" cerca di rassicurarmi.
E' proprio questo il problema.
"Cos'hai sognato?" lo ignoro, mi alzo e vado in bagno per sciacquarmi il viso frettolosamente, cercando di restare lucida. Quando torno in camera, inizio a cercare i miei vestiti nervosa, cercando di ignorare il mal di testa a causa della sbornia. "Da quando fai questi incubi? È la prima volta?" Non demorde "Hol, ti prego parlami" si alza e segue i miei movimenti, poi mi sbarra la strada piazzandosi in mezzo alla stanza.
"Cosa vuoi, Dylan?"
"Sapere cosa ti passa per la testa"
"Non sono affari tuoi"
"Ma voglio sapere. Voglio la verità" insiste. 
"Vuoi la verità?" rido nervosa, spintonandolo perchè la troppa vicinanza mi fotte il cervello "No, non è la prima volta. Capita spesso, vuoi sapere cosa sogno? 27 Marzo, New York, mattina, piove e io sono felice, ho appena saputo che guarirò dal cancro. 27 Marzo, New York, pomeriggio, piove e io sono a pezzi, sotto la pioggia, distrutta, mentre il tuo migliore amico e tuo fratello cercano di tranquillizzarmi, perchè tu sei appena andato via lasciandomi da sola. Il 27 Marzo, Dylan, ecco la verità"
Lui resta spiazzato, non sa cosa dire, lo leggo nei suoi occhi, nei suoi movimenti incerti.
Lancio uno sguardo frettoloso all'orologio al muro, sono le sei del mattino. Meglio tornare ora prima che Brad chiami la polizia francese.
Ci rivestiamo velocemente e torniamo di sotto, dove non c'è la signora della notte prima, ma un signore con un grosso paio di baffi. Dylan gli chiede del caricatore e fortunatamente, quando torna poco dopo, è al cellulare con Cody.
"Va bene, ci vediamo lì" chiude la chiamata per poi imprecare perchè il cellulare si è spento nuovamente.
"Chiamo un taxi, muovi il culo" usciamo lungo la strada e riesco a fermare il primo taxi che passa.
"Nervosa di prima mattina, vedo"
"Appena mi sveglio se non faccio la stronza non sono io" annuncio sarcastica roteando gli occhi al cielo, mentre saliamo sulla vettura.
Una volta tornati in albergo, Cody deve aver avvisato anche gli altri perchè sono tutti nella hall ad aspettarci con i postumi della sbornia ma con le facce preoccupate.
"Ma siete impazziti" inveisce subito Brad, raggiungendomi furioso.
"O mio Dio, ci siamo presi uno spavento quando non vi abbiamo più visti"
"Stiamo bene"
"State calmi" scrolla le spalle Dylan, dietro di me.
"Tu restane fuori" ringhia Brad avanzando pericolosamente verso Dylan, che in tutta risposta non si scompone, al contrario sul suo viso compare un ghigno divertito.
"Se tieni tanto a lei come dici perchè ti ho trovato a fotterti una ragazza nel bagno del locale?" Dylan si diverte, e a quelle sue parole i ragazzi della squadra si frappongono subito tra i due per evitare scenate.
"Sai, ho proprio voglia di spaccarti la faccia. Perchè non vai via di nuovo e ci lasci in pace? Tanto sei bravo a sparire nel nulla" tuona velenoso Brad strattonando Abel e Fred per liberarsi dalla loro presa "giuro su Dio, che se non la lasci stare, io-"
"Cosa, Brad?" lo incita Dylan "tu cosa?" si diverte a provocarlo, ma a me questa storia inizia veramente a stancare.
"Basta, maledizione smettetela"
Mi rendo conto, forse troppo tardi, che non sarebbe mai cambiato nulla tra loro due. Dylan e Brad non sarebbero mai andati d'accordo, non ci sarà mai una tregua o una strada che vada bene per entrambi. E la loro continua rivalità non è solo a causa mia, ma per tutto: per Areelay, per gli amici, per ogni piccola sciocchezza.
Cosa posso fare? Il loro odio non si placherà mai, e intromettersi, peggiorerebbe solo le cose.
La cosa migliore sarebbe prendere le distanze, ma da chi poi, Dylan o Brad?
Non posso perdonare Dylan. Né ora né mai. E questa nostra, quasi, vicinanza non fa bene a nessuno di noi.

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