Nota autrice: ragazzi ho deciso di continuare su questa storia, perché il titolo non può essere dato dal nome che Alice attribuisce alla sua moto... bensì da un altro motivo che scoprirete più avanti. Vi voglio bene❤️
Apro gli occhi piano piano, doloranti, come se avessi dormito per un'infinità di tempo e mi accorgo di essere in una stanza bianca con una luce puntata addosso. Cerco di muovermi ma ho il braccio attaccato a qualcosa. Una flebo. Cerco di ricordarmi cosa mi ha portato in quella stanza ma nulla. Non mi ricordo assolutamente nulla. Sento delle voci, ma non riesco a distinguerle. Mi giro verso la direzione in cui le sento e vedo mia madre che sta parlando con un qualcuno sulla porta della mia stanza.
Appena incrocia il mio sguardo dice qualcosa al ragazzo vicino a lei, che subito si allontana velocemente.
Lei intanto entra nella mia stanza spalancando la porta, con le lacrime agli occhi.
M:<O mio Dio. Sono così felice che tu sia viva e ti sia svegliata> dice abbracciandomi.
A:<aia mamma. Fai piano. Mi fa male tutto>
M:<è naturale dopo quelle che ti è successo.>
Io la guardo stranita, ma prima che possa aggiungere altro un uomo, abbastanza grasso e alto, con un camice bianco, entra nella mia stanza, seguito dal ragazzo che avevo visto prima con mia madre.
Uomo:<benissimo signora. Sua figlia è viva, però dovremmo farle delle analisi prima di poterla lasciare andare. Sa, le norme lo prevedono.>
Mia mamma mi abbraccia e mi lascia sola con quell'uomo, portandosi via anche il ragazzo dietro di lui.
U:<bene Alice. Sono il dottor Sckoted. Vorrei farti qualche domanda prima di fare le analisi. D'accordo?>
Annuisco debolmente.
D:<ok, perfetto. Allora dimmi Alice, ti ricordi cosa sia successo prima di venire qua?>
Io ci penso a lungo. Ma non ricordo. Faccio di no con la testa.
D:<allora Alice, hai avuto un incidente stradale. Una macchina ti è venuta addosso. Ti ricordi se eri con qualcuno?>
Ci ripenso, stavolta più a lungo e mi viene in mente, come in un sogno, solo una cosa: mia sorella.
A:<dove è mia sorella?>
D:<ok questo te lo ricordi allora. Tua sorella era in macchina con te. Lei non si è fatta quasi nulla, ha solo qualche vetro nella parte sinistra del corpo.>
Mi manca l'aria. Ho fatto del male a mia sorella.
A:< e l'altro conducente?>
Lui mi guarda sconsolato.
D:<è scappato. È come se il suo intento fosse stato si ferirla. Si ricorda cosa stava facendo prima che l'altra macchina le venisse incontro?>
Scuoto la testa.
D:<ok...ti faremo qualche analisi e poi capiremo cosa hai. Infermiere, questa ragazza deve essere trasportata nell'ambulatorio.>
A:<dottore. Sa dirmi per quanto ho dormito?>
D:<solo 2 settimane...pensavamo non si risvegliasse...> e se ne esce dalla stanza.
Qualcuno ha cercato di uccidermi. Ma chi?
Il giorno dopo
Sono con mia madre nella mia stanza e sto aspettando le mie analisi. Insieme a lei c'è mio fratello Karl che mi sta tendendo la mano.
Ci guardiamo negli occhi fino a quando non arriva il dottore.
D:<bene cara, ho delle buone notizie. Hai solo una gamba rotta, basterà metterti il gesso oggi stesso e potrai tornare a casa...ma ho anche una brutta notizia. Lei ha subito un trauma cranico. E ciò le sta costatando la perdita di memoria degli ultimi 2 mesi.
K:<dottore ma è una cosa a lungo termine o le passerà?>
D:<non possiamo accettarlo con certezza, ma se la signorina si impegnerà a cercare di ricordare, beh, credo che molto presto riavrà la memoria.>
M:<grazie dottore>
D:<vi lascio soli>e se ne va.
M:<fai entrare le ragazze Karl>
Lui annuisce e va fuori dalla stanza. Al suo posto compaiono 2 ragazze bionde.
S:<Alice dimmi che non ci hai dimenticate. Se no ti rompo anche l'altra gamba>
An:<non è vero Alice non darle retta. Eravamo così preoccupate>.
Io non dico nulla, loro cercano una mia risposta guardandomi disperatamente negli occhi.
A:<ma voi 2 chi siete?>
Loro rimangono spiazzate.
A:<potreste uscire? Susanne vai a "consolare" Karl e Anne datti una mossa con chi sai tu>
I loro volti sembrano un attimo confusi ma poi sorridono e mi abbracciano.
S:<cretina! Pensavano seriamente che non ti ricordassi di noi>
A:<ma come faccio? Manco se volessi vi potrei dimenticare>
Anne si gira verso la porta.
An:<ecco i ragazzi!>
Nella mia stanza entrano 5 ragazzi. All'inizio non me li ricordo, ma poi ecco che mi torna tutto in mente: in "fanatici 5". Sono felice di vederli, tutti tranne 1.
A:<che cosa ci fa qua Matteo?>
Tutti mi guardano come se non capissero.
An:<Alice, tu e Matteo avete chiarito...non ricordi? Il giorno prima dell'incidente.>
A:<seriamente? Non me lo ricordo e sinceramente è meglio così. Quindi ora vattene fuori da qui> lui resta spiazzato. Tira un pugno al muro e poi esce dalla stanza. Cole e Cody lo seguono.
J:<ma Alice, veramente non ti ricordi di aver fatto pace con lui?>
Non rispondo. Con Matteo non ci credo nemmeno morta di aver fatto pace. Quindi credo che sia impossibile.
A:<no e non mi interessa. Dov'è Felipe?>
An:<Felipe è andato in Russia, suo padre ha ricevuto una promozione, ti ha tradita con Johanna e tu per ripicca hai baciato Andrew. Molto semplice>
Subito comincio a pensare. E se non ricordassi più nulla? E se questa fosse una punizione per ciò che ho fatto? L'unica cosa che so è che cercherò chi mi ha fatto questo e gliela farò pagare cara.
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TU SEI LA MIA BAMBINA
Novela JuvenilAlice, ragazza di 16 anni sta per iniziare la quarta liceo. È una buona studentessa, ha una famiglia che la ama e un ragazzo magnifico. Tutto cambierà quando suo padre morirà in un incidente e sua madre cambierà città per lavoro. I nuovi compagni di...
