CAPITOLO 48

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Alice pov's
Io e Felipe siamo da starbucks e non so ancora come dirgli che tra poco dovrà partire.
A:<senti Felipe... sono innamorata di te...~lui mi guarda perplesso~ ma credo che la nostra storia non possa continuare...>
Spalanca gli occhi increduli.
F:<come?!? Perché?!? Se è per colpa di Matteo giuro che io lo...>
A:< non è per colpa di Matteo! È solo che tu tra una settimana dovrai andartene!> sono sull'orlo di piangere.
F:<cosa?>
A:<mia madre ha detto una promozione a tuo padre. Lo ha messo a capo di un'azienda... ma a Mosca! È per quanto io possa amarti, non sopporterei una relazione a distanza...~ok sto lacrimando~ scusa ora me ne vado> mi alzo dal tavolo e esco. Pensavo che Felipe mi seguisse o almeno mi fermasse, invece è stato seduto al tavolo a non fare nulla per fermarmi.
Questa cosa mi ha distrutta. Forse era destino che non stessimo più insieme.
Mi dirigo verso il bagno delle ragazze e quando ci arrivo non perdo un minuto e mi rinchiudo lì. Mi vorrei sotterrare, ma devo andare avanti. Se Felipe mi avesse amata sul serio mi avrebbe seguita, ma non è andata così. Vengo distratta dai miei pensieri quando sento la porta del bagno aprirsi.
R:<non puoi capire>
R2:<non m'importa niente. Ora smettila di farti desiderare e facciamo ciò per cui mi hai portata qui>
Apro la porta, timorosa di chi possa trovarmi davanti, ma quando metto a fuoco chi ho davanti sono pervarsa da un senso di rabbia.
Felipe e Johanna. Lui mi guarda distrutto mentre lei se la ghigna. Mi avvicino a Felipe <stronzo> e gli mollo un ceffone in faccia. Poi infuriata me ne vado fuori dal bagno sbattendo la porta. Mi ha già dimenticata? Non sono nemmeno passati 5 minuti che lui mi ha già rimpiazzata. "Che si fotta. Io sono Alice Menson e posso avere tutto ciò che voglio. Non mi farò mai più mettere i piedi in testa da nessuno. Non voglio più avere niente a che fare con Felipe. Perché devo stare male per uno di cui non gli importa niente di me?"
Subito mi viene in mente un'idea. Mi dirigo fuori da scuola e comincio a escogitare un piano per farlo morire di vergogna e per fargli capire cosa si è perso.

Il giorno dopo

Arrivo a scuola con la mia moto accompagnata da Karl.
K:<sei sicura di volerlo fare? Sei ancora in tempo a cambiare idea. Posso chiamarlo e dirgli di non venire più e che è saltato tutto>
Ci penso. Voglio davvero farlo? Si.
A:<sicurissima. Digli di farsi trovare fuori quando suona la campanella. In fondo è il tuo migliore amico.>
Lui mi guarda annuendo.
A:< grazie Karl. Sei il migliore.>
K:<lo so> alzo gli occhi al cielo esasperata.
A:<sempre modesto>
K:<ovvio>
Lo saluto e mi dirigo in classe. Non vedo l'ora che finiscano queste noiose ore di scuola.
Nel corridoio incontro Susanne che mi saluta allegramente.
A:<tutto bene?>
S:<alla grande>
A:<posso sapere il motivo di tanta felicità?>
S:<io e la mia famiglia andiamo alle Hawaii per tutta la settimana! Partiamo domani>
A:< che bello! Io ci sono stata parecchie volte, ma ti dico che sono sempre uno spettacolo >
S:< già! Tu invece? Ho saputo di Felipe... sai Johanna ha messo in giro la notizia>
A:< non m'importa. Tanto tra nemmeno una settimana se ne andrà a Mosca>
S:<perché?>
A:<mia madre trasferisce suo padre a Mosca, come nuovo dirigente dell'azienda in Russia.>
S:< capito. E tu come intendi fargliela pagare?>
La guardo perplessa. Sono così prevedibile?
A:<lo scoprirai oggi pomeriggio>
S:<sono così eccitata haha. Ora vado, a dopoooo>
A:<a dopo>
Oggi sarà tutto perfetto

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