Il lunedì mattina successivo Jungkook si svegliò mezz'ora prima del suono della sveglia. Siccome era presto per prepararsi, si alzò con calma e si fece un thè nella mini cucina della camera d'hotel, composta da un fornello e da un paio di armadietti per contenere eventuale cibo.
Una volta preparata la sua bevanda calda, tornò in camera, sedendosi sul letto, iniziando a sorseggiarla. Solo in quel momento realizzò che sua madre non stava dormendo: il suo letto, infatti era vuoto. Di solito la donna dormiva fino alle nove, dieci di mattina, quindi si alzava molto più tardi di lui.
Jungkook pensò subito al peggio.
Pensò che la madre fosse andata a trovare il marito in prigione, perché negli ultimi tempi ci aveva provato spesso, ma il moro gliel'aveva vietato severamente ogni volta.
Per sua fortuna, però, la madre uscì dalla porta del bagno qualche minuto dopo, quindi tirò un sospiro di sollievo. Notò che la donna fosse già vestita, così si chiese dove volesse andare alle sei del mattino.
"Mamma, dove vai?" chiese ancora assonnato, sorprendendo la donna.
"Ehm.. al colloquio di lavoro, amore." rispose la madre sistemandosi i lunghi capelli neri con le mani.
"E quando pensavi di parlarmene?" sbottò il moro che pian piano stava acquisendo lucidità per riflettere sulle parole dell'altra.
"L'avrei fatto questo pomeriggio, Kookie. Non ti avrei di certo svegliato prima per dirtelo." lo rassicurò la donna con un sorriso.
"Ma che lavoro è se ti fanno alzare così presto per un semplice colloquio?" domandò il moro alzandosi, avvicinandosi a lei per guardarla meglio.
"Donna delle pulizie, è il meglio che sono riuscita a trovare. Ora devo proprio andare, ci vediamo oggi pomeriggio dopo la scuola, ciao amore." lo salutò con bacio sulla guancia e poi si fiondò fuori dalla porta della stanza.
Jungkook metabolizzò il tutto solo dieci minuti dopo, d'altronde la mattina non c'era proprio con la testa.
Se credeva alle parole di sua madre?
No, ma voleva farlo. Voleva darle fiducia, con tutto se stesso. Spesso la vedeva sul letto con il computer, cercava annunci e inviava curricula, sembrava davvero interessata a voltare pagina.
Quindi, senza farsi troppe domande, il moro si lavò, si vestì e prese la cartella pronto per affrontare una nuova giornata. Quel giorno avrebbe confessato i suoi sentimenti a Jimin, proprio per questo era un po' agitato. Anche solo il pensiero di poter avere Jimin tutto per sé lo faceva andare fuori di testa, perché se ne stava innamorando perdutamente e perché quel biondo era sempre nella sua testa, ad ogni ora del giorno.
Arrivato davanti a scuola, dopo essere sceso dall'autobus, si fermò davanti al cancello, aspettando Hoseok.
Come tutti i giorni, gli alunni del liceo di Seul passavano davanti alla sua alta figura e lo guardavano. Ma quel giorno in particolare, non lo fecero con ammirazione e stima, bensì con disgusto.
E non solo. Anche vergogna, disprezzo. Jungkook, allora, si squadrò velocemente nella vetrata dell'automobile più vicina, ma non notò nulla di strano. Non aveva un capello fuori posto, era bello come sempre, i suoi vestiti non erano stropicciati o sporchi.
Allora perché la gente lo guardava come se fosse un criminale?
Ad un tratto i suoi pensieri vennero interrotti da Hoseok, che correva verso di lui come una scheggia aggrappandosi al suo collo.
"Kookie.." disse il ragazzo tra i singhiozzi stringendosi all'altro, cercando un contatto.
Hoseok stava piangendo, quindi la situazione doveva essere non grave, di più.
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bumblebee | jikook
Fanfiction"Bumblebee" narra la storia di Jimin e Jungkook e della loro cerchia di amici, adolescenti alla ricerca di nuove esperienze, con una grande voglia di vivere e di godersi la vita. Jimin e Jungkook si conoscono alla festa di Halloween della loro scuol...
