Narratore esterno
Lauren era seduta sul divano di casa sua, accartocciata su sé stessa. Le lacrime le sciupavano il viso, mentre Cleo cercava invano di consolarla, leccandole delicatamente la mano. La ragazza aveva passato le ultime due ore in quelle condizioni, dandosi della stupida più volte, sia per aver attaccato Camila senza motivo, e sia per aver permesso all'altra di colpirla in quella maniera.
Tutti sapevano che uno dei punti deboli di Lauren era la carriera musicale. Non l'aveva mai voluta, e fin da piccola l'aveva odiata, nonostante tutte le esperienze che avesse attraversato.
La ragazza si guardò la mano con le nocche spellate a causa del pugno tirato al muro poco prima e singhiozzò arrendevole. Non era neanche sicura di avere le garze per medicarsi in casa. Mentre si apprestava ad andare in bagno per mettere la mano sotto l'acqua per l'ennesima volta, il campanello suonò.
Lauren si girò verso la porta stupita. Nessuno, a parte Dinah, i managers e la sua famiglia sapevano il suo indirizzo, e non aveva ordinato niente. Andò verso il citofono e perse un battito quando vide chi era dalla fotocamera.
-Camila? Che diavolo ci fai...- venne interrotta bruscamente dalla più piccola con un poco gentile -Cazzo, qui pullula di paparazzi! Fammi entrare.- Lauren aprì il cancelletto in meno di un secondo. Non aveva voglia di prendersi la lavata di capo da Lucas in caso fossero uscite delle foto compromettenti.
La ragazza di affacciò sul pianerottolo, per guardare con curiosità la cubana imbacuccata per non farsi riconoscere e con in mano due cartoni di pizza, che risaliva il corto vialetto. Camila di tolse gli occhiali da sole e Lauren poté constatare che anch'ella avesse pianto.
-Entra.- invitò l'altra e la più piccola, con un sorriso timido sulle labbra, la sorpassò. Lauren le prese la giacca
-Togliti anche le scarpe, se vuoi.- le offrì. Camila accettò di buon grado. Le due si spostarono nel salotto, e si sedettero sul divano.
-Scusa se ti sono piombata in casa senza preavviso, ma dobbiamo parlare.- disse la più piccola. Lauren annuì, non molto a suo agio
-Innanzitutto mi dispiace per prima. Non so nemmeno come mi siano uscite tutte quelle cose...- Lauren la interruppe subito, non volendo ascoltare i soliti piagnistei che conosceva essere caratteristici di quelle situazioni
-Camila, non ho bisogno delle tue scuse. So cosa intendevi.- dichiarò in fretta e con freddezza. La minore chiuse allora la bocca, lo sguardo le si incupì. Dopo un momento di silenzio parlò ancora -Sei arrabbiata con me?- La maggiore la guardò per un attimo
-Sì.- rispose secca. Camila si abbandonò, abbattuta, contro lo schienale del divano. Sembrava sul punto di piangere ancora. Le due si guardarono per poco negli occhi
-Non sta andando come dovrebbe, vero?- chiese la minore a bassa voce. Lauren abbandonò lo sguardo nel vuoto -Per niente.- sussurrò
-Dovremmo odiarci, e non riuscire a stare nella stessa stanza.-
-Invece stiamo attaccate tutto il tempo e rischiamo sempre di...-
-...Baciarci.- concluse Camila per lei. Sospirarono insieme.
-Non abbiamo neanche parlato di tutto quello che è successo, o di tutto quello che abbiamo passato. Siamo due bambine.- continuò la più piccola, cercando di strappare un sorriso all'altra, ma non riuscì nel suo intento
-È tutto così sbagliato.- gemette arrendevole la maggiore, passandosi la mano sugli occhi
-Io so tutto quello che hai provato grazie a delle canzoni, e tu non sai niente su di me.- Camila sorrise debolmente. La sua musica era il suo punto debole. Si era scoperta e rivelata davanti a un numero esorbitante di ascoltatori, e la maggior parte di questi non aveva neanche capito realmente di cosa perlassero le sue canzoni.
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Free (Camren)
FanfictionSono passati quasi quattro anni da quando Camila è uscita dalle Fifth Harmony. Due e mezzo da quando il gruppo si è sciolto. A Lauren e Camila viene proposto un contratto per il quale devono scrivere una canzone insieme. Servirà a ricostruire la lor...
