二十 ; venti

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Il giorno dopo tutto sembrava essersi ristabilito. Jungkook aveva finalmente prenotato la camera nell'hotel dove lui e la madre si erano temporaneamente trasferiti. Mentre la madre non aveva la minima idea di che lavoro cercare, Jungkook avrebbe tanto voluto lavorare in un bar, quindi iniziò a perlustrare tutti i bar di Seul che necessitassero un barista.
Jimin era felice perché aveva scoperto di non essere stato un giocattolo per il moro, quindi c'era ancora speranza per approfondire la loro conoscenza. Nonostante Jungkook non gli avesse spiegato ancora la sua situazione "non bella" a casa, era comunque sollevato dal fatto che suo padre fosse stato arrestato. Taehyung e Yoongi si sentivano ogni giorno; la loro era una vera e propria frequentazione.

Jungkook e Jimin decisero di fissare il loro primo appuntamento due giorni dopo l'arresto del signor Jeon. Jimin si fece ancora più bello per l'altro, anche grazie ai consigli di Taehyung. Indossò più o meno gli stessi indumenti della scorsa volta, ma curò di più il suo ciuffo e il make-up in generale. Si spruzzò un po' di profumo sul collo e poi uscì di casa con il sorriso, sapendo che Jungkook sarebbe finalmente passato a prenderlo. Jungkook in realtà non aveva la patente, quindi si dirigesse a piedi fino a casa sua e poi da lì presero un autobus...

Jungkook arrivò con una camminata elegante, degna della sua classe. Agli occhi di Jimin non era un adolescente delle superiori, anzi, era più un giovane uomo al terzo anno di università. Le sue gambe lunghe e toniche erano fasciate dai jeans neri, portava degli stivaletti dall'aria costosa e un maglione bianco a collo alto. Non era molto truccato ma sprigionava comunque un certo fascino che sapeva conquistare tutte le ragazze della loro scuola. Jimin sorrise pensando al fatto che Jungkook si stesse sentendo con lui e solo con lui; le ragazze della scuola dovevano stargli alla larga.

"Ciao Jiminie." disse Jungkook con un tono di voce inaspettatamente basso e avvicinandosi all'altro.

"Ciao Kookie." rispose il biondo con un sorrisetto timido.

"Come mi hai chiamato, biondino?" chiese Jungkook cercando di fingersi offeso.

Solo sua madre e Hoseok lo chiamavano così e, beh, tutte le ragazze che facevano le gatte morte provando a fargli delle avance ma con scarsi risultati. Non adorava particolarmente questo soprannome, lo trovava un po' stupido e lo faceva sembrare un biscotto al cioccolato. Jimin però, con la sua voce melodiosa, lo trasformava completamente facendolo diventare la parola più bella esistente. Jungkook allora, per provocarlo un po', fece finta di essersi infastidito quando il biondo lo chiamò così.

"Ehm.. no niente, scusami.." si scusò Jimin con le orecchie rosse fino alla punta.

Jungkook a quell'immagine scoppiò a ridere, prendendogli il viso tra le mani con delicatezza.

"Stavo scherzando. Puoi chiamarmi Kookie quanto vuoi, mi piace detto da te." confessò facendo arrossire ancora di più l'altro.

"Allora, andiamo? La fermata dell'autobus è a circa duecento metri da qui." continuò il moro togliendo le mani dalle guance dell'altro e indicando la strada.

Jimin annuì con il capo e i due iniziarono a camminare verso la loro meta. Dopo svariati secondi di silenzio Jungkook parlò, attirando l'attenzione dell'altro.

"So che vuoi sapere tutto. Vuoi sapere di mio padre, di mia madre, della mia situazione familiare. Lo so bene e ti capisco, perché sarei anche io curioso quanto te se fossi nella tua situazione. E.. io voglio dirtelo, sperando che non ti allontanerai da me."

Jungkook sussurrò l'ultima frase; non era molto bravo a parlare dei suoi sentimenti. Jimin gli sorrise intimandolo a raccontargli tutto, facendogli capire di avere la sua fiducia.

"Praticamente mio padre non è sempre stato aggressivo nei confronti di mia madre, infatti tutto è iniziato più o meno due settimane prima della loro separazione. Dalla separazione in poi, le cose sono peggiorate. Mio padre picchiava mia madre per qualsiasi cosa ed io dovevo sopportare tutto senza dire niente. Quindi questa era la mia situazione familiare, poi è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Pochi giorni fa, quando siamo andati al Mc Donald's, un collega di mio padre ci ha scattato una foto mentre ti accarezzavo la guancia e l'ha fatta vedere a mio padre in cambio di soldi. La sua reazione è stata esagerata e ha distrutto casa dalla rabbia. Dopodiché, siccome di me non gliene importa nulla, mi ha rapito per far sì che io gli riportassi mia madre che intanto alloggiava da Hoseok e Jinyoung. E niente, poi il resto lo conosci.." Jungkook parlava con un tono amaro, deluso, mentre Jimin lo ascoltava attentamente e memorizzava ogni singolo particolare della sua spiegazione.

bumblebee | jikookLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora