CAPITOLO 6

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R:« ma che stronzi!» esclama mia sorella quando finisco di raccontarle ciò che ho visto e la telefonata di Antonie. Mentre le raccontavo della storia inoltre abbiamo finito il gelato.
R:«Io te l'ho sempre detto!!!» continua lei camminando avanti e indietro nella mia stanza rosa.
R:« Sei fortunata, domani non li vedrai più, almeno per... PER SEMPRE!»
A:«Lo so Reby, ma io amavo Austin e mi fidavo di Antonie!» mi lascio ricadere esasperata sul letto.
R:« Tranquilla sister, mi hanno detto che a Los Angeles ci sono un mucchio di bei ragazzi» mi fa l'occhiolino lei.
A:«REBECCA!! Come puoi dirmi certe cose!» ribatto io ridendo.
R:« non scherzo sister, in più tu sei una ragazza splendida, quindi chi non ti vorrebbe?» mi chiede lei.
A:« sai, non lo so... Non ho mai avuto altri ragazzi oltre a Austin» ci stavo riflettendo da un po', su questa cosa. Perché avevo avuto solo un ragazzo? Ma fino a poco fa non me ne importava, ero certa che lui mi amasse, ma mi sbagliavo...
A:«Va beh, per ora resterò single🙂»
R:«Fai come vuoi» mi fa lei con gli che si alzano a guardare il soffito.
Le tiro il cuscino e la becco in pieno.
R:«Hey!! Ma perché lo hai fatto!?!»
A:«Perché pensi solo ai ragazzi!»
Scopiamo entrambe ridere.
R:«Ora preparati che domani abbiamo l'aereo presto» mi dà un bacio sulla fronte e se ne va.
Mi cambio e mi metto il mio pigiama corto azzurro.
Guardo il telefono. 5 chiamate perse da Antonie, 10 da Austin e più di 300 messaggi da tutti e 2.
Lo spengo.
Sono distrutta. Mi metto a letto e cerco di addormentarmi subito. La stanchezza ha la meglio. Mi addormento subito.
La mattina, un rumore fortissimo mi fa alzare. La sveglia. Guardo l'orario, sono le 6:30, alle 10:30 abbiamo l'aereo. Non sentendo rumori in casa capisco che nessuno si è svegliato.
A:«SVEGLIAAAAAA!!!» comincio ad urlare. Ad un certo punto sento dei passi andare avanti e indietro. Capisco che si sono svegliati, o almeno che li ho svegliati.
Mi vesto comodamente, niente tacchi perché poi dovrei toglierli per passare nell'aggeggio che suona ogni volta che hai del metallo addosso. Una semplice maglietta rosa, dei pantaloncini di jeans corti, le mie super star bianche e oro e infine il mio cappello bianco dell'adidas.
Sono pronta.

M:«Faremo colazione in aeroporto, dato che siamo in ritardo» mi comunica mia madre

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M:«Faremo colazione in aeroporto, dato che siamo in ritardo» mi comunica mia madre.
Sentiamo suonare il campanello: è lo zio Jeremy, ci porterà lui all'aeroporto.
Andiamo ad aprirgli la porta e lui ci aiuta a portare fuori le valige. Infine saliamo sulla sua jeep.

TU SEI LA MIA BAMBINADove le storie prendono vita. Scoprilo ora