Tutto era successo ad una tale velocità che lei non aveva avuto modo di realizzare cosa stesse accadendo. Era con suo figlio a passeggio, dopo gli acquisti per il ritorno a scuola. James si lamentava di quanto fosse difficile erbologia anche se lui si impegnava tantissimo la professore Peatwok lo penalizzava sempre e di quante poche ore di trasfigurazione, la sua materia preferita, facessero alla settimana.
Ginny ascoltava pazientemente le lamentele del figlio continuando a camminare fino a che non si trovarono vicino al negozio di George e Charlie, per tagliare sul discorso tormentoso del figlio, Ginny aveva proposto di passare per salutarli prima del Natale.
Stavano passando davanti al negozio di Fortescue, la saracinesca era leggermente alzata, il vecchio gelataio doveva essere dentro, Ginny ebbe l'impulso di salutarlo, si avvicinò alla serranda quando una nube di fumo denso e scuro li investì in pieno; Lei istintivamente chiuse gli occhi e strinse forte la mano destra a suo figlio,che ricambio con uguale intensità. Provò a parlare, ma il fumo si fece strada attraverso i suoi polmoni, mozzandole il respiro cosa che la costrinse a tossire. Serró ancora di più, se possibile, la mano del figlio e iniziò a correre, doveva lasciarsi alle spalle il fumo e capire cosa stesse succedendo. Sentiva la gente che urlava ma nessuno provò ad aiutarli o disse qualcosa che avrebbe dato una spiegazione, sentiva solo urla confuse.
Avevano fatto qualche passo, che un'esplosione davanti a loro, li costrinse a fermarsi. Gli occhi le bruciavano, ma iniziò a vedere qualcosa, i colori vivaci del negozio di George erano a cento metri da lei, doveva entrare li dentro, li sarebbe stata al sicuro. Stava per riprendere a correre, quando due forti braccia la bloccarono, sentì la mano di James che le veniva strappata via, provò ad urlare ma gli tapparono la bocca con un panno umido, anche il ragazzo stava provando ad urlare.Ginevra Potter vide le insegne luminose sfocarsi, poi perse i sensi.Un raggio di sole le arrivava dritto sul viso, la svegliò. Accanto a lei c'era James ad occhi chiusi. Si avvicinò a suo figlio per accettarsi che stesse dormendo. Il ragazzo dormiva placidamente, il respiro regolare e un lieve sorriso sul volto. Ginny sospirò, stava bene. Si alzò a sedere sul letto, erano su un grande, morbido letto a baldacchino, di foggia classica, dal legno scuro e intagliato con un motivo a foglie.
Ancora indolenzita scese dal letto, muovendosi piano per non svegliare James. La camera era grande. Le vetrate da terra finivano fino ad arco al soffitto che spuntavano da una tappezzeria verde brillante, Ginny si guardò intorno, tutto l'arredamento era sulle tonalità del verde, anche il grande camino che si trovava di fronte al letto, era di marmo verde con meravigliose venature nere. Si avvicinò alla porta, provando ad aprire. Chiusa a chiave. Cominciò a camminare su e giù sulla soffice moquette, erano stati rapiti questo era ovvio, ma da chi e perché restava un mistero.
Forse non tanto il perché, ma il chi si, tutti i mangiamorte erano stati catturati o erano morti, chi diavolo era?
Nel pieno delle sue elucubrazioni, senti la serratura della posta scattare, d'istinto si porto la mano all'altezza della tasca, afferrando il nulla. Ovviamente le avevano preso la bacchetta.
La porta si aprì, Ginny serrò i pugni, entrò una figura alta e sottile con un cappuccio, per un istante la donna pensò ad un dissennatore, fece un passo indietro parandosi tra l'uomo e James.
James! Forse aveva la bacchetta!
-Ti prego.- Aveva esordito l'uomo, evidentemente aveva capito i pensieri di Ginny. -Non vi ho portato qui per farvi del male.- aveva continuato.-Spero che vi sentite bene. È una bellissima giornata per essere inverno vero?-
" È un pazzo maniaco, ma la sua voce.." stava pensando la signora Potter. Che fare? I matti si assecondano, non poteva tentare una fuga o un corpo a corpo, molto probabilmente lui la bacchetta l'aveva, e poi c'era James non poteva fare stronzate.
- Si. É una bellissima giornata.- disse alla fine.
Sentiva che sorrideva, non poteva vederlo ma era sicura che da sotto il cappuccio stesse sorridendo. Non riusciva a ricordare, ma comosceva quella voce.
-Bene. Nella stanza adiacente c'è un bagno se volete darvi una rinfrescata, ci sono abiti puliti se volete, vi chiamerò per il pranzo.-
Si girò e usci dalla stanza, richiudendola a chiave. James ancora dormiva, Ginny era rimasta ferma davanti al letto, si chiese che ora fosse, ma non c'erano orologi.
Si avvicinò ad una delle finestre, non sapeva cosa fare, se voleva ucciderli o era solo un pazzo, guardò fuori, il sole splendeva sulla neve, scintillante sotto il bacio dei suoi raggi.
Un uccello si confondeva nella neve. Ginny non lo aveva visto. Un pavone bianco.
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Vorrei che piovesse
FanfictionFANFICTION liberamente inspirata al mondo di Harry Potter, non 19 anni dopo ma 15, una maledizione che sembra non voler lasciare la famiglia Potter. Una storia che sembra ripetersi, vecchie conoscenze che diventano indispensabili. DOPO 15 anni dall...