❀COMPLETA❀ [IN REVISIONE]
Min-jee ha ventuno anni e vive tra ospedali e analisi.
L'insufficienza renale l'ha costretta a crescere troppo in fretta e un nuovo ostacolo da superare le si presenterà. È saggia, ironica e forte, ma ha messo un muro tra s...
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La cena scivolò via silenziosa, quasi stranamente calma. Min-jee non riusciva a togliersi dalla testa lo sguardo distante di Jungkook, che per una volta aveva messo da parte la sua solita iperprotettività. Seduto lì, con la fronte increspata e gli occhi persi nei suoi pensieri, rispondeva a stento alle poche domande.
Qualcosa era sicuramente avvenuto in quei tre giorni in cui i due fratelli erano rimasti separati, e Min-jee non poteva che chiedersi se anche suo fratello avesse avuto un momento di realizzazione sui suoi sentimenti per Haru, come era successo a lei per Yoongi. Sperava che fosse andata così, sarebbe stata felicissima.
«Quindi tu e Yoongi state insieme?» chiese, per l'ennesima volta, la voce squillante di Sarang che camminava al suo fianco, «Dovrai risponderci prima o poi, Min-jee! Non puoi solo arrossire e stare zitta, per di più vi ho visti mano nella mano a casa tua!» si aggiunse ancora Haru, dall'altro lato rispetto alla bionda. Le due ragazze la stavano accompagnando all'università, per un incontro col professor Namjoon, e avevano deciso che quella era l'occasione giusta per metterla sotto torchio riguardo la questione Amore.
Le guance della brunetta stavano andando a fuoco, non solo perché era imbarazzante la risposta, ma perché sapeva perfettamente che, se avesse spiegato alle due il momento dell'accettazione dei suoi sentimenti, l'avrebbero punzecchiata. Soprattutto Sarang che aveva capito ciò che provava prima ancora che Min-jee fosse pronta ad accettarlo. Perché Min-jee aveva sempre saputo che Yoongi non le fosse indifferente, non era stupida. Era solo prudente.
Min-jee abbassò il capo, la frangia lunga le coprì gli occhiali e con un flebile sussurro balbettato rispose «Non ne sono sicura...»
«Come fai a non esserne sicura?»
«Noi... Noi non ce lo siamo detti» le due ragazze si guardarono negli occhi interdette, solo per qualche secondo, poi, entrambe puntarono i propri occhi sulla più piccola e scoppiarono in una risata.
«Oh Minnie!» Esclamò la dottoressa asciugandosi una lacrima, «Sei così ottusa e carina!» continuò Sarang strizzandole una guancia con le dita cicciotte. Min-jee aggrottò le sopracciglia in una ruga e scacciò annoiata la mano invadente della biondina, «Non sono ottusa!»
Haru le circondò, teneramente, la vita con un braccio «Il nostro non vuole essere un insulto, tesoro. Ma Sarang ha ragione. Sei davvero ottusa se credi che serva ancora una frase in più tra di voi» le guance le si fecero rosse come pomodori maturi e Sarang tornò a pizzicargliele «Esattamente; infatti, sono convinta che Yoongi abbia già raccontato a Jimin su come sia riuscito ad ammorbidirti», la brunetta sospirò sconfitta abbandonando il capo contro la spalla poco più alta della dottoressa e si lasciò guidare dalle due sul tragitto che le avrebbe condotte all'università.
Il professor Namjoon le stava aspettando nella sua aula, seduto alla scrivania in maniera composta mentre revisionava un plico di fogli, esami dell'ultima sessione. Min-jee bussò sul legno scuro della porta per far notare la sua presenza e quella delle ragazze. L'aula del professor Namjoon era immersa in una quiete quasi irreale, spezzata solo dal frusciare delle sue dita sui fogli degli esami. Il sole del tardo mattino filtrava dalle tende sottili, dipingendo chiazze dorate sulle file ordinate di banchi vuoti.