❀COMPLETA❀ [IN REVISIONE]
Min-jee ha ventuno anni e vive tra ospedali e analisi.
L'insufficienza renale l'ha costretta a crescere troppo in fretta e un nuovo ostacolo da superare le si presenterà. È saggia, ironica e forte, ma ha messo un muro tra s...
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Min-jee era rimasta sola nella sua camera, anche la sua compagna non c'era dato che era andata a fare un esame in un altro reparto. Sarang e il suo piccolo Joon Woo erano andati via da qualche minuto, perché il piccoletto doveva fare la pappa, Jimin era stato chiamato da un infermiere per sistemare alcune cose da un altro paziente, Yoongi era andato a fare fisioterapia e Haru, invece, stava aiutando la dottoressa di turno per il giro di controllo giornaliero.
La brunetta stava, come al solito, seduta in modo scomodo su quel lettino duro come la pietra e con davanti a sé il vassoio del pranzo appoggiato al tavolino mobile. Con le bacchette stava sgranando distrattamente il suo riso, ignorando totalmente quella zuppetta di acqua calda che osavano chiamare brodo.
Era talmente assente che non sentì il leggero bussare allo stipite della porta e tantomeno il silenzioso «Permesso?» del suo ospite.
Ritornò in sé solo quando avvertì il leggero sfioramento sul suo braccio che le provocò una scossa di brividi lungo tutta la sua colonna vertebrale. La ragazza girò la testa verso sinistra e i suoi occhioni si incontrarono, nuovamente, con quelli di Yoongi. Min-jee boccheggiò sorpresa, mentre il ragazzo le stava accennando un leggero sorriso gentile.
«Come stai?» chiese lui con tono basso e con qualche secondo di differenza parlò anche lei «Che ci fai qui?» il ragazzo si fece avanti e si sedette alla sedia affianco al suo letto, lanciando un veloce sguardo al vassoio pieno di cibo poco appetibile.
«Ho finito di fare fisioterapia e, dato che devo aspettare Jimin che finisce il turno, ho pensato di farti un po' di compagnia... così ci possiamo conoscere...» spiegò lui, un leggero imbarazzo era percepibile dal suo tono di voce, e notando lo sguardo corrucciato della ragazza continuò «Sentendo Jimin parlare sempre di te...mi sembra ovvio che mi sia incuriosito, no?» Min-jee annuì un po' incerta.
Un silenzio pieno di imbarazzo e tensione calò su di loro, Yoongi non sapeva come cominciare un qualsiasi discorso, mentre Min-jee non era brava a parlare con degli sconosciuti. La giovane brunetta era molto introversa e un po' fredda davanti agli sconosciuti, anche con Jimin aveva fatto un po' di fatica, ma il ragazzo sapeva il fatto suo e il suo caratterino allegro ed espansivo lo aveva aiutato molto nell'instaurare una base per un'amicizia con la ragazza più giovane. Con Haru era stato diverso, per Min-jee risulta da sempre più facile parlare con le ragazze, soprattutto se più grandi di lei.
Yoongi si guardò un po' intorno, pareti bianche e verdine, lettini bianchi e sottili, un piccolo armadietto a due scomparti, anch'esso rigorosamente di quello stesso verdino delle pareti e come anche il tavolino con le due sedie. Il tutto accompagnato da quel fastidioso e, al contempo, familiare odore di disinfettanti. Poi il suo sguardo cadde di nuovo sul vassoio e senza pensarci troppo parlò «Non è molto buono, vero?»
Min-jee lo guardò e poi, anche lei, portò lo sguardo sul vassoio «Direi...è solo riso insipido con acqua calda e verdure bollite...» disse lei sospirando e Yoongi la guardò con attenzione, facendole provare dell'imbarazzo.