Erano passati più di 20 minuti....
Erano passati più di 20 minuti ,in quella stanza irrorata dai primi raggi solari, in cui Kaminari Denki non aveva minimamente fiatato...
Il biondino elettrico era entrato nella sua stanza come sempre, come se non avesse qualcuno ancora stretto per mano, ed aveva mollato la mano di Katsuki non appena aveva varcato la soglia e chiuso la porta...
Dopodiché si era diretto verso il suo letto, sempre senza proferire parola, e vi si era sdraiato sopra portandosi le mani dietro la testa e non staccando mai le iridi gialle dalla figura ancora immobile di fronte a lui...
Minuto dopo minuto...
Denki rimase immobile, e con lo sguardo dritto e serio, mentre Katsuki si guardava intorno come se fosse nuovamente un animale in gabbia...
Era rimasto immobile, ed in silenzio, quando lo vide riavvicinarsi alla porta per abbassare la maniglia e riaprirla...per poi tornare indietro, sui suoi stessi passi, e chiuderla davanti a sé...
Era rimasto immobile quando la nitroglicerina iniziò a detonare sui palmi del biondo, creando una nuvola densa che puzzava di zucchero bruciato, e vi era rimasto persino quando il suo compagno di classe aveva iniziato ad urlare con tutto il fiato che aveva in gola...
Katsuki aveva urlato...
Katsuki aveva urlato un dolore ingestibile e profondo, difficile da poter spiegare con delle semplici parole, e si era portato le mani nei capelli continuando a guardarsi intorno senza mai posare lo sguardo sull'altro ragazzo...
Katsuki Bakugou aveva stretto le ciocche chiare, tra le dita serrate sulla sua testa, ed aveva successivamente iniziato a prendere a pugni il muro...
Katsuki Bakugou aveva poi afferrato una delle sue chitarre, una bianca e rossa, con delle piccole saette blu, e l'aveva fracassata al suolo con tutta la forza che aveva...
Per poi ricominciare ad urlare, in quella stanza insonorizzata, finché la gola non iniziò a fargli male e le mani non iniziarono a sanguinare dalle nocche...
E solo allora, vulnerabile, stanco, devastato ed arreso, aveva deciso di posare quello sguardo infernale sull'altro ragazzo che, di fronte a lui, si alzò con tutta calma dirigendosi verso il bagno...
Kaminari tornò indietro sorreggendo una piccola scatolina, un piccolo kit di primo soccorso che aveva acquistato non appena aveva messo piede alla UA, e tornò a sedersi sul letto rialzando le iridi piene di sole verso l'altro ragazzo
D:" te le disinfetto...vuoi?"
Un piccolo cenno, dato con il fiatone a squarciargli il petto ed un dolore assurdo alle mani, e Katsuki si andò a sedere di fronte al biondino continuando a guardarlo con le sopracciglia aggrottate
K:" p-perchè... perché non chiedi niente..."
Denki scosse le spalle con noncuranza, afferrando la mano sinistra dell'altro biondo delicatamente, ed aprì la scatolina iniziando a svitare con calma il tappo del disinfettante
D:" non credo di doverti chiedere nulla....io per primo ho rotto la maggior parte del mobilio di questa stanza... Quindi tranquillo ok? Non ti chiederò nulla"
Katsuki strinse i denti quando il batuffolo di ovatta imbevuto di Betadine si posò sulla prima nocca, nonostante la delicatezza usata da Denki, per poi guardarsi intorno e cercare i segni di ciò che l'altro affermava
E non dovette cercare molto....
Infatti, non appena le sue iridi si spostarono di pochi centimetri, riuscì a vedere la prima grossa crepa che tagliava quasi in due il legno della scrivania...
Un pezzo di intonaco in meno nel muro adiacente...
Una scheggia di legno mancante, in alto a sinistra, sull'armadio di quercia scura...
Ganci per chitarre, vuoti, con ancora la ombra degli strumenti mancanti dietro di essi...
Un piccolo foro, sulla porta del bagno, che sarebbe stato facilmente riconducibile ad un pugno dato con forza...
Le palpebre sfarfallarono,sulle iridi rosse, e lo sguardo tornò a posarsi sul ragazzo di fronte a lui che era passato, nel frattempo, all'altra mano
K:" perché?"
Un piccolo sorriso curvò le labbra di Denki, che lo guardò per un misero secondo, prima di scuotere i capelli biondi e sorridere di nuovo
D:" credo che questa domanda sia un po' impari...non credi...Kacchan?"
Immediatamente il braccio di Katsuki si irrigidì, sentendo di nuovo quel nomignolo così importante per lui, e la mano si ritrasse indietro come se fosse stata scottata
K:" non mi chiamare così...nessuno ti ha mai dato il fottuto permesso di chiamarmi co..."
La mano di Denki si alzò, mettendo fine alle sue parole, e quelle particolarissime iridi gialle si posarono di nuovo su di lui
D:" è Izuku il problema?"
Uno sguardo pieno di sfida piegò i lineamenti di Katsuki, che serrò la mascella in risposta a quella domanda, prima di far scattare il nervo sulla mandibola e socchiudere gli occhi
K:" Ah? Potrei farti la stessa domanda sai?"
Ancora una volta Denki sorrise, come se la sua stanza non puzzasse di nitroglicerina e non fosse in pericolo, per poi scrollare nuovamente le spalle e mettersi le dita sotto il mento in un'espressione pensierosa
D;" uhmmm...in un certo senso potrebbe esserlo... Midobro sa essere estremamente visibile il che è strano dato che cerca sempre quasi di scomparire dai radar...non trovi?"
La bocca di Katsuki si aprì per rispondere, che quella conversazione non aveva un fottuto senso, ma Denki tornò a prendergli le mani con noncuranza cominciando persino a canticchiare tra sé e sé...
"Don't give up; I won't give up
Don't give up, no no no
Don't give up; I won't give up
Don't give up, no no no"
Anche le labbra di Katsuki si piegarono appena, rilassando le spalle e le mani, riconoscendo quel motivetto e ripensando a ciò che era successo fino a quel momento....a tutto ciò che aveva fatto ed a tutto ciò che si era lasciato fare...
Ripensò a ciò che aveva fatto ad Izuku, anni prima, ed a ciò che il fottuto destino gli aveva messo sulla strada per fargliela pagare...
Ripensò a Kirishima, colpito nuovamente senza che ne avesse la minima colpa, e pensò anche di alzarsi in quell'esatto momento per andare magari a chiedergli scusa...
Ma quando Denki finì di disinfettare le sue mani, avvolgendole successivamente con delle garze bianche, rimase ancora lì immobile ad aspettare...
Che cosa?
Non lo sapeva nemmeno lui...
Ma le sue gambe non si mossero mai... nemmeno quando Denki uscì senza dirgli una parola...
E quando il biondo tornò, con un vassoio carico di ogni leccornia, si limitò a stendere un piccolo asciugamano sul letto e ad aspettare che vi venisse posato sopra...
Iniziando a mangiare con lui, ancora entrambi in silenzio, e pregando quasi che quella bolla non scoppiasse mai...
Una bolla in cui poteva semplicemente essere sé stesso....
Senza aver paura di venir giudicato...
La canzone canticchiata da Denki!
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Samui
Fanfictiontratto dalla storia: È solo una stupida cena... Ne hai fatte tante no? Così tante che ormai hai perso il conto di quante volte hai dovuto fingere di essere chi non eri e solo per gonfiare il Suo Ego... l'ego del mostro... Eppure non sai quanto ti se...
