La gabbia era la stessa dal principio, fin da quando era stata costruita la sala udienze.
Dean Thomas era li dentro. Non lasciava trasparire il minimo timore, i suoi occhi erano socchiusi, ma vigili; le sue labbra serrate, i muscoli del collo tesi ed il resto del corpo in guardia.
Harry, seduto in prima fila, faceva scorrere lo sguardo da lui a Ginny; l'uno guardava l'altro. Harry non riusciva a decifrare il viso della moglie, ma non gli piaceva, non gli piaceva affatto. Si girò verso l'alto in direzione di Draco. Lo stava fissando. Harry si sentì avvampare, e si mosse a disagio sulla sedia, quando Malfoy decise di alzarsi e raggiungerlo.Ron Weasley, aveva capito che sarebbe stata una giornataccia fin da quando, alzandosi per andare in bagno, aveva calpestato uno dei giochi di Rose, procurandosi un buco sotto al piede. Aveva imprecato in playback per non svegliare Hermione e claudicante si chiuse in bagno; La doccia decise di scioperare, e al 29 di dicembre a Ron Weasley toccò una rinvigorente doccia gelata. Quando uscì dal bagno, tramautizzato, ma sveglio, Hermione stava preparando la colazione.
Hugo e Rose erano già in piedi e la ragazzina dai capelli rossi aiutava la madre resa goffa e rallentata dalla gravidanza.
-Buongiorno miei Weasley!- esordì Ron.
-Buongiorno papà!- rispose la piccola, mentre Hugo si limitò a stiracchiare un sorriso, troppo assonnato per poter proferir verbo.
-C'è l'udienza stamattina, credevo che l'avrebbero spostata a dopo le feste.- disse Hermione, spiattando l'ultima frittella.
-Sackerbolt ha avuto un occhio di riguardo per Harry, chiudiamo questa faccenda in fretta.- rispose Ron.
Hermione si girò portando il piatto di frittelle. Ron si era seduto, stranamente non aveva più fame.
Hermione si sedette accanto a lui e gli sfiorò un braccio. -Tu come stai?- sussurrò al marito.
Ron la guardò, la donna non aveva uno sguardo compassionevole e di questo il rosso gliene fu grato, ma comunque triste e preoccupato. -Come vuoi che stia.... Mia sorella che ha una relazione con un suo ex mentre è sposata e ha figli dal mio migliore amico, che praticamente è mio fratello ed io sinceramente non so nemmeno come dovrei comportarmi con lui... Harry... Harry è strano ultimamente. È pappa e ciccia con Malfoy, ieri sera ha mandato un gufo Ginny, dice che hanno avuto un piccolo diverbio, è rimasta vaga su questo, e che Harry era uscito e non aveva intenzione di tornare... Ero convinto che lo avrei sentito bussare alla nostra porta. Era da Malfoy, é una mia suppusizione, ma ne sono sicuro. Non capisco cosa sia successo a Harry in così pochi giorni, d'accordo intensi, ma sembra un'altro. Un estraneo. Non so che pensare Hermione... Sta crollando tutto...- chiuse per un attimo gli occhi, poi li riaprì, incontrando lo sguardo della moglie. -Tranne te amore mio. Sole in un universo che muta -
Hermione sorrise e gli lasciò un casto bacio sulla guancia.
-E questo cos'era?- protestó Ron.
- Mangia, ti sentirai meglio dopo.- rispose Hermione.
Rose e Hugo avevano assaltato il piatto delle frittelle, lasciandone una solitaria e malconcia; Ron la prese provando pietà per lei. Si versò il succo di frutta e veniva irrimediabilmente attratto dalla marmellata. L'appetito era tornato, Hermione aveva ragione. Hermione aveva sempre ragione.
Aveva spalmato il burro sulla fetta biscottata, con meticolosa devozione.
-Ron, vieni qui un secondo per piacere!- tuonò Hermione dal bagno.
L'auror lasciò la sua colazione li a guardarlo ed andò in bagno. - Che succede?- chiese aprendo la porta.
- Non farti prendere dal panico come le prime due volte, ma ci siamo, dobbiamo andare in ospedale.-
Questa volta Ronald Weasley non si era fatto prendere dal panico, ma guardando sconsolato la colazione sentiva le lacrime salirgli agli occhi.Harry si guardava intorno e alle porte in cerca di Ron, ma del partner neanche l'ombra, mentre Malfoy sgattaiolava vicino ad Harry meglio di un ladro. L'auror si sentì leggermente in imbarazzo a stare di fronte alla moglie con l'uomo con il quale la notte appena passata aveva dato atto di poter essere un'eccellente contorsionista. Ovviamente era una prova. Draco lo stava mettendo alla luce dei fatti, sottoponendolo effettivamente ad un test pratico, come se già la situazione non fosse già una prova di per sé. Il messaggio era chiaro: "Da come ti comporti, vedo se sei bravo solo a chiacchiere". Harry era infastidito, ma non era da lui lasciar cadere il guanto di sfida.
Il primo ministro, lo riporto alla realtà entrando e prendendo posto sul pulpito.
-Dean Thomas, sei stato condotto qui per essere processato per sequestro di persone. È così?- esordì Kingsley.
L'imputato distolse lo sguardo da Ginny per la prima volta, rivolgendosi al ministro. -Sinceramente non lo so.- rispose.
Malfoy poggiò i gomiti sul banco e si sporse in avanti prestando la sua completa attenzione al prigioniero.
-Non lo sai? Hai rapito Ginevra Molly Weasley e James Sirius Potter o no?- incalzò il ministro.
-No, li ho solo condotti a casa.- rispose Dean tranquillo.
Harry dirignò i denti, avrebbe voluto prenderlo a pugni. Da sotto il bancone Malfoy gli tirò una ginocchiata.
- Bene. In tal caso chiamo a testimoniare Ginevra Molly Weasley.-Ronald Billius Weasley passaggiava su e giù per la corsia di ostetricia del San Mungo. Era norvoso come la prima volta, ed il fatto che dalla sala parto non volava una mosca, lo innervosiva ancora di più.
Sua madre si era precipitata in ospedale accompagnata da Bill e Charlie. Tutti e tre se ne stavano tranquillamente seduti ad aspettare.
-Vado a prendermi un caffè.- disse Ron.
-Non sembra tu ne abbia bisogno.- lo rimbeccò Bill.
-Perché nessuno ci dice niente?- sbotto il rosso.
-Caro devi avere pazienza, non sono cose che si risolvono con un colpo di bacchetta.- rispose serena Molly.
- Che poi non ho capito perché non mi ha voluto con lei..-
-Già... Inspiegabile.- sgignazzó Charlie, prendendosi un'occhiataccia dalla madre.
Ron si sedette accanto alla madre. -Papà?-
- Molly lo guardò sconsolata. -Papà voleva andare in tribunale stamattina con Ginny. Qualcuno avrebbe dovuto confortarla, credo abbia litigato con Harry.-
"Altro che litigato" pensò Ron, ma disse:- Scaramuccie di coppia... Niente di serio mamma.-
Molly sorrise, e Ron le sorrise in risposta, avrebbe voluto che a sua madre dopo tanti dolori questo le venisse risparmiato. Non lo avrebbe sopportato, l'auror lo sapeva bene. Stava arrivando una tempesta in casa, un'ennesima batosta per una donna che cominciava a cedere.
La porta della sala parto si aprì e un'infermiera con un fagottino fece capolino dalla porta. -Weasley?-
Ron scattò come una molla.
-Congratulazioni, è una bambina.-Charlotte Willelmina Weasley, venne al mondo nell'esatto momento in cui Ginny prendeva posto al banco dei testimoni.
-Signora Potter, lei in data 23 dicembre dell'anno corrente è stata rapita insieme a suo figlio da quest' uomo?- domandò il primo ministro indicando l'imputato.
-Si.- rispose secca la rossa.
-È stata condotta presso una casa, che non era la sua, contro la sua volonta?-
-Si.-
-Ha subito maltrattamenti o minacce da quest'uomo?-
Ginny soppesò la domanda poi rispose. -No.-
-Quest'uomo ha mai minacciato la sua famiglia?-
-Mio marito.-
Nell'aula si alzò un lieve brusio, Kingsley richiese ordine.
-Ha formulato una cifra di riscatto?-
-No.-
-Mi descriva i giorni di prigionia.-
Ginny si contorceva le mani, era bianca come un cencio. -Non saprei... Effettivamente non ci è mancato nulla e non siamo stati maltrattati.. Il giorno di Natale abbiamo ricevuto anche dei doni... Ciò non toglie che non potevamo muoverci o tornare a casa.- disse in battuta finale. Harry era sbigottito, Ginny lo stava quasi difendendo.
Il ministro sembrava dello stesso avviso.
Improvvisamente si alzò James. - Vorrei poter dare la mia versione dei fatti.- disse secco. Di nuovo l'aula non fù più silenziosa, gruppetti di membri della giuria parlottavano tra loro, lanciando sguardi prima su Ginny e poi su James.
Harry si mosse nervoso sulla sedia, Malfoy da sotto il bancone gli afferrò una mano e la tenne stretta, Harry ricambió con uguale intensità.
-Esiste un'altra versione?- domandò sbigottito Kingsley.
-Si. Io ho avuto modo di ascoltare una conversazione di quest'uomo con...- James era partito diretto, ma non voleva tirare in ballo Rufus, che a modo suo lo aveva protetto.
- Con?- incalzó il ministro.
- Non so bene chi fosse l'altro individuo.- mentì. - Ma le posso assicurare che uno dei due era lui e ho udito molto bene le sue intenzioni.-
-E quali sarebbero state?-
-Usarci come esca per attirare mio padre, ed ucciderlo.-
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Vorrei che piovesse
FanficFANFICTION liberamente inspirata al mondo di Harry Potter, non 19 anni dopo ma 15, una maledizione che sembra non voler lasciare la famiglia Potter. Una storia che sembra ripetersi, vecchie conoscenze che diventano indispensabili. DOPO 15 anni dall...