-E tu me lo dici così! Quello lo ammazza!-
Ron guardava la sua consorte con gli occhi sbarrati, lei aveva le braccia conserte e lo osservava.
-Guarda che non è un imbecille. E' andato solo prima che lo facesse Neville, o i mangiamorte quelli seri.- Ron la squadrò -Pensi che lui non ne sappia niente?-
Hermione sbuffò -Malfoy? Neanche da mangiamorte sembrava un mangiamorte, figuriamoci progettare un rapimento, lui può sapere qualcosa solo perché partecipava, di certo non per le sue doti.-
-Per me lo ammazza.- sentenziò Ronald sorseggiando il suo caffè.
Harry e Draco uscirono da uno dei camini del ministero. Draco si guardava intorno come un bambino. Ricordava il ministero molto più grande, con molti più camini e meno affollato... non bei ricordi comunque. L' auror lo condusse fino al suo ufficio; Hermione era ancora li, Ron beveva il caffè beato, questo provoco in Harry un moto di stizza. Draco fece un cenno verso entrambi, Hermione sorrise e lanciò uno sguardo verso suo marito comunicandogli: "è vivo visto?" Ron smise di bere e poggiò la tazza di caffè sopra la scrivania, volendo dar intendere che si stava alzando, ma Harry fù più svelto.
-Siediti.- comandò, Draco si sedette accavallando le lunghe e sottili gambe, per nulla toccato dal tono "minaccioso" dello sfregiato. Ron guardò Malfoy. - Allora?- Domandò in direzione del collega.
-Forse ci può aiutare, anche se, a detta sua non frequenta più certi giri.- disse Harry.
-Dammi il veritaserum e riponi la domanda se il tuo "collaboratore" non ti soddisfa.- gli rispose Malfoy ironico.
-Allora.- iniziò Harry. -Da quanto fai l'eremita?-
Malfoy spostò gli occhi su di lui, un brivido percorse la schiena di Potter, non ricordava gli occhi di Malfoy cosi freddi. -Tecnicamente da sei anni, Quando ho venduto la villa, da allora leggo solo l' Evening Standard il The Guardian e il The Sun, viaggio in autobus, guadagno sterline e faccio le scale a piedi.- Ron aggrottò la fronte, guardando gli amici in cerca di aiuto. Malfoy se ne accorse.
-Certo Weasley, che per aver sposato una nata babbana ne sai davvero poco delle sue origini.-
-Ovvio che lo sapevo.- mentì Ron, -La cosa che non capisco è come possa uno come te, fare la vita da babbano. Credi veramente che io ci creda?-
-Come vuoi... Non mi interessano i tuoi pensieri.- rispose Malfoy indifferente.
-Hanno fatto esplodere la saracinesca di Fortescue e dentro abbiamo trovato questo.- Disse Harry porgendogli una foto. Draco la prese tra le dita, gli vennero i brividi. - "Nemici dell' erede temete". Mi suona vagamente familiare. Tocca a te Hermione.- disse alla ragazza porgendole la foto. Hermione la prese.
-Che vuol dire che tocca a lei?- chiese Ron.
-Mi risulta che anche nell' occasione in cui siete incappati in questa frase, sia stata lei a darvi la soluzione dell' enigma. Anche da pietrificata.- Draco sorrise. -Io ho la vaga sensazione di essere superfluo, dato che non so come aiutarvi.-
Harry lo guardò:- Io invece credo che ci aiuterai. Dacci una lista dei mangiamorte e dei loro parenti, tutto quello che ti ricordi.-
-E se non lo facessi?- incalzò il biondo.
Harry si sporse sulla scrivania e abbassò la voce. -Credo che riuscirei a trovare un modo per sbatterti ad Azkaban.- Malfoy fece altrettanto. -Allora prendi carta e penna sfregiato, che aspetti?- Harry si riaccomodò sulla poltrona. Ron lo guardò per un momento poi si alzò - Ok vado a prendere un caffè.-
-Vengo con te.- disse Hermione prendendo la palla al balzo. Entrambi uscirono con un certa velocità, Harry non aveva spostato lo sguardo da Draco.-Continua a essere un grande stronzo. Non è cambiato per niente.- sentenziò Ron fuori dall' ufficio. -E' cambiato Ron.- gli disse Hermione seria.
-E da cosa lo intuisci?- rimbeccò suo marito. -Mi ha chiamata per nome.- rispose Hermione deviando verso il suo ufficio. Ron scosse la testa e se ne andò in caffetteria.
Malfoy aveva sostenuto il suo sguardo senza batter ciglio. Poi iniziò a parlare:- Allora ci stava la moglie e il figlio di Rosier, e il boia per conto del ministero come si chiamava?-
-MacNair?-propose Harry. -Si esatto.- rispose Draco.
-Morti.-
-Mmmmh... vediamo Dolhov?-
-Morto un paio di anni fa.-
-Non sei di aiuto Potter. Sto facendo schifo al compito in classe.-
Harry posò la penna -Forse sarebbe più facile se ti facessi io la lista di chi è ancora vivo.-
-Bhe forse almeno riuscirei a non prendere un Troll, non ci sono abituato.- disse Draco sorridendo.
Harry detestava il tono del suo interlocutore. -Si può sapere che ti è successo?- gli chiese.
Il biondo si allungò sulla sedia e si incrociò le dita all' altezza dello stomaco. -La domanda vera è cosa è successo a te.-
-Che vuoi dire?-
-Davvero vuoi che te lo spiego? Sembri un' anima in pena, non hai nemmeno l' ombra del tizio che ha fatto il culo al più grande mago di tutti i tempi. Quando hai deciso di diventare una larva?- chiese ironico Malfoy.
-Io sono sempre lo stesso, potrei alzarmi e riempirti di botte se mi andasse.- ringhiò Harry.
-Non ne dubito, guarda che capolavoro hai fatto qui.- disse indicandosi il livido violaceo che prendeva forma. -Ma credimi, potrai picchiare, urlare e sbraitare come vuoi hai perso carattere.-
-Pensi di ferirmi furetto?- Harry si stava alterando.
-No di certo, chi può ferire il Grande Harry Potter!- disse Malfoy allargando le braccia in gesto teatrale.
Harry si lasciò andare contro lo schienale e sorrise - Quanto ti brucia non essere più il signor Malfoy? Quello a cui tutti chinavano la testa al suo passaggio, con il bastone da passeggio, con l' aria da gran signore, il padrone di tutto e tutti.... Quanto ti brucia Draco?- aveva detto Harry a denti stretti.
-Abbastanza.- rispose Malfoy, arricciando il suo labbro superiore. -Però ce l'ho ancora il bastone da passeggio.-
Harry si rassegnò -Continuiamo.-
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Vorrei che piovesse
FanfictionFANFICTION liberamente inspirata al mondo di Harry Potter, non 19 anni dopo ma 15, una maledizione che sembra non voler lasciare la famiglia Potter. Una storia che sembra ripetersi, vecchie conoscenze che diventano indispensabili. DOPO 15 anni dall...