Harry rimase interdetto, ma non sorpeso come avrebbe dovuto. Guardò a lungo il viso di Draco, cercando disperatamente le parole giuste. -Io... Veramente Malfoy non so che dire...- farfugliò infine.
-Allora non dire niente.- tagliò il biondo, girandosi verso i fornelli. Harry abbassò lo sguardo; sempre più confuso decise di seguire il consiglio di Malfoy.
Si girò ed uscì dalla cucina, recuperò il fagotto di vestiti da sopra la cassettiera e si infilò nel bagno. Si chiuse la porta alle spalle e lascio cadere gli abiti nel bidet, voltandosi a fronteggiare il suo indecente riflesso. Poggiò le mani sul bordo del lavabo. Aveva un aspetto terribile, gli occhi affossati e rossi, la barba di tre giorni, e vedeva il proprio viso decisamente più scarno. I capelli erano sporchi, forse questo gli faceva notare di più i primi capelli bianchi fare capolino. Niente in quello che vedeva gli piaceva, non c'era niente di minimamente attraente o piacevole bel suo riflesso; per questo non riusciva a capire cosa avesse indotto Malfoy a baciarlo. Aveva detto che lo amava; Harry non si capacitava di come ci si potesse innamorare di una persona in due giorni, senza calcolare che non erano stati giorni particolarmente facili. Harry sospirò e distolse lo sguardo dallo specchio e dalla sua malconcia figura. Frugò nel mobiletto di fianco allo specchio, alla ricerca di una lametta e schiuma da barba. Si sbarbò e si sentì leggermente meglio. Iniziò a spogliarsi, via via lasciò cadere i propri indumenti a terra e si infilò nella doccia. Lasciò che l'acqua bollente gli scorresse addosso, magari gli avrebbe schiarito le idee. Sentiva i muscoli sciogliersi sotto lo scroscio dell'acqua, ma nessuno dei suoi pensieri faceva lo stesso; più rifletteva sugli avvenimenti dal ventitré dicembre a mezz'ora prima, più si ingarbugliavano e infittivano. Le domande si facevano fitte e complesse, Harry non aveva una risposta. Prese il flacone dello shampoo e se ne versò una dose generosa sul palmo della mano, fissò per un momento la fluida sostanza brillante nella sua mano, poi ripose il flacone e iniziò a massaggiarsi vigorosamente la testa, come se così facendo, potesse snodare la matassa dei suoi pensieri. Non riusciva a smettere di pensare che Malfoy lo aveva baciato. Alquanto innocentemente, in vero, ma poi lui aveva pensato, o forse non abbastanza... Non riusciva a capacitarsi di quello che lui aveva fatto. Lui era un uomo e non aveva mai avuto dubbi in proposito. Aveva tre figli e cosa più importante amava sua moglie, non era stato un bacio per amore, eppure Harrysi vergognò di se stesso. Sentiva di aver tradito Ginny e provava disgusto di se. L'aveva sempre amata, lei era la persona più importante della sua vita. Dolce, saggia, passionale, coraggiosa..la donna perfetta. Eppure.
Era inutile mentire. Lo aveva baciato perché era quello che voleva. Aveva pensato a lui, a quella notte ad Hogwarts e lo aveva baciato, senza se e senza ma, non gli passò neanche per la mente che solo qualche ora prima, anche se sembravano passati anni, gli aveva fatto un incantesimo perché non si fidava si lui. Poi lo aveva accusato di aver rapito la sua famiglia. Poi lo aveva scagionato. Poi gli si era infilato di prepotenza in casa e infine lo aveva baciato. Il tutto in soli due dannatissimi giorni. Si stava convincendo del fatto che non si trattava ne di nervosismo, ne di apprensione, ma di pura e genuina follia.
Dopotutto tutta quella situazione era surreale: il rapimento, un folle che voleva prendere il suo posto, Malfoy, la sua famiglia che non voleva assolutamente vedere. Non voleva vedere lo sguardo accusatorio do George, quello di supplica di Molly, tantomeno quello dei suoi figli che inevitabilmente stava deludendo. Deludeva tutti alla fine.
L'aspettativa lo tormentava da tutta la vita. Se aveva successo era ovvio perché lui era Harry Potter, se falliva era una delusione immensa, non poteva fallire il grande Harry Potter!
Si sentiva oppresso dalla sua vita, la sua dannatissima vita... un susseguirsi di drammi.
La morte dei genitori, Sirius, Lupin, Tonks, Cedric, Dumbledore, Snape, Fred, Dobby...i cimiteri inglesi dovevano dargli una medaglia. Poggiò la fronte contro le piastrelle della doccia; l'acqua gli martellava sulla testa, incurante di quello che accadeva al suo interno. Harry stava tirando le somme della sua vita. Concluse che erano stati quattro i giorni veramente felici: quando erano nati i suoi figli e quando aveva scoperto la verità su Sirius... Anche quella manciata di secondi con Draco, erano stati felici. Forse era questa la sua maledizione, non essere felice e mettere in pericolo tutti quelli che amava. Dirignò i denti, alzò il capo e lasciò l'acqua scorrergli addosso, prese il sapone e ne buttò una buona quantità sulla spugna ed iniziò ad insaponarsi.
"Vaffanculo" pensò. "Vaffanculo tutto. Lo sai. Lo sapevi che stava per baciarti, e poi lo hai baciato tu brutto idiota! Perché lo hai fatto? Perché ti andava. Perché sei un uomo libero e puoi fare quello che vuoi. Senza pregiudizi,conseguenze, aspettative. Ti fa stare bene e allora fallo."
Pensò di essere pazzo, ma anche che non era così importante, si sentiva libero, per la prima volta e la libertà da alla testa.
Alzò il getto dell'acqua ed iniziò a sciacquarsi alla svelta, sapone, bugie e paure scendevano nello scarico. Ora era libero, veramente libero e sapeva cosa doveva dire a Malfoy.Uscì dalla doccia e si avvolse un asciugamano alla vita, inforcò gli occhiali e si guardò attraverso il vetro appannato, si sentiva meglio. Aprì la porta del bagno e rabbrividì al contatto con l'aria più fredda. Rimase nel piccolo corridoio. Draco stava mettendo i piatti in tavola, Harry prese un grosso respiro e si girò verso di lui, ma senza muovere un passo.
-Senti ci ho pensato...- esordì.
Malfoy sussultò e si girò verso di lui -Potter senti..-
-No. Ti prego non interrompermi... O non ci riesco. Quello che é successo prima, voglio che tu sappia che non é stato uno sbaglio... Io non provo, o credo di non provare amore, ma..- disse con lo sguardo basso, muovendo un incerto passo in avanti.
-Potter!- intimò Malfoy, rigido.
-Aspetta! Ti prego. So solo che era quello che volevo, non lo so perché... É la prima volta che mi succede, ma baciarti é stata la cosa più intensa che abbia provato da molto tempo. So di essere stato brusco e mi dispiace, ma possiamo parlarne... Se vuoi..-
-POTTER!- Gridò Malfoy.
Harry rimase sorpeso. -Che c'è?- chiese titubante. Draco abbassò la testa teatralmente ed allungò un dito verso il divano. Harry uscì del tutto dal corridoio e guardò nella direzione indicata dal biondo. Sul divano, con disinvoltura e un bicchiere tra le dita, se ne stava seduto il ministro della magia.
-Kingsley! Come mai sei qui?- esclamò con una voce non proprio sua.
Il ministro si alzò -Ho ricevuto il gifo di Longbottom, ho pensato di parlarti di persona e Weasley mi ha detto che eri qui. Cos'è questa storia?-
Harry, all'apice l'imbarazzo, si sedette sul divano. Era mezzo nudo, e il suo superiore lo aveva appena sentito fare una dichiarazione d'amore al mangiamorte. Cercò di far finta di niente e ti mantenersi professionale, per quanto possibile. Elencò le supposizioni e gli indizi che li avevano portati a presupporre che Ginny e James fossero tenuti prigionieri a Villa Malfoy.
Kingsley ascoltava in silenzio, quando Harry terminò, disse: - Ti rendi conto che é roba grossa. Dovremmo usare molti uomini e mi chiedo se..- si interruppe pensieroso.
-Cosa?- imbeccò Harry.
-Mi chiedevo quale sarà il tuo ruolo in questa faccenda.- disse rivolto a Draco.
-Abbiamo qualche chance in più...conosco bene il posto. Ci sarò- Rispose Malfoy grave.
-Bene. Domani mattina. Nel mio ufficio, facciamo il punto della situazione e organiziamo un piano di attacco, non é una gita in campagna, non sappiamo cosa possiamo trovare all'interno della casa e nemmeno quanti uomini. Questo rende l'impresa più difficile, non possiamo permetterci sbagli.-
Harry annuì. Kingsley anche. - Bene. A domani. Potter. Malfoy.- disse poggiando il bicchiere sulla soglia del camino. Andò verso l'ingesso e prese il suo cappotto, aprendo la porta.
- Non usi il camino?- chiese Harry.
-No..faccio due passi... Mi piace camminare...voi piuttosto cercate di usare il letto... per dormire, stanotte.- disse uscendo e richiudendosi la porta alle spalle.
Harry sentì la faccia andargli a fuoco e se la coprì con le mani. Voleva sotterrarsi... Non si era mai vergognato tanto in vita sua. Dalla cucina Malfoy rideva di gusto.
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Vorrei che piovesse
FanfictionFANFICTION liberamente inspirata al mondo di Harry Potter, non 19 anni dopo ma 15, una maledizione che sembra non voler lasciare la famiglia Potter. Una storia che sembra ripetersi, vecchie conoscenze che diventano indispensabili. DOPO 15 anni dall...