十三 ; tredici

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Cosa ho appena fatto?

Questa fu la prima cosa che pensò Jimin quando lui e Jungkook uscirono da scuola, incamminandosi verso il Mc Donald's che si trovava, per loro fortuna, nel quartiere dietro ad essa.

Nella testa di Jimin vigeva il caos ma nonostante questo cercò di fregarsene. Se ne fregò delle vocine nella sua testa che gli urlavano di aver appena masturbato un ragazzo che non conosceva per niente, e anche di quelle che gli suggerivano di stare lontano da Jungkook.

Evitò di pensare a tutto questo perché Jimin voleva veramente conoscere lui e le sue intenzioni. Voleva sapere se poteva fidarsi di lui, provare ad instaurare un rapporto, d'altronde ciò che conosceva sul suo conto erano solo le voci che giravano per la scuola.

"Forse il Mc Donald's non è il posto più adatto per parlare adesso che ci penso.." disse Jungkook ridacchiando, anche lui ancora scosso per l'accaduto di qualche minuto prima.

"Beh, possiamo farlo ora. Dieci minuti ti bastano?" chiese Jimin senza il minimo di cattiveria, facendo uscire tutto il coraggio che aveva.

Non poteva assolutamente mostrarsi vulnerabile davanti a Jungkook. Ai suoi occhi voleva apparire forte, coraggioso, non voleva lasciar trasparire la sua timidezza, perché altrimenti avrebbe rischiato di farlo allontanare, almeno questo era ciò che pensava.

"Dieci minuti ci bastano, vorrai dire. Non devo parlare solo io." ribatté Jungkook calcando con la voce sul "ci".

A quella risposta, detta con un tono più arrogante, Jimin esitò a rispondere come aveva fatto prima.

Egli voleva mostrarsi forte, seppure quello forte fosse il suo migliore amico, non lui. Jimin aveva sempre avuto questo carattere fragile, come se delle semplici parole potessero abbatterlo facilmente, e così era stato in quel momento con Jungkook.

Se solo delle parole, per lo più pronunciate da uno come Jungkook, erano in grado di rendere Jimin altamente vulnerabile, allora il suo piano di mostrarsi coraggioso poteva andare a farsi fottere.

Ma lui volle provarci lo stesso, anche se Jungkook aveva capito fin troppo bene il carattere dell'altro, furbo com'era.

"Beh, ma tu hai cominciato tutto con quel bacio alla festa."

"E tu hai ricambiato, quindi dovrai parlare anche tu. E poi..."

Jungkook lasciò la frase in sospeso prendendo con una delicatezza infinita la mano cicciottella di Jimin, quasi con paura di poterla rompere da un momento all'altro.

Come avete potuto leggere precedentemente, Jungkook aveva già capito il carattere di Jimin. Lo aveva guardato tanto dall'inizio della scuola, aveva esaminato ogni suo gesto di sottecchi. Aveva visto come arrossiva facilmente, come si nascondeva dietro al corpo di Taehyung, come parlava piano e giocava con le maniche della sua felpa. Jimin non poteva che essere estremamente timido secondo Jungkook. E Jungkook ci aveva visto bene.

Egli amava proprio questo di Jimin, perché oltre ad essere bello da far paura, era anche dolce, introverso, affascinante agli occhi suoi, che non avevano mai conosciuto qualcuno di tanto unico. Era proprio per questo che il moro prese delicatamente la manina di Jimin, perché voleva trattarlo come se fosse un angelo.

Jimin, in tutta risposta, si stupì a causa di quel contatto inaspettato e arrossì.
"Maledetta timidezza", pensò.

"E poi, mi hai appena fatto la sega più bella della mia vita, non puoi non aprire bocca mentre ti spiego il perché ti ho baciato. Anche se in realtà dovresti averlo già intuito..." concluse Jungkook con uno dei suoi sorrisetti che ti facevano venire voglia di prenderlo a schiaffi e di baciarlo per ore allo stesso tempo.

bumblebee | jikookLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora