"Il regalo più grande"

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"Che i sogni da recuperare, non puoi dividerli per due.
Non è la vita che volevi, perché la vita non è questa.
Ridevo dei nostri difetti, piangi perché non mi hai cambiato mai.

Chapter 13

Al tempo non importa di quello che fai.
Se desideri ardentemente che un giorno arrivi, bene: arriverà.
Ma anche se non lo vuoi, in un modo o nell'altro, arriverà lo stesso.

Forse Niccolò e Giulia non volevano che arrivasse il Natale, dopo essersi ritrovati faccia a faccia con i loro sentimenti e non aver avuto il coraggio di affrontarli, ma questo al tempo non importa.
Li ha ignorati, ed ha continuato a scorrere.

E adesso, se qualcuno guardasse i due ragazzi da fuori, non indovinerebbe mai che questa sia la loro festa preferita.

Niccolò ha trascorso la mattinata da solo, senza regali o qualcuno da svegliare con baci e carezze, soppesando una busta e domandandosi se quell'idea che gli ronza in testa da qualche giorno sia un'ottima mossa, o, più probabilmente, una grandissima cazzata.

Giulia, invece, non si è fermata un secondo.
Ha preparato il pranzo per Tommaso e i suoi suoceri, si è sforzata di parlare con loro, di apparire solare come al solito, anche se dentro di lei si sta abbattendo una tempesta senza precedenti.
A tavola racconta qualcosa, ride ad una battuta, ma la sua testa non è lì.

È accanto al moro, piena zeppa di sensi di colpa per essersene andata così, senza spiegazioni o chiarimenti.
È immersa nei ricordi dei loro Natali insieme, che custodisce ancora gelosamente in fondo al cuore.

"Giulia? Giulia, il telefono"
la chiama Tommaso per la seconda volta di fila, scuotendola per un braccio e riportandola - anche se controvoglia - alla realtà.

Perplesso le passa il suo telefono tra le mani, dandole modo di vedere che sta squillando, chiamato da un numero sconosciuto.
In un momento normale non avrebbe risposto, ma oggi farebbe di tutto pur di allontanarsi per qualche minuto da quella stanza.

In silenzio annuisce e forza un sorriso, rispondendo alla chiamata e spostandosi in salotto, per sentire meglio.

"Ehi..sono io"
la voce stanca ma speranzosa di Niccolò la raggiunge come una secchiata di acqua gelida sul viso, facendole mancare l'aria e la terra sotto ai piedi.
Si era dimenticata di aver eliminato il suo numero, subito dopo averlo lasciato, e non si aspettava per nulla una sua chiamata.

"Niccolò! Aspetta..aspetta un secondo"
risponde lei a bassa voce, accorgendosi subito di avere gli occhi di Tommaso puntati addosso: con un cenno del capo lo tranquillizza e sale di corsa al piano di sopra, lontana da sguardi e orecchie indiscrete.

"Eccomi..ci sono"

"Io, ehm..sono qua dietro casa tua. Ho un regalo per te"
dice Niccolò di getto, passandosi una mano tra i capelli e facendo cadere a terra alcuni fiocchi di neve, con gli occhi fissi sulla porta di casa della rossa.
Quest'ultima resta in silenzio, stupita e combattuta, ma non riesce a trattenere un sorriso.
Tante volte si dimentica della sua infinita testardaggine, che lo porta ad insistere anche nelle situazioni più disperate, solo per ottenere quello che vuole.

"Se non vuoi vedermi..te lo lascio fuori dalla porta e me ne vado"
aggiunge poi il moro, notando la pausa un po' troppo lunga dall'altro capo del telefono, già pronto a fare ciò che ha detto.
Capisce la sua titubanza, e non ha alcuna intenzione di farle pesare la sua visita.

"No! Arrivo, dammi un secondo."
nega però Giulia immediatamente, quasi spaventata all'idea di perdere l'occasione di incontrarlo, per poi chiudere la chiamata e coprirsi di fretta, cercando una scusa plausibile da propinare al suo ragazzo.

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