A partire dal giorno dopo iniziò il suo vero lavoro per lo Spettacolo di Primavera. Dopo essere stato alle prove del gruppo e aver ottenuto lo spartito da Martha Collins del suo numero, Riccardo corse a casa per mettersi a comporre. Durante l'allenamento nessuno gli aveva rivolto domande strane su cosa dovesse fare di così urgente dalle tre del pomeriggio, probabilmente grazie al passaparola operato da Gabi. Tanto meglio, non sarebbe stato costretto a mentire a tutti.
Gettò la cartella sul letto, si cambiò alla veloce e si mise subito al piano. Lo spartito del primo atto era ancora al suo posto sul leggio. Riccardo posò di fianco alle proprie gambe il copione della recita. Prese carta pentagrammata e penna e si preparò alla prova più ardua della sua esistenza.
Cercò sul copione il punto corrispondente al cambio di ritmo sullo spartito e lo suonò come era stato scritto per il violinista. Provò a cambiare un paio di note e lo ripeté, non sentendosi soddisfatto del risultato. Ci passò sopra diversi minuti e fece diversi tentativi, senza concludere nulla di buono.
Frustrato, si prese una pausa. Comporre non era per niente semplice e per lui era la prima volta. Aveva davanti a sé cinque atti e un copione di più di cento pagine, si sentii in alto mare. Non ce l'avrebbe mai fatta in sole sei settimane.
"Non devo arrendermi" si disse. Doveva provare con un'altra strada.
Trasse un bel respiro e chiuse gli occhi. Si immaginò la scena, i ragazzi sul palco che recitavano l'inizio dell'atto primo. Applicò sopra quelle immagini la musica già composta, che ormai aveva imparato, pensandola come un pianoforte anziché un violino. E, arrivato al punto di cambio ritmico, chiese alla sua mente di suonare quello che lui avrebbe voluto sentire.
Quando lo sentì perfetto, sempre tenendo gli occhi chiusi, posò le mani sui tasti. La melodia inondò la stanza penetrando le sue orecchie, oltre le sue palpebre chiuse il gruppo recitava l'atto sulle sue note.
Ecco, era così che doveva essere. Aprì gli occhi e corresse lo spartito. Poi lo riprovò da capo e, al termine del tentativo, sorrise.
Una volta preso il via, comporre non fu più una cosa così impossibile per Riccardo. Per ogni nodo da correggere, usò lo stesso metodo, creandosi prima l'immagine mentale della recita e poi applicandoci sopra la musica. La sua musica.
Andare alle prove pomeridiane del gruppo gli serviva per memorizzare il modo in cui gli attori realizzavano quanto scritto nel copione, per poi rileggersi almeno due volte il pezzo che andava a toccare e sentirlo con le voci dei ragazzi. La fortuna era che fossero tutti bravi e mettessero la giusta intensità per rendere il tutto credibile, fluido e poco meccanico.
Non negava che fosse difficile. Ma riuscì a trovarlo stimolante e quel compito iniziò a non pesargli più.
Quando non aveva altre cose tecniche di cui occuparsi, Colette saliva sul palco e recitava la sua parte. Per ragioni di tempo, non poteva avere il ruolo di protagonista ma aveva comunque parecchie entrate in scena e parecchie battute.
Per l'ennesima volta, Riccardo si sorprese della versatilità di quella ragazza. Non aveva tempo di provare come avrebbe dovuto, eppure era la più preparata di tutti. Sembrava possedere un talento naturale per la recitazione e nel gruppo l'avevano capito tutti perché le avevano concesso di gestire un'intera scena di assolo. Da quando Riccardo era entrato nel club per dare una mano, l'aveva vista soltanto una volta. Era nel quarto atto del copione, ancora lontano come riscrittura musica.
Quando imparò alla perfezione il primo atto, compreso di tutte le correzioni, averlo provato e riprovato almeno una cinquantina di volte ed essere sicuro al cento per cento che non potesse essere migliorato ulteriormente, Riccardo si sentì pronto a portarlo alle prove per metterlo sulla recitazione dei compagni.
Tolse le dita dai tasti e si prese un momento per assaporare quel primo traguardo. Poi iniziò a riordinare tutti i fogli sparsi per il piano e il pezzo di carta con su scritto il numero di Colette gli scivolò sotto il naso dallo spartito. Lo fissò. Lo fissò a lungo. Era passata più di una settimana da quando lei glielo aveva lasciato e non le aveva mai scritto. Non ne aveva avuto motivo, in realtà. Ora lo aveva.
Prese il cellulare e si salvò il numero in rubrica. Poi aprì la casella messaggi e scrisse.
"Ciao, sono Riccardo. Ho finito di aggiustare il primo atto, domani lo porto per provare"
Colette gli rispose dopo dieci minuti: "Ciao, ottimo! Non vedo l'ora di sentirlo ^^"
La conversazione finì lì ma non c'era obiettivamente altro da dire.
Suonare un brano composto per metà da lui stesso di fronte a un pubblico di una decina di persone fu un'altra dura prova. Ma era necessario, i ragazzi avevano bisogno di recitare con la musica ufficiale che avrebbero portato allo spettacolo.
Riccardo si sistemò al pianoforte che la direzione scolastica aveva gentilmente concesso e si nascose al meglio dietro agli spartiti corretti. Avrebbe suonato la prima volta in silenzio, per sottoporre a giudizio dei compagni la propria creazione. Poi loro vi avrebbero recitato sopra.
Con la faccia in fiamme e alcuni attimi di esitazione, Riccardo si fece coraggio e cominciò. La melodia prodotta dalle sue dita lo rilassò quanto bastò per non fargli compiere errori o incertezze e, al termine dell'esibizione, il piccolo pubblico scoppiò in applausi. Lui si nascose ancora di più e sperò che non gli facessero troppi esagerati complimenti.
<<Wow Riccardo! È perfetto!>> sentì Colette esclamare. Poi rivolta al gruppo: <<Ragazzi verrà una bomba! Tutti a provare, forza!>>.
Con sopra la recitazione fu più facile domare l'imbarazzo. I ragazzi si adattarono con facilità estrema alla colonna sonora eseguita da Riccardo e la prima andò talmente bene che poterono tutti concentrarsi già sul secondo atto.
Colette era su di giri: vedeva di nuovo brillare davanti a sé la certezza assoluta che lo spettacolo fosse salvo e andasse alla grande. Riccardo si sentì contento per lei e sorrise nel vederla piroettare con la lunga coda che creava un cerchio attorno a sé.
Ragazzi, pubblico oggi perché domani sono impegnata tutto il giorno! 'Sti giorni ho concesso un lusso😂
È un capitolo un po' di transizione ma è necessario come nodo!
Hope you're enjoying!
FDP
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Il Bene Genera Bene
FanfictionConosciamo tutti Riccardo Di Rigo come una persona riservata e sensibile. Ma cosa succederebbe se una ragazza esuberante e chiacchierona fino allo stremo entrasse brutalmente nella sua vita? Una storia che non chiede altro che essere letta😋
