Capitolo 34

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Uccidere Draco Malfoy.
Perfino Ron si era bloccato. I due si scambiarono uno sguardo prima di voltarsi verso il cancello.
-Vuoi che uccidiamo Draco?- domandò in un sussurro Harry. Gli suonava maledettamente male quella frase e sinceramente non riusciva a capacitarsi della richiesta di Abraxas Malfoy, uccidere il suo ultimo discendente. Come a far eco ai suoi pensieri, Ron domandò incredulo :-Tu stai dicendo che dobbiamo fare fuori l'ultimo Malfoy rimasto sulla faccia della terra? E che ne sarà della tua casata? Non sei un Malfoy anche tu?-
Ron era forse più sbigottito di Harry. Il quale rispose:- D'accordo. Facci entrare e lo ucciderò.-
Il cognato si voltò verso di lui con gli occhi sbarrati e le sopracciglia che sembravano voler andare a confondersi con i capelli; aprì la bocca, ma le parole gli morirono in gola. Sembrava un pesce. Harry si girò verso di lui perfettamente tranquillo, -Cosa dobbiamo a Draco Malfoy? Anni di tormento. E non credere che io abbia dimenticato che é stato lui a permettere ai mangiamorte di entrare a scuola ed uccidere Dumbledoore. Devo ricordatelo cosa é accaduto dopo, Ron?-
Il rosso continuava a boccheggiare, mentre Harry si voltò di nuovo verso il cancello. -Allora? Pensi di farci passare prima di sera?-
Abraxas Malfoy lo stava studiando. Harry rimaneva impassibile sotto lo sguardo indacatorio del cancello. Poi senza dir niente, le sbarre che sostenevano il volto, si allargarono, permettendo ai due di passare comodamente.
Harry e Ron procedettero di sbiego, tra le siepi del giardino. In silenzio.
Erano a pochi passi dalla casa, quando il rosso bloccò il moro per un braccio. -Hai davvero intenzione di uccidere Draco?- domandò in un soffio. Harry aveva uno sguardo freddo e la fronte aggrottata. Ron temette la risposta che non arrivò. Il moror si liberò dalla presa e continuò carponi verso la villa. Due elfi domestici uscirono allo scoperto ed Harry li schiantò entrambi con un repentino gesto di bacchetta, cogliendoli alla sprovvista. Ron lo guardò a lungo: era da molti anni che non vedeva l'amico così. Si chiese se era un bene o un male. Erano sotto una delle finestre del pian terreno, quando le porte principali si aprirono. Harry strinse ancora più forte, per quanto possibile, la bacchetta; quando, pronto ad attaccare, vide uscire James.
-Papà!- gridò sorpeso il ragazzo.
Harry si precipitò dal figlio e lo strinse, per lasciarlo un attimo dopo. -Quanti sono? La mamma? Il tizio biondo?- domandò a raffica. -É tutto sotto controllo, il signor Malfoy sta facendo lezione.- rispose allegro James.
Harry e Ron si scambiarono un'occhiata. -Lezione?- domandò il rosso.
-Ti conviene entrare zio, avrai più chiara la situazione.-
I due con la bacchetta pronta entrarono nella casa. Non era assolutamente come Harry la ricordava. Era a modo suo più accogliente e calda: i toni spenti erano stati sostituiti da tappezzeria rossa e brillante, un grosso stemma, che Harry non conosceva, era stato piazzato al vertice delle scale, maestoso. Sulle scale ricoperte invece di moquette verde, che forse stonava con le note rosse dell'atrio.
Sentiva delle voci dal salotto, ritorno all' erta e procedette furtivo. Sulla soglia della porta, si appiattì al muro e  vide Malfoy,  accanto a Ginny, che parlava a ruota libera. Entrambi puntavano la bacchetta verso un uomo sospeso sopra di loro. Sottili fili rossi incandescenti lo stringevano. Sottili linee di fuoco che si stringevano come le spire di un serpente. L'uomo con il volto rivolto verso l'alto, sembrava voler urlare ,ma qualcosa glielo impediva.
-Moquette? Tu hai coperto i marmi più belli del mondo con orribile moquette da quattro soldi? Le gesta di chi ha posato questi marmi riecheggia ancora tra queste mura come una storia di famiglia e tu sudicio porco cosa hai fatto!?- ringhiava Malfoy stringendo ancora di più la presa.
-Sul serio quelli come voi raccontano storie del genere?- chiese Ginny inarcando le sopracciglia.
Malfoy si girò verso di lei, come se la donna avesse fatto una domanda senza senso.
- Ovvio cara. Quando hai pagato un occhio della testa il migliore sulla piazza, è un obbligo farlo.-
-Chi fù?- domandò la donna a questo punto curiosa.
-Un tale Louis qualcosa... Non ricordo. Stiamo parlando di secoli fa.. Capito idiota! Secoli di storia, che tu e quel redicolo stemma che ti sei fatto fare da un bambino di asilo, non potrai mai avere!  Ma tornando a noi, stronzetto, vuoi che ti racconto qualche storiella su Azkaban?-
Harry si schiarì la voce ed entrò. Ginny sobbalzò nel vederlo e gli corse incontro abbracciandolo. Suo marito ricambiò la stretta, ma qualcosa non andava. Si scostò da lui tenendolo per le spalle. - Sapevo che ci avresti trovato.- disse con le lacrime agli occhi. Harry annuì distaccato. - Cosa c'è?- chiese lei, facendo scivolare le mani dalle spalle dell'uomo. L'auror non rispose e raggiunse Malfoy. -Lo prendiamo noi Draco. Fallo scendere. E comunque dovevi fare solo un sopralluogo, potevi metterli nei guai. Vorrei sapere che ti dice la testa!- Aveva alzato la voce, ma non era arrabbiato, stranamente. Anche Draco ne rimase sorpeso. - D'accordo....eccolo.- disse facendo scendere l'uomo. -Festa finita.-
Harry spostò l'attenzione sul "prigioniero", e sussultò.
Erano stati amici, o almeno questo credeva lui. Certo avevano avuto i loro attriti, ma avevano combattuto fianco a fianco. Non riusciva a capire.
-Tu? Come hai potuto?- soffiò Harry sbogottito.
Dean Thomas, con qualche ruga in più, ma con lo stesso sguardo attento e sorriso affabile, lo guardava come un insetto da schiacciare.
-Sei davvero così sorpreso Harry?- ringhiò.
Ron, del cui arrivo nessuno si era accorto, si scaraventò su Dean, riempiendolo di pugni.
-Figlio di puttana!!!- imprecava tra un colpo e l'altro. Fu dura per Harry e Draco riuscire a staccarlo dall'uomo, che tumefatto e pieno di sangue sorrideva. - Avete sostituito la Granger...ma che bel trio che ne é uscito! Lo schifoso sarei io?-
Ron riprovò la carica, ma venne tempestivamente bloccato da Harry. -Fermo. É finita.-

Sackebolt e Neville lo avevano portato via. Ron si era finalmente calmato e Ginny si era seduta accanto a lui. James stava dritto in piedi accanto a suo padre, mentre Malfoy si guardava intorno disgustato.
-Guardate come ha ridotto la mia povera casa....che disastro... A proposito. Ragazzo, dov'è Rufus?- disse rivolto verso James.
-Sono qui padrone.- rispose l'elfo dalla porta, non lasciando a James il tempo di replicare.
-Padrone?- chiese Harry rivolto a Draco.
-Ho giurato fedeltà alla famiglia Malfoy, finche avrò vita. E così i miei sottoposti.- rispose l'elfo ad Harry.
-E te ne sono grato amico mio. Per questo Potter ho tentato. Non ero solo.-
Harry si sorprese nel sentire Malfoy dare dell' "amico" ad un elfo domestico, lo stesso fece Ron, il quale si alzò, -Direi di andarcene. Lasciamo il sopralluogo a Rotten e Flay. Sono stanco e a casa vorranno rivedere Ginny e James.-
Harry annuì. -Abbiamo ancora una questione in sospeso.- disse guardando Ron.
Il rosso se ne era completamente dimenticato. -Harry...-
-Che questione?-  si intromise Ginny.
Harry la ignorò di nuovo e guardò dritto Draco.
-Devo ucciderti, Malfoy.-

Vorrei che piovesseDove le storie prendono vita. Scoprilo ora