Draco si era svegliato per primo, indolenzito, ma straordinariamente euforico. Aveva osservato Harry dormire per quasi quarantacinque minuti.
Potter, con l'immancabile bava sul cuscino, dormiva a pancia in sotto, con un braccio infilato sotto il suddetto e l'altro disteso lungo il corpo, con il palmo rivolto verso l'alto. Era stata premura di Malfoy di coprirlo, notando prima, un leggero graffio sulla scapola destra. Lo aveva sentito russare lievemente e si era lasciato trasportare da quella insolita ninna nanna fino alle prime luci dell' alba, poi si era alzato il più silenziosamente possibile.
Si era infilato sotto la doccia, lasciando che lo scroscio bollente dell'acqua gli massaggiasse le spalle e aveva chiuso gli occhi, fino a che una mano gli si posasse su un fianco. Harry si era svegliato ed era sgattaiolato fin sotto la doccia, facendo sobbalzare Draco.
-Buongiorno.- sussurrò all'orecchio del biondo.
-Buongiorno, Potter? Ho rischiato l'infarto.-
Harry abbozzò un sorriso prima di abbracciarlo da dietro, poggiando una guancia sulla sua spalla e facendosi accarezzare dall'acqua.
Malfoy si divincolò dalla sua presa e si girò verso di lui. Harry era sopreso e infastidito del repentino gesto dell'altro.
-Che c'è?- chiese quindi.
Draco lo guardò negli occhi, sembrava voler dire qualcosa senza riuscirci, poi abbasso lo sguardo sui suoi piedi e mormorò: - Adesso che succede?-
Harry sospirò. -Ci sarà il processo, anche se credo che durerà poco, data l'evidenza dei fatti. Il fatto che gli ostaggi ne siano usciti incolumi, molto probabilmente....-
-Non intendevo quello.- lo interruppe Draco. -Ho sufficiente esperienza in fatto di processi e condanne. Intendevo io e te.- riprese guardandolo di nuovo negli occhi.
Harry non fece una piega; Draco si era aspettato che il moro farfugiasse o non rispondesse affatto o che comunque si trovasse nel dubbio circa la loro "relazione" almeno quanto lui.
- Dipende dal fatto se tu mi vuoi quanto ti voglio io.-
-Io non lo so se... Insomma hai una famiglia.-
Harry si passò le mani fra i capelli e chiuse gli occhi. - É per questo che stamattina mi hai fissato per tutto quel tempo?- chiese.
-Eri sveglio?-
-Sono un auror e per diversi anni un perseguitato sono abituato a dormire con un occhio solo.-
-Perché hai fatto finta di dormire allora?- domandò stizzito Draco.
-Stavo riflettendo.- rispose riaprendo gli occhi. Forse per l'acqua calda o perché si erano appena aperti sotto il vapore, ma Draco ebbe la sensazione di vedere gli occhi di Harry per la prima volta. Oltre il verde smeraldo e le ciglia scure, molto più infondo, molto più dentro. Avevano qualcosa di diverso.
-Io ho preso una decisione, forse non é la più brillante che mi sia venuta in mente, ma forse é la prima che prendo a cuor leggero per sicurezza che sia giusta.-
Draco taceva mentre il moro parlava. Aveva paura di quello che poteva dire, ma non aveva il coraggio di interromperlo.
-La famiglia é un tasto delicato e dolente per me...- riprese Harry. -Insomma non ho ben chiaro l'ideale di famiglia perfetta, ma la famiglia perfetta non esiste. Sostanzialmente questo l'ho capito. La donna che mi aveva giurato amore eterno, ha cercato amore tra le braccia di un altro, forse perché io non ho saputo amarla. O forse no. Perché al di là del fatto che stanotte abbiamo fatto l'amore, al di là del fatto che magari ti ho detestato per tutta la mia vita, tu sei entrato in quella casa rischiando di venire ucciso per tirare fuori mio figlio. E questo può solo chiamarsi amore. E io ho avuto paura per te. Che ti uccidesse. Ho avuto paura di non rivedere più il tuo viso, di non sentire la tua voce. E ho capito. E deciso. Qualunque cosa accada io voglio stare con te, voglio farmi una doccia con te, mangiare con te, dormire, cucinare, passeggiare, ridere... Io voglio te, voglio anche tu sia la mia famiglia.- Harry aveva una lacrima che faceva capolino, Draco sorrise mesto e lo abbracció.
Harry ricambiò la stretta, cingendo le spalle del biondo. Il torace glabro di Draco e quello virile di Harry combaciavano alla perfezione, gli addominali pronunciati del moro e la pancia piatta di Draco non venivano separati neanche da un rivolo d'acqua. Harry percepiva calore, non solo dato dall'acqua, ma da dentro... Era pronto, non sapeva per cosa, ma era pronto.Arrivarono al ministero. I banchi della sala udienze erano già gremiti di gente che si preparava al caos che sarebbe scoppiato da li ad un ora.
Malfoy prese posto in uno dei banchi in alto, di solito erano quelli a rimanere vuoti. Harry dal canto suo avrebbe voluto seguirlo, ma come auror al quale era stato assegnato il caso, il quale aveva arrestato il colpevole, era "d' obbligo" sedersi sul banco di prima fila, proprio dove si sarebbe seduto Dean Thomas tra poco.
Harry guardò in direzione di Draco che fece un segno di assenso come se avesse perfettamente capito cosa passasse per la testa del moro, poi tirò su il mento, indicando la porta d'ingresso.
Ginny e James stavano entrando, il ragazzo palesemente spaesato, sua madre bianca come un cencio, un'espressione tesa a dir poco e gli occhi di chi aveva pianto tutta la notte. Guardò Harry ed abbozzò un mezzo sorriso, il marito gli andò in contro.
-Stai male?- gli chiese.
Ginny lo guardò, - Dove sei stato?- sussurrò.
Harry guardò il pavimento. -Dobbiamo parlare, ma non ora.- guardò di nuovo sua moglie.
-Si, d'accordo.- rispose la rossa con la voce leggermente incrinata. Senza insistere, prese posto al banco dei testimoni.
Due guardie si fecero largo tenendo ben stretta la bacchetta. Dal pavimento, saliva la gabbia dell'imputato. La sala si zittì di colpo. Il gioco aveva inizio. Harry si sentiva già stanco.Salve a tutti, scusate per l'attesa, ho il difetto della procastinazione ed il momento non è dei migliori... Spero che vi piaccia e vi auguro una buona lettura.
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Vorrei che piovesse
FanfictionFANFICTION liberamente inspirata al mondo di Harry Potter, non 19 anni dopo ma 15, una maledizione che sembra non voler lasciare la famiglia Potter. Una storia che sembra ripetersi, vecchie conoscenze che diventano indispensabili. DOPO 15 anni dall...