10 ore.
Sono 10 lunghissime ore che sono qui bloccata a mezzaria.
Ovviamente Cameron é rimasto a guardarmi solo per le prime 3 o 4 ore, dopo ha pensato bene di svignarsela tirando fuori qualche scusa a dir poco patetica e poco credibile.
Maledetto.
Era tornato ad un certo punto per vedere se avessi compiuto progressi , ma vedendo che la situazione non si era sviluppata mi aveva lasciato nuovamente da sola.
Mai che provi un minimo di pena per una povera mortale come me.
Sento la porta aprirsi per poi vedere la figura del soggetto in questione dirigersi verso di me con un cuscino in mano e una smorfia sul volto come se non fosse una decisione sua tutto questo.
Lo guardo perplessa.
"Vengo a farti compagnia per la notte." Dice in maniera scocciata prima di posizionarsi sulla panchina.
Strabuzo gli occhi
"È notte?!" Chiedo guardandomi intorno ricordandomi poi che non ci sono finestre.
Siamo sotto terra.
"Già sei qui da un bel po'." mi guarda con il suo solito cipiglio.
È stata una tua idea.
Non mia.
"E tu non hai intenzione di liberarmi." Dico teatralmente in maniera rassegnata nella speranza che mi risponda 'in realtà solo venuto qui per questo'.
Ma ovviamente mi sbaglio.
"Devi liberarti da sola." Alza le spalle distogliendo lo sguardo, come se fosse un dato di fatto.
"Ma non riesco ad arrabbiarmi senza un imput" mi lamento.
Lui riporta lo sguardo su di me alzando un sopracciglio
"E l'altro giorno qual'era l'imput?" Mi chiede.
Ouch.
"Federico." Rispondo velocemente mentendo e distogliendo lo sguardo, evito di dirgli che a vera motivazione era lui che si limonava l'anatra davanti ai miei occhi.
Probabilmente mi riderebbe in faccia.
Oppure ne sarebbe compiaciuto
E questo aumenterebbe il suo ego già smisurato.
Assolutamente no.
"Nemmeno un bambino di 6 anni ti crederebbe con quella faccia." Sentenzia scuotendo la testa e accennando a un sorrisetto supponente.
"A proposito come sta?" Chiedo nella speranza di cambiare discorso riferendomi ovviamente a Federico, anche se dalla sua faccia per niente convinta capisco che non mi crede.
Proprio per niente.
"Meglio." Rimane sul vago.
Ecco una cosa che mi fa imbestialire.
Poi lo guardo per bene mentre mi fissa e capisco che lo sta facendo apposta.
"Non funziona così." Dico assottigliando gli occhi, perché io lo so e per principio non cadrò nei sui giochetti manipolatori.
"Ci ho provato" alza le mani a mo di resa.
Sbuffo rincominciando a fissare il muro davanti a me, perchè è questo che ho fatto nelle ultime ore.
Fissare il muro.
Molto divertente.
"Sai che sei noiosa?" Se ne esce ad un certo punto il moro difianco a me.
"Io sarei noiosa? Mi hai immobilizzato e non hai intenzione di liberarmi. Sei tu quello noioso." Riporto lo sguardo su di lui che ora è steso a contemplare il soffitto.
Lui il soffitto
Io il muro
Direi che sta andando bene.
"Mah non lo so, disolito parli un sacco." Si gira anche lui facendo incrociare i suoi occhi con i miei.
"E disolito cosa mi dici quando parlo un sacco?" Gli chiedo.
Ma prima che possa dire qualsiasi cosa lo blocco aggrottando le sopracciaglia e metto il broncio.
"Ma non ti stanchi mai di parlare" borbottò tentando di imitare la sua voce con scarsi risultati , inizialmente mi guarda mantenendo la sua faccia di pietra poi però il mezzo sorriso lo tradisce e sbuffa leggermente scuotendo la testa.
"Io non parlo così e non ho quella faccia." Ribatte
Non riesce a smettere di sorridere.
"Oh si invece." Annuisco confermando le mie parole
"Beh sempre meglio di questo" dice facendo finta di swishare con i capelli e spostarseli da un lato sbattendo ripetutamente le sopracciglia, guardandomi con la faccia piú irritante che una persona possa mai trovarsi davanti.
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Qualcosa di speciale
Fantasy⚠️IN REVISIONE: I capitoli con "•" sono quelli revisionati⚠️ Scarlet , è una ragazza normalissima che vive nella periferia di Denver , non si apetta molto semplicemente sta per i fatti suoi a condurre una vita monotona nella piccola città in cui si...
