❀COMPLETA❀ [IN REVISIONE]
Min-jee ha ventuno anni e vive tra ospedali e analisi.
L'insufficienza renale l'ha costretta a crescere troppo in fretta e un nuovo ostacolo da superare le si presenterà. È saggia, ironica e forte, ma ha messo un muro tra s...
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Era passato quasi un mese dall'intervento per l'innesto della fistola, i punti erano stati tolti e ora – quella brutta cicatrice gonfia, dura e violacea – doveva solo continuare a guarire da sola. Min-jee odiava quella cicatrice in più, non perché fosse un'altra operazione da aggiungere alla sua lista, ma perché quell'odioso dottore – che non era assolutamente paragonabile al suo amato dottor Kim – aveva osato dare l'incarico di ricucirla a un assistente che stava imparando. E proprio su di lei doveva imparare. La brunetta non ce la faceva proprio a digerire questa cosa.
Era un pallino fisso che le tormentava i pensieri, anche in quel momento in cui era spalmata sul divano dell'appartamento di Sarang come un gatto stanco. In mano aveva una tazza di tè – precisamente un infuso rilassante per i suoi poveri nervi – mentre il braccio sinistro, ancora medicato con dei cerottoni, riposava su un cuscino abbastanza alto e morbido. Sembrava il trofeo di guerra di una battaglia persa in partenza.
«Zia Minniee!» Joon Woo le si lanciò addosso con l'entusiasmo tipico dei nanetti di tre anni e zero considerazione del concetto di "post-operatorio".
Il piccolo sghignazzò al gemito di dolore della sua adorata zia, poi le piazzò sul grembo un foglio tutto stropicciato. «Isse diosaoo.»
«Oh! Finalmente qualcuno con cui posso relazionarmi,» commentò lei, passandogli una carezza sui capelli già arruffati.
Dalla cucina, Sarang lanciava occhiate di controllo mentre trafficava con un impasto dolciastro che profumava di frolla burrosa e gocce di cioccolato. Seduta per terra accanto a Joon Woo, invece, c'era Haru, assorta nell'importantissimo compito di colorare un altro dinosauro – perché, a quanto pare, dopo dodici ore di ospedale, ciò che uno specializzando desidera ardentemente è fare da baby-sitter a un bambino completamente in fissa con il dinosauro verde fluo regalatogli dalla zia.
«Sei particolarmente cinica oggi. Hai dormito?» chiese la dottoressa, senza staccare gli occhi dal foglio leggermente strappato su un lato.
Min-jee le lanciò uno sguardo languido. «Certo. Circa tre ore. Sparse. Non consecutive. Lanciate di dolore comprese, come se Jack lo Squartatore avesse deciso di farmi compagnia.»
Sarang sospirò. «Non fai ridere.»
«Lo so. È tragicamente comico, non ironico. Devo ancora perfezionare il genere.»
Joon Woo, intanto, emetteva rumorini di battaglia tra dinosauri mentre cercava di arrampicarsi sulle sue gambe.
«Lo stai facendo di nuovo,» notò Haru.
«Cosa?»
«Schivare.»
Min-jee fece spallucce. «Schivare, per me, è come fare cardio. Mi tiene in forma.»