[There is darkness and death in your eyes
What have you got buried inside?
The shallow grave in your soul
The ghosts that have taken control]
Parte 2
La pozza di sangue continuava ad allargarsi ai piedi di Mabel. L'effluvio ferroso portato da una folata di vento caldo la colpì in piena faccia; uno schiaffo di morte e disperazione la ridestò assieme agli altri presenti. Dopo un silenzio attonito e tetro nell'aria si sparsero grida, pianti e movimenti frenetici.
Berry con sguardo allucinato e impaziente fissò Samael, come in attesa di ricevere un ordine e Jenny si portò entrambe le mani alla bocca. Sam non toglieva gli occhi di dosso da Mabel e, subodorata la puzza di complicazioni ulteriori, già elaborava un modo per allontanarsi in fretta senza dare nell'occhio; non si accorse della figura che osservava la scena a distanza dall'altro lato della strada.
Che non fosse un passante fermatosi lì per caso, sarebbe stato chiaro anche a un bambino. Per prima cosa, la strada che portava al Joyce non incontrava altri locali nel raggio di miglia, non era percorribile a piedi – a meno di non rischiare seriamente di essere investiti – infine, era scarsamente illuminata; i lampioni c'erano, ma tra questi la maggior parte era stata abbattuta dai fuoristrada che negli anni ci si erano schiantati contro dopo un goccetto di troppo e i restanti, rotti volontariamente da buontemponi che lo consideravano un appropriato passatempo. Nessuno sano di mente l'avrebbe scelta per una passeggiata serale.
L'ombra avanzò zoppicando verso il parcheggio del Joyce e indisturbata giunse a ridosso del capannello di persone, troppo prese dal cadavere per notarla.
Quando sentì qualcuno pronunciare la parola polizia Samael, senza giri di parole, abbrancò Mabel da dietro con entrambe le braccia, la sollevò di peso come fosse un fuscello e fece per trasportarla lontano da quella scena raccapricciante. La ragazza l'avrebbe anche lasciato fare tant'era sconvolta, se solo non avesse scorto un soggetto in movimento che sembrava dirigersi verso di lei.
Accadde tutto in una frazione di secondo ma, come succede spesso per quegli eventi che hanno il potere di cambiare il corso della vita, da lì in poi la mente di Mabel riuscì a registrare ogni minimo dettaglio. Difficile dire se ciò potesse essere addotto alla pura capacità d'osservazione o all'altissimo grado di permeabilità del suo animo alle emozioni dei presenti, soprattutto a quelle dello sconosciuto che le venne incontro. La sua andatura, che fino a quel momento era stata goffa poiché claudicante, mutò repentinamente, accorciando in poche falcate la distanza tra loro. Sembrò che questa urgenza, che lo spinse a ignorare le ossa doloranti e sfidare la forza di gravità mettendo un piede dopo l'altro, gli provenisse da una riserva di energia invisibile, attivatasi dopo il gesto di Samael.
Avanzò verso di lei con il corpo tremante. Non era chiaro, da una prima occhiata, se si trattasse di brividi di freddo, di rabbia o di paura. Avanzò e così avanzò anche il suo sguardo. Lei guardò ma non vide, non subito almeno. Gli occhi di lui sembrarono cercarla, come si cerca la salvezza dopo il pentimento o come si desidera il tepore sicuro della propria casa dopo una giornata estenuante passata al freddo. La guardò come se dovesse ottenere la conferma di essere se stesso, di esistere ancora là fuori, nel mondo.
Se lei fosse stata in grado di riconoscerlo, se fosse stata capace di ritrovare la complicità di quel contatto, allora ci sarebbe stata speranza. Così egli bramava l'attenzione di Mabel, con quel suo modo un po' anomalo e perverso di rivendicare un diritto di appartenenza a qualcuno che non avesse mai realmente posseduto.
La ragazza iniziò a dimenarsi intimando a Sam di metterla giù, di aspettare a portarla via. Non era sicura che fosse lui, eppure qualcosa dentro le urlava di non distogliere lo sguardo perché quella figura aveva assunto i chiari contorni di un ragazzo. Un richiamo antico come il sangue le rimbombò nel petto; avvertì il martellare implacabile del suo cuore, un tamburo di carne e speranza che le impose di focalizzare ognuno dei suoi sensi sul volto dello sconosciuto. Fu allora che Sam spostò gli occhi da Mabel alla figura stagliata a meno di una decina di metri. La mise giù di botto, come fanno i bambini coi giochi con cui perdono improvvisamente la voglia di dilettarsi. Presa alla sprovvista, barcollò toccando terra, poi trovò il braccio di Jenny che, tirato un pestone all'energumeno che le bloccava la strada, si era precipitata in suo soccorso.
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Ab Imo Pectore
Mistério / SuspenseAb Imo Pectore è una storia d'amore. Ab Imo Pectore è una storia di vendetta. Ab Imo Pectore è molte cose, ma è soprattutto la storia di un'ossessione. Tutti i personaggi che incontrerete durante questo viaggio, scopriranno l'oscurità assieme a voi...
