26. Divergenze di opinione

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Settembre 2016

"Non è il momento per avere un altro figlio Sergio! Fine della discussione." Gli urlò mentre finiva di prepararsi.

"Certo perché la decisione spetta solo a te, vero? Quello che voglio io non conta un cazzo!" Gridò lui.

"Ti stai comportando come un bambino viziato! Sono oberata di lavoro non posso rimanere incinta ora, lo capisci?"

"Non hai bisogno di lavorare cazzo, guadagno abbastanza per entrambi!" rispose esasperato.

"Non ho studiato 5 anni per fare la mantenuta, non voglio dipendere da te, perché non riesce ad entrarti in testa?"

"Perché non puoi comportarti come tutte le mogli degli altri calciatori?"

Sara lo fulminò con lo sguardo "PERCHÉ NON SONO TUA MOGLIE!" gridò sbattendo la mano sulla cassettiera.

"SEI TU CHE NON VUOI ESSERLO!"

"Chissà come mai!" Gli rispose uscendo dalla camera.

Scese in cucina e vide Leon sul seggiolone che stava facendo colazione con Paloma e Marisol, sapeva che le loro urla erano arrivate fino a lì, ma sorrise come se nulla fosse.

"Buongiorno Amore mio bellissimo, stai mangiando la frutta?" Baciò suo figlio sulla fronte, mentre lui annuiva allungandole un pezzo di banana con la manina.

"Ma grazie Tesoro! La mamma va al lavoro, ci vediamo stasera ok?" gli diede un altro bacio e si avviò alla porta.

"Mammaaaaa" iniziò a piangere e quella scena che si ripeteva quasi ogni mattina da mesi le spezzava il cuore come la prima volta.

Uscì di casa veloce per non farsi sopraffare dalle lacrime e si mise in macchina diretta verso il suo studio.

Si era laureata un anno fa e grazie al fondo fiduciario che aveva creato suo padre per lei aprì uno studio in centro a Madrid che ristrutturava case e appartamenti. Gemma e Thomas lavoravano con lei, non avevano contribuito economicamente alla creazione dello studio, ma Sara sapeva che con le abilità edilizie di Thomas e quelle architettoniche di Gemma unite alla sua specializzazione in Interior Design avrebbero fatto grandi cose. È così era stato. L'attività era partita con il piede giusto, complici i suoi profili social con più di due milioni di follower e la sua relazione quadriennale con quello che era diventato il capitano del Real Madrid.

Sergio l'aveva aiutata molto per farle finire l'università con solo 5 mesi di ritardo sulla sua tabella di marcia, si era occupato di Leon tutte le volte che doveva stare sveglia fino a tardi per studiare, l'aveva confortata durante i suoi momenti no, quando voleva mollare l'aveva spronata a non desistere e soprattutto era un padre che si comportava da padre. A maggio aveva vinto un'altra Champions e questa volta anche Sara e Leon erano con lui a festeggiare.
Il problema era che Sergio voleva avere un altro figlio ora. Aveva compiuto trent'anni a Marzo, Leon ne aveva due e mezzo e sentiva che quello era il momento giusto.

Ma Sara non voleva trascurare quello che solo in un anno era riuscita a costruire e pensava che ci fosse ancora tempo alla fine aveva solo 24 anni. Le discussioni andavano avanti da quell'estate, dopo l'eliminazione della Spagna agli ottavi degli Europei Sergio aveva iniziato a spingere per fare il secondo figlio e da allora non aveva più mollato.
Non avevamo mai litigato così tanto; in quattro anni le discussioni accese si contavano sulle dita di una mano e invece da due mesi non facevano altro. Si amavano alla follia ma sembrava che non si ascoltassero più.

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