Harry aveva camminato in lungo ed in largo, pensando a Dean Thomas e a quello che era successo nel corso degli anni. Dean era stato un "soldato" coraggioso, aveva combattuto, perso amici, vinto. E tutto accanto ad Harry...e Ginny naturalmente.
Sollevò gli occhi al cielo, non molto lontano vedeva l'obelisco di Trafalgar Square, doveva aver fatto sui tre chilometri. Riprese a camminare in direzione del monumento, tornando a giocare con gli amari ricordi e i dubbi che prendevano il sopravvento.Dean Thomas non si era mai sentito così umiliato e infuriato in tutta la sua vita. E di ragioni ne avrebbe avute.
Sua madre aveva lavorato come una schiava per se ed i suoi fratelli, dopo che suo padre li aveva abbandonati per un'altra donna. Sua madre era Babbana. Quando lui iniziò a manifestare la presenza magica, intorno ai sette anni, sua madre aveva iniziato a guardarlo con disappunto.
Dean era l'unico mago in casa. Sua sorella Edie era diventata modella, suo fratello Bruce, lavorava in un'albergo e lui ebbe contatti con loro dodici anni prima in occasione del funerale della madre scomparsa prematuramente per un cancro, poi di loro non ebbe più notizie. Dean non soffrì ne per la madre, ne per i fratelli, non erano mai stati uniti, neanche da bambini, lui era l'altro.
Era solo al mondo, ne aveva sofferto in principio, tuttavia lo aveva accettato. Scartato dai Babbani perché mago. Ironico.
Fù a Hogwarts che Dean iniziò a vivere: aveva conosciuto Seamus e Neville, che divennero suoi amici prima e fratelli dopo, poi in seguito legò con Ron ed Harry ed erano stati gli anni più belli della sua vita; spensierati, senza sotterfugi, senza contrasti, senza paragoni, senza rivalità, senza Voldemort e soprattutto, senza donne.
A quindi anni arrivarono i problemi e Ginny Weasley. Lui se ne innamorò perdutamente. Il viso a cuore pieno zeppo di efelidi, gli occhi caldi e seducenti. Il sorriso che avrebbe sciolto un ghiacciaio. Dean era completamente cotto, e anche sotto i continui "lascia perdere" di Neville e le occhiatacce di Ron, era uscito con Ginny e lei era uscita con lui, aveva riso alle sue battute e lui si rendeva ridicolo pur di farla ridere. Era felice da far schifo, anche con la minaccia di Voldemort che si faceva più presente, non riusciva a preoccuparsi o ad aver paura. Lui era felice. Erano stati insieme per un po, poi lei lo aveva lasciato, aveva sempre amato Harry, così disse. Dean provò un dolore tremendo, fisico persino. Lei lo aveva usato come passatempo o peggio come ripiego per far ingelosire l'altro... Odiò Ginny Weasley ed anche Harry Potter. Lui era famoso, ecco cosa aveva in più, a Ginny bastava evidentemente. Fù ancora una volta Neville a consolarlo, a farlo distrarre a dirgli che quello che ci aveva rimesso era Potter. Se la Weasley era una banderuola che si butta nel piatto del più ricco, c' era da compatirlo al povero Harry che si sarebbe trovato cornuto. E ridevano.
Tuttavia Neville ebbe più ragione di quanto credesse.
Ginny Weasley era diventato uno sbiadito ricordo di gioventù, una storia da raccontare ad un amico davanti ad un boccale di birra. Ma se la vita é bastarda, il destino lo é di più.
Quattro anni prima, Dean si era rotto due dita nella zecca dove lavorava e andò il ospedale. Nella sala d'attesa c'era lei con il figlio e lui, suo malgrado, tornò ragazzino, con le maledette farfalle nello stomaco. Lei era bellissima, anche di più di come la ricordava. L'aveva salutata e avevano parlato. Lei odiava la sua vita, da promettente giocatrice di Quidditch era diventata una semplice casalinga ignorata dal marito. Evidentemente la favola con Potter, che nel frattempo aveva fatto carriera, non era cosi idilliaca come pensava. Accadde quello che non doveva accadere. Si erano rivisti, erano usciti, avevano riso e scherzato, lui ora era qualcuno, aveva sudato per ottenere il suo status, fù per questo, forse, che ebbe i suoi dubbi, le parole di Neville erano tornate nidite e fisse nella sua testa, ma non gli importò, così continuò a vederla, così avevano fatto l'amore, e lui l'aveva ascoltata, appagata, resa importante. Per quattro anni. Poi agli inizi dell' estate lei lo aveva lasciato di colpo. Così come aveva fatto anni prima. "Harry non se lo meritava e vedersi a villa Malfoy era di cattivo gusto, dobbiamo finirla qui".
Dean questa volta non lo avrebbe accettato così di buon grado.
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Vorrei che piovesse
FanfictionFANFICTION liberamente inspirata al mondo di Harry Potter, non 19 anni dopo ma 15, una maledizione che sembra non voler lasciare la famiglia Potter. Una storia che sembra ripetersi, vecchie conoscenze che diventano indispensabili. DOPO 15 anni dall...