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Narratore esterno

Lauren si trovò a maledire più volte quella giornata. Si ritrovò a maledire Tara, Roger, Lucas, i paparazzi che le avevano fatto le foto, Lexie, Julia e persino Camila. In effetti, nella sua mente, non smise di imprecare e maledire per un secondo, almeno per tutte le ore di lavoro.

Ma più di tutti, Lauren maledisse il dannatissimo sorriso di Camila. Era rimasto lì, per quattro fottutissime ore, stampato sul viso della cubana, e l'aveva colta impreparata ogni volta che il suo sguardo vi aveva incespicato.

Al contrario di come fece la ragazza degli occhi verdi, Camila provò a seguire il consiglio di Julia, cercando di far pace con Lauren. Provava a incrociare il suo sguardo, o ad avvicinarsi a lei, con l'intento di chiarire qualcosa su una melodia o un cambio di velocità.

Risultato: Lauren si allontanò e si chiuse in sé stessa più del previsto. Quest'ultima, però, non se ne accorse neanche, dato quanto era sviluppato il suo sistema di difesa dagli altri. E poi, le domande che aveva in testa stavano crescendo e diventando sempre più preoccupanti, minuto per minuto.

Era successo quasi come in un film. Aveva rivisto la sua vecchia fiamma e in meno di un secondo il calore della passione si era riacceso in lei. Già, Camila cominciava a piacerle di nuovo. E Lauren si stava odiando per questo, dato che sapeva di non poter rovinare quell'occasione che avevano di lavorare insieme, e molto semplicemente perché si era ripromessa di non provare più sentimenti forti per qualcuno (specialmente Camila), almeno fino a quando non avesse trovato il famoso equilibrio. Così, mentre la cubana più piccola le sfiorava impercettibilmente il polso per prendere una penna, Lauren prima sperava di trovare al più presto l'equilibrio, e poi si sgridava mentalmente per averlo pensato.

Camila, dal canto suo, voleva vermante capire cosa turbasse la sua collega più grande, e magari risolverlo. Nella sua vita precedente era stata abbastanza brava a farlo, tanto da dover ritrovarsi con quel compito almeno due volte a settimana, giusto per ricevere come soddisfazione un sorriso da Lauren (e magari anche un bacio). Ora però, far piegare le labbra della ragazza dagli occhi verdi, sembrava un obiettivo vagamente visibile e molto lontano.

Quando poi, le due si ritrovarono a salutarsi imbarazzate prima di andare a casa, Camila si rese conto che per quella giornata non c'era più molto da fare. Si sedette in macchina trattenendo una smorfia di dolore, anche se ora i lividi erano quasi del tutto scomparsi. Accese il telefono, e si ritrovò a imprecare forse più di quanto avesse fatto Lauren in tutta la giornata. Due giorni dopo ci sarebbe stato l'inizio della promozione della loro collaborazione e lei non aveva idea di come stabilire anche un semplice contatto con la ragazza.

Mandò un breve messaggio a Tara, non aspettandosi che questa rispondesse o anche visualizzasse. Non l'aveva vista tutto il giorno, quindi anche solo assicurarsi che stesse bene le sembrava una cortesia ben più che necessaria. Probabilmente era stata al telefono per una cosa come 20 ore, cercando di eludere i paparazzi e le riviste di gossip a non diffondere le foto di Lauren. Quello sì che era un lavoraccio.

Camila non si preoccupò di leggere i tre messaggi che le erano stati inviati da Shawn, cercando di rimandare il ritrovarsi faccia a faccia con quello che aveva fatto. Definitivamente, Camila non si era mai vista in vita sua come quella che scappa in silenzio la mattina dopo, ma sapeva di averlo appena fatto.

Proprio mentre si stava infilando le cuffiette nelle orecchie, pronta a scappare dalla realtà, David parlò

-Com'è andata a casa di Shawn, ieri sera?- chiese, senza tanti peli sulla lingua. La cubana non aveva la minima voglia di confessarsi, soprattutto con lui, ma alla fine non la trovò neanche una cattiva idea (neanche lei riuscì a spiegarsi perché).

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