Capitolo 89

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La sveglia suonò alle sei di mattina, a quanto pare Veronica era riuscita a spostarmi due servizi fotografici: uno a San Diego e uno a Los Angeles.
La parte migliore direi che era non aver detto niente a Niall, che dormiva beatamente con le braccia intorno alla mia vita.Infatti, quando cercai di liberarmi dalla sua presa, mi attirò ancora di più a sè.
Dopo aver constatato che il suo sonno era più profondo, tentai di nuovo e riuscii ad alzarmi.
Le lenzuola poggiate sugli addominali, i capelli mossi...come facevo ad uscire così presto di casa quando tra l'altro c'era mio marito che ispirava sesso?
Comunque non sarebbe durata molto, con il pancione non avrei più potuto lavorare, quindi quelli erano gli ultimi sforzi.Avevo l'aereo alle nove, per cui dovevo uscire all'istante dalla stanza e farmi portare all'aereoporto.Sul comodino a destra del letto depositai un bigliettino per Niall:

Amore, devo lavorare fino alle sette di stasera più o meno.Sono a Los Angeles, fammi sapere se vuoi venire o se vai direttamente alla prossima tappa(magari poi mi dirai qual'è così ci posso arrivare!).
Ti amo, Alessia

Pensai subito che una volta trovato il biglietto si sarebbe un po' incazzato, ma solo un po' proprio...
Senza farmi sentire lasciai la stanza con le mie valigie e scesa nel parcheggio sotterraneo salii in macchina con il mio autista.
L'aereoporto era abbastanza vicino, uno dei motivi nella mia scelta dell'albergo, e arrivai piuttosto in orario per il check-in.Durante il viaggio ripensai alle tappe che avevamo già raggiunto : Malibù e Seattle.Lui aveva detto che erano sei...più ci pensavo e meno idee avevo.Ad un certo punto lasciai stare e mi misi ad ascoltare musica.
In studio era tutto quanto pronto, come al solito, ma non c'era alcun tipo di fiori nel mio camerino.Non gli diedi tanto peso, in quanto dovevo lavorare, così mi cambiai qualcosa come dodici volte prima di finire di lavorare.Quando uscii era l'una passata e avevo ben tredici chiamate perse: una di Erica, una di Luke e undici di Niall.
Non lo biasimavo, aveva ragione ad essere arrabbiato, se lo era, sperando che non lo fosse.Richiamai prima Luke, spiegandogli dove fossi e cosa stessi facendo, poi fu doveroso chiamare mio marito.Rispose al primo squillo, qualcosa mi faceva pensare che non aspettava altro che una mia chiamata.
'Amore'
Dissi subito in tono dolce e soave.Neanche il tempo di formulare una frase che mi riempì di domande.
'Dove sei ora?Cosa stai facendo?Con chi sei?Perchè non me lo hai detto prima?'
Era molto più preoccupato che arrabbiato.Le sue domande erano state lanciate frettolosamente e io risposi con disinvoltura.
'Sono a San Diego, sto pranzando al KFC, da sola.Veronica me lo ha detto verso le dieci di sera e te dormivi di sasso, non volevo svegliarti'
Respirò a fondo.Gli stavo a kilometri di distanza durante la nostra luna di miele, non poteva di certo essere sollevato.
Cercai di scendere a un compromesso.
'Ti va di andare a cena fuori stasera?Tipo per le otto...conosco un ristorante molto carino a Los Angeles'
Tentai di essere il più possibile convincente, riuscendoci come da copione.
'Mmh d'accordo.Ma non so se ti perdono...'
Non potevo opporre resistenza, anche perché ero fin troppo dispiaciuta per il mio piccolo irlandese.
'Scusami, amore mio'
Esitò un po' a rispondere, segno che già mi aveva perdonato prima che glielo dicessi, ma voleva fare il prezioso.
'Ci vediamo stasera'
Si limitò a rispondermi prima di riagganciare.
Dovevo farmi perdonare con la cena di quella sera.Fermai un tavolo per due al Providence Restaurant, per le otto e un quarto.Alla prenotazione dell'hotel avrebbe provveduto Veronica.
Dopo pranzo chiamai Erica, che rispose al terzo squillo.
'Hey, come va?'
Chiesi con voce dolce.
'Bene, sono con Harry...'
Appena sentii quelle parole mi immobilizzai e iniziai a urlare.Quella scema della mia migliore amica si unì a me poco dopo.
'State insieme?'
Domandai esitante.Stavo morendo di curiosità, ero incontenibile.
'Lui dice di si, ma che ci stiamo conoscendo'
Lanciai un urlo pazzesco, facendo sbandare per un momento l'autista.Mi scusai e tornai a parlare con Erica.
'Da quanto più o meno?'
Le stavo letteralmente facendo il terzo grado, ero assetata di dettagli.Ci riflesse un po' su e mi rispose titubante.
'È da quando ci hai presentati che lui mi scrive...ogni tanto siamo usciti...una cosa tira l'altra...stiamo insieme da più o meno tre giorni'
Non potevo evitare di essere felice per lei, era tutto ciò che aveva sempre sognato, finalmente stava con l'uomo della sua vita.Dalla sua voce traspariva una gioia immensa e questo rese felice anche me.
Io amavo lei e lei amava me, con il tempo e la convivenza eravamo diventate una cosa sola.
'Congratulazioni!'
Continuai tra un'urlo e un'altro, dopodiché le raccontai di Niall, del fatto che dovevo farmi perdonare a cena.
'Sei te la persona che lo conosce meglio, devi solo riflettere un po' di più su come fargli confessare che in realtà ti ha già perdonata'
Dovevo "riflettere un po' di più"...
Mi congedai in fretta e mi impegnai di più.Cosa potevo fare?
Ero la sua più grande debolezza, mi bastava anche solo muovermi in un determinato modo per averlo in pugno, ma non me la sentivo di fare la sgualdrina, quella era una delle volte in cui dovevo sottomettermi.
L'autista mi distolse dai miei pensieri reconditi annunciandomi che eravamo arrivati.Mentre ero in camerino mi arrivò un messaggio di Niall:

Everything or Nothing[Niall Horan]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora