[COMPLETA]
Non avevo niente.
Navigavo nella notte in cerca di uno spiraglio di luce.
Poi ho incontrato lui.
Due occhi verdi petrolio che mi hanno destabilizzato, mettendo tutto quando in discussione.
Tom Brown ha sconvolto il mio mondo ma purtr...
There is only one happiness in this life, to love and be loved. George Sand
Questa sera dovrò affrontare Tom, non sarà facile riuscire a placare il suo carattere né tantomeno aprirmi senza provare vergogna.
Sono indecisa su cosa mettermi, non è un appuntamento ma un semplice incontro per chiarirci.
"Io al posto tuo mi vestirei carina" dice Kira vedendomi in difficoltà.
"Non credo sia il caso, probabilmente parleremo in macchina quindi non vedo il motivo di darsi tanto da fare" replico amareggiata.
"Fai come ti pare" alza le mani in segno di resa.
Alla fine decido di indossare qualcosa di semplice e comodo per non sentirmi più in imbarazzo di quanto non sia già.
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Esco dal palazzo e mi dirigo verso il parcheggio del campus con il cuore in gola e la testa nel pallone.
Lo vedo appoggiato alla sua macchina con una sigaretta in bocca, la sguardo rivolto verso il cielo e le mani in tasca.
"Ciao" dico a distanza per catturare la sua attenzione.
"Sali" risponde aprendomi la portiera senza neanche guardarmi.
Entro senza oppormi, non servirebbe a niente. Non oggi.
Dopo pochi minuti provo a spezzare il clima di tensione che ci circonda.
"Dove stiamo andando?" Chiedo cautamente.
"A casa mia" risponde secco.
"Se dovevo venire a casa tua potevo prendere la mia macchina senza farti scomodare" dico ironica.
"Preferisco così" afferma severo.
Il viaggio prosegue in un silenzio assordante fino a casa di Tom.
Scendiamo dall'auto e ci dirigiamo verso l'entrata.
"Vuoi qualcosa da bere?" Mi chiede dopo aver varcato la soglia.
"Un pò d'acqua, grazie" dichiaro con educazione.
"Aspettami in salone, arrivo subito" e così eseguo, posizionandomi sul divano e guardandomi intorno con impazienza.
Dopo qualche minuto Tom mi porge l'acqua mentre lui si versa un pò di vino rosso nel calice.
"Jane sto impazzendo. Devo sapere" dice all'improvviso, facendomi andare l'acqua di traverso.
"E' complicato Tom" deglutisco per l'ansia.
"Abbiamo tempo" afferma risoluto.
"Ok, cosa vuoi sapere?" Chiedo con timore.
"Tutto" dice prendendomi le mani e stringendole dentro le sue.
"Io sono complicata, la mia vita è complicata. Non voglio entrare nei particolari perché non servirebbe. L'unica cosa che devi sapere è che non mi allontanerei mai da te se non avessi dei motivi validi" dico con dolcezza.
"Chi è stato?" Mi accarezza il viso con cautela, attenuando il dolore.
"Mio padre" sussurro, visibilmente in soggezione.
Tom sgrana gli occhi e stringe le mie mani ancora più forte per compassione e per la necessità di alleviare la propria tensione.
"Da quanto tempo?" Chiede avvicinandosi al mio corpo.
"Da troppo tempo" rispondo con gli occhi lucidi.
Mi abbraccia all'istante, stordendomi con il suo profumo e la sua presenza, accarezzandomi la nuca con dolcezza.
"Tranquilla, ci sono io ora" dice infine, con un tono misto tra amore e rabbia.
Dopo avergli svelato il mio segreto non abbiamo più toccato l'argomento.
L'umore di Tom è mutato e di conseguenza anche il mio.
Il suo volto rivela preoccupazione e rabbia e il suo corpo è rigido ed irrequieto.
"Tutto ok?" Domando mentre stiamo in cucina a preparare qualcosa da mangiare.
"Non proprio" risponde sincero.
"Ne vuoi parlare?" interrompo ogni azione per concentrarmi sull'unica cosa di cui mi importi: Lui.
Annuisce, voltandosi nella mia direzione.
"Se non vuoi più vedermi io lo capisco, davvero" dichiaro abbattuta.
"Cosa? Tu pensi che non voglia più vederti?" Domanda perplesso.
"Da quando ti ho detto di mio padre non hai fatto altro che guardare nel vuoto e stare in silenzioso. Sembri distante" confesso.
"Jane non è come pensi. Sono solo confuso eincazzato ok? Quello che mi hai raccontato mi ha spiazzato e non so se riuscirò a gestire la cosa" protesta provato.
"Gestire in che senso?" Chiedo impacciata.
"Pensi che permetterò ancora a tuo padre di toccarti o anche solo di vederti? Io non posso farlo, il solo pensiero mi fa venire voglia di andare a Cape Cod per ammazzarlo e comunque non mi piace che tu viva nel terrore. Sappi che voglio che lo denunci subito" spiega convinto.
Le sue parole sciolgono la lastra di ghiaccio che avvolgeva il mio cuore, permettendogli di battere nuovamente con vigore.
Mi avvicino a lui lentamente, senza mai interrompere il contatto con i suoi occhi.
Prendo il suo viso tra le mani e lo bacio.
Lo bacio con ardore, dolore e paura.
Lo bacio per ringraziarlo di essere così gentile e protettivo.
Lo bacio per condividere con lui le mie pene.
E infine, lo bacio perché lui ha avuto il coraggio di avvicinarsi a me, nonostante i miei lividi.
—————— Siamo incollati da non so quanti minuti, la sua lingua cerca la mia con impazienza, le sue mani afferrano i miei fianchi con desiderio e le nostre anime si fondono.
"Jane" si stacca da me, risvegliandomi dal mio bellissimo sogno.
"Scusa io..." le guance si tingono di rosso per la paura di essermi spinta troppo oltre.
"Non ti scusare ti prego, mi è piaciuto molto ma ho paura di non riuscire a controllarmi" dice con la voce rotta e ancora colma di passione.
Ci guardiamo sorridendo, con la fronte appoggiata l'uno all'altra.
"Ti andrebbe di uscire insieme domani sera?" Domanda con tono tenero.
"E' un appuntamento?" Sorrido per la sua richiesta.
"Assolutamente si" risponde felice per poi baciarmi di nuovo.
💫Spazio autrice 💫
Piaciuti i nuovi capitoli?
Siete curiosi di sapere come andrà il primo vero appuntamento di Tom e Jane?