Capitolo 21

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Sono passati un paio di giorni da quando ci siamo mezzi mollati ed effettivamente non siamo mai stati insieme. Ieri tra l'altro hanno anche giocato con lo Strasburgo, ed è stato il secondo pareggio, di seguito tra l'altro.
Sono al centro solo per fare compagnia a mio padre, infatti non ci penso neanche ad avvicinarmi di un cm a kylian, e tanto meno a rivolgergli la parola.
Sono in panchina che sembro uno zombie, tra occhi gonfi e pelle pallida, tutti dato dal pianto e dal poco sonno, non pensavo di restarci così male.
Me ne vado verso altri campi mentre i ragazzi si allenano, visto che ora c'è l'allenamento di Ethan, e dato che lui mi ha sia scritto di passare un giorno di questi, sia che ho bisogno di non pensare, vado a vederlo.
C'è un bel sole, ma allo stesso tempo, c'è tanto freddo e vento, cosa che io odio.
Sono tranquillissima a guardare l'allenamento finché qualcuno non si siede al mio fianco, e capisco subito chi è.
"Perché guardi mio fratello?" Mi prende una ciocca di capelli e se la arriccia sul dito.
"Perché ogni tanto non ti fai gli affari tuoi?"
"Uuuuh, siamo di mal umore, ok"
"Mi puoi dire cosa vuoi da me? Ci siamo mollati ora puoi smetterla di fare il finto che si interessa?"
"Non è finto. Sono davvero interessato!"
"Vaffanculo, ho fatto bene a lasciarti perdere" la mia bocca sta facendo uscire cose che dovrebbero restare dove sono.
"Intanto sei tu quella che piange per me..." dice con Toni strafottente.
"E dovresti essere contento del fatto che una persona ci tiene a te cazzo! Lo vedi che sei proprio uno stronzo"
"Ferma"
"No, lasciami stare"

Sono al bancone del bar che gioco con una bottiglietta mezza vuota cercando di far passare il fastidio della conversazione con Kylian, ma mi è del tutto impossibile.
"Ehy, tutto bene?" Mi chiede Neymar mettendosi a sedere vicino a me, io lo lascio fare.
"Benone!" Esclamo io ovviamente sarcastica.
"Che è successo ora?" Penso che ormai sia abituato alle mi sbroccate a causa di quel ragazzo.
"Siamo ripartiti dall'inizio, lui parla, mi infastidisco, litighiamo, e poi ricomincerà da capo così. Io non ce la faccio più ho davvero bisogno di staccare."
"Fallo." Dice alzando le spalle.
"Grazie Neymar sei d'aiuto" dico di nuovo sarcastica.
"Che c'è ti si è acceso l'umorismo?" Mi dice ridendo, ma io sono già infastidita quindi rischio di sbottare.
"Ti ha già detto tutto? Vero?"
"Sssi" dice indeciso.
"Ok" alzo le spalle e me ne vado.
"Ele parliamo"
"Non mi va ora Neymar, vado su" dico con tutta la tranquillità di sto mondo, se facessi vedere che sono infastidita, si capirebbe che ci tengo e non deve avere questa soddisfazione, non da me orgogliosa come sono.

Vengo distratta dal mio telefono che squilla, ed è doha che mi sta chiamando, non è solita a farlo durante la settimana, quindi rispondo subito preoccupandomi.

"Ele?"
"Doha? Che succede?" Sento che è in lacrime.
"Possiamo vederci? Ti prego devo parlarti"
"Oddio certo. Aspetta una mezz'ora che mio padre finisce mi faccio portare da te"
"Ehm...ok, appena puoi"
"Si, cerco di fare veloce"

Metto un po' di fretta a mio padre, sono troppo curiosa e preoccupata.
In mezz'ora, come avevo detto, sono da lei, che mi apre la porta ancora completamente il lacrime.
"Oh mio Dio chi ti ha ridotta così?" Le chiedo io, non so come consolarla, visto che ancora non sa di Kylian, ma in questo momento devo fare del mio meglio per non farla capire che anche io ho qualcosa che non va.
"Entra"
Ci sediamo sul divano.
"Prima però calmati, non voglio vederti così" annuisce e si asciuga le lacrime, mentre io continuo a pensare a come poter consolare una persona stando anche io sotto terra.
"Ok, ci sono" prende un bel respiro "io e Neymar abbiamo litigato di brutto"
"COME? QUANDO?"
"Sta mattina"
"Cosa è successo?"
"Mi sono incazzata perché non mi filava più, non passavano più tanto tempo insieme, lui se l'è presa sul personale e abbiamo litigato, quando gli ho chiesto di vederci dal vivo ha visualizzato senza rispondere"
"Quel figlio di puttana se la rideva al campo oggi" quindi tutti i ragazzi del psg sono degli psicopatici menefreghisti? Buono a sapersi.
"Bene"
"Amo, dirti di non starci male è una cazzata, ma poi ti accorgerai che è inutile soffrire per uno così" dico forse più per convincere me che lei.
"Dici?" Sospiro.
"Certo"
"Perché lo pensi" doha santo Dio perché devi sempre fare domande?
"Ehm...semplicemente pensi che si meriti le tue lacrime mentre lui se la ride con l'altro coglione li al campo parlando di chissà quale troia?" Ok me la sono presa un po' troppo in causa, infatti penso abbia capito.
"Ele...cosa ti ha fatto Kylian?" Neanche l'ho nominato, ma ormai si sa che quando riservo insulti posso parlare solo di una persona.
"Amo ne parliamo un'altra volta, io sto bene, non preoccuparti"
"Ele!" Si è ufficialmente ripresa, basta fargli capire che Kylian è uno stronzo che parte in quarta.
"Doha, sto bene stai calma!"
"Gli stacco la testa dal collo a quello" abbiamo capito chi è quella violenta e chi affronta le situazioni più con calma.
"Le coppie di migliori amici funzionano così, le ragazze sono intelligenti, i ragazzi sono degli idioti. Capiranno troppo tardi cosa perdono" mi viene in mente un'idea geniale "Senti, io e te ora ci facciamo fighe, andiamo al sushi e usciamo per Parigi...insomma ci facciamo i cazzi nostri, postiamo un botto di roba e li facciamo rosicare come nulla"
"Oh mio Dio tu si che sei un genio!" Un'uscita non cancellerà la tristezza e la rabbia, ma una sera può aiutare.
"Scrivo subito a mio padre che sta sera non torno perché io e te ci ubriachiamo a merda e dormiamo da te"
"Ok, tanto i miei non ci sono!"
"Mio Dio meno male che, essendo l'ultimo anno e quindi non è obbligatoria, la mia scuola non conta le assenze ma solo gli esami"

The number 7// Kylian MbappeLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora