A Daisy:
Grazie per l'aiuto.
Da Daisy:
è sempre un piacere fare resistenza, poi però mi spieghi XD.
È ancora malata.
Dopo tutto quello che abbiamo dovuto passare, il suo cancro è tornato.
Sospiro, odiandomi perchè questa volta, sono impotente. Non posso far nulla ora.
"Terra chiama Dylan" Cody sventola un braccio davanti al mio viso, e lo guardo confuso.
"Cosa vuoi?"
"Mia cugina sta tornando dalla Spagna, sarà qui tra poco, non darle fastidio che è la fondatrice del club delle persone che ti vorrebbero vedere morto" mi avvisa, e mio alzo gli occhi al cielo.
"L'ho vista pochissime volte, perchè dovrebbe odiarmi tanto?"
"Mi ha appena telefonato Margaret, ha detto che verrà domani per assistere alla partita, non è fantastico?" cambia argomento, e scrollo le spalle stralunato.
"Fantastico" lo liquido con un gesto della mano, tornando a giocare alla play.
Qualcuno però bussa alla porta proprio mentre Cody sparisce al piano di sopra per recuperare il cellulare.
"Sophia" apro il battente, ritrovandomi la cugina di Cody davanti.
Sophia Muller, una perfetta stronza che non si lascia mettere i piedi in testa da nessuno. Con i suoi capelli biondi e gli occhi gelidi, riesce a far paura anche al più feroce degli animali.
È cresciuta dall'ultima volta, dopotutto, l'ho vista quasi 4 anni fa.
Porta i capelli raccolti in una coda alta, dove si intravedono alcune ciocche rosa, è struccata, ha un paio i grosse cuffie al collo, sopra la grossa quantità di collane colorate che indossa, per non contare i piercing alle orecchie e quello al naso, la bocca sempre piena di quelle sue odiose gomme alla ciliegia, e i vestiti colorati e vivaci.
"Johnson? Ma guarda, allora sei tornato" il suo sguardo parla da solo, mi odia. Anche se, francamente, non ne capisco il motivo.
"Qualche settimana fa" annuisco, e lei mi supera entrando senza aggiungere altro.
"Ciao, cugina" Cody corre ad abbracciarla con un gran sorriso e lei ricambia, togliendosi dal volto quel cipiglio arrabbiato. Evidentemente, il suo problema, sono solo io.
"Ho bisogno di qualche vestito più pesante, devo aver calcolato male il meteo di New York" sbuffa lasciando le valigie in un angolo, prima delle scale di casa Muller "Tu Dylan? Come mai sei tornato a New York? Eri stanco di scappare?" Mi canzona divertita, e Cody la guarda subito male.
"Cugina sarai stanca, ti accompagno nella stanza degli ospiti, così potrai riposare" le fa cenno di seguirlo di sopra, mentre io non le stacco gli occhi di dosso, fulminandola con lo sguardo.
Ci mancava solo lei.
****
"Allora, pronti?" il sorriso di Parker è contagioso, mentre fissa la palestra gremita di gente.
Il campo del Madison Square Garden è pieno, le partite delle regionali si svolgono qui e tralasciando gli studenti e gli insegnanti, è pieno di tifosi, sponsor, docenti di altre università e giocatori famosi che assistono alle partite giovanili.
Quando entra il fatidico Jonathan Parker, la palestra esplode in un boato e tutti scoppiano nel più totale delirio. Lui sorride, saluta con la mano per poi prender posto, accanto alla sua famiglia, in una delle ale riservate degli spalti.
Darren al mio fianco, non smette di agitarsi. Osserviamo il primo tempo dalla panchina, accanto ad Olivia che regola la partita da qui.
Cody è il primo a prendere il possesso della palla, e in meno di dieci minuti, con l'aiuto dei ragazzi, riesce a portare la squadra in vigoroso vantaggio.
Andrew passa la palla ad Eric che palleggia fin sotto il canestro avversario, fa per tirare ma un ragazzo dell'altra squadra lo blocca in tempo, gli ruba la palla e la lancia ad un compagno, che fa canestro proprio sotto il naso di Abel.
"Cazzo, ma che fa?" Sbraito insieme a Darren, con la caviglia più gonfia del solito.
"Abel" ringhia Olivia come una belva, strappandomi un sorriso.
L'ammiro stretta nella felpa viola dell'università, con il berretto sul capo e i capelli corti che le ricadono sulle spalle.
È fuoco puro.
Vorrei toccarla, mi basterebbe un contatto minimo, per annullare questa distanza.
L'altra squadra è forte, e lo capisco dalla maestria con la quale ci rubano altri quattro canestri.
Andrew ed Eric raggiungono il canestro avversario insieme, sicuri di segnare, ma il capitano dell'altra squadra li blocca, insieme alla sua ala grande e quella piccola, poi segnano ancora, ma un'attimo prima, indietreggia incerto, finendo per invadere la loro zona campo.
"Infrazione di campo" gridiamo io ed Olivia all'unisono, e l'arbitro fischia, dandoci ragione.
Alla fine del secondo tempo, tornano tutti alle panchina per l'intervallo, amareggiati a causa dei 7 punti che ci separano dall'altra squadra, che è in netto vantaggio.
"Cambio di ruoli, Johnson prende il posto di Abel, Lincoln di Fred" afferma Olivia, e io la guardo confuso, affettandomi a sfilare la felpa, pronto per scendere in campo.
"Sono veloci" si asciuga la fronte Eric per poi sorseggiare dalla borraccia dei Lakers.
"Si, sono più veloci di voi, ma esitano prima di tirare, e non si passano la palla, restate nella vostra zona campo, evitiamo falli e infrazioni, e tenete gli occhi puntati sul capitano, guardano tutti lui prima di fare una mossa." spiega Olivia, poi lancia un'occhiata al tabellone.
"In campo" annuncia l'arbitro, e tutti tornano alle loro postazioni, sotto il tifo generale della palestra.
Mi avvicino ad Hol, che ha un sorriso fiducioso sul volto, mi piego accanto al suo orecchio, per poi sussurrarle un semplice grazie, prima di tornare in campo.
"Dylan" mi volto per guardarla, e il suo sorriso è sempre lì "Non farmene pentire, fagli il culo"
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In This Life
RomansLa cosa più brutta è guardare con occhi diversi qualcuno. Che prima era speciale e poi diventa come tutti gli altri •Sequel di : "In Another Life"• ***** IN REVISIONE ⚠️✍️.
