Il pomeriggio lo passiamo a fare compere, ho bisogno di alcune cose che vorrei portare con me. Ho chiesto a mia madre di accompagnarmi.
«Dove devi andare?» Tiene le mani strette al volante.
«In libreria, mi occorrono delle cose».
«In libreria?»
«Sì, perché?»
«Francesco ha detto poco peso».
«Lo so, cosa ha detto».
Prima di uscire ho telefonato a Livia e le ho confermato che partirò. Siamo d'accordo che la versione ufficiale è che io sono partita con lei. Mia madre ha espresso molti dubbi in merito a questa mia decisione, ma allo stesso tempo, non ha saputo trovare altre soluzioni. Se Bruno non chiamerà entro stasera, dovrà essere lei a spiegargli la mia assenza.
Non ho mai mentito. Mai in questo modo e sono certa che Bruno non lo meriti, ma non ho voglia di esaurire energie a spiegargli perché voglio fare questo viaggio. Non capirebbe mai, vedrebbe solo il lato sconveniente della cosa. Oltretutto, mi ha anche dichiarato di essere geloso, figuriamoci se venisse a sapere che starò tutti quei giorni in uno spazio ristretto con un ragazzo come Francesco.
Voglio bene a Bruno, tengo a lui e ai nostri progetti, ma provo anche tanto desiderio di libertà. In fondo, non sto facendo niente di peccaminoso e chissenefrega di tutti i pregiudizi, le apparenze e compagnia bella, come dicono qui. Spero solo che di questo viaggio non ne arrivi notizia alla sua famiglia. Questa volta, Adele non resterebbe in silenzio.
Sono le diciotto, salgo in camera per preparare il bagaglio, mentre mamma si organizza in cucina per la cena e anche per domani. Dice, che almeno per il primo giorno, posso portare qualcosa di cucinato da casa.
Andrò a dormire presto, visto l'orario in cui dovrò alzarmi.
Dunque, vediamo... un paio di costumi, due gonne lunghe e due salopettes, tanto, sono in tessuto leggero; due canottiere, un top, qualche paio di mutande e reggiseni... Chissà se si potranno lavare lì sopra? Un pareo, fa sempre comodo. Devo prendere il cappello per il sole. I libri, il lettore cd con le cuffie e prendo anche un paio di dischi.
Spazzola, dentifricio e spazzolino li prendo domani mattina. Apro il cassetto del comodino accanto al letto e prendo le due confezioni di pillole; una è a metà, ma l'altra è piena, sì, basteranno per tutto il periodo.
La crema solare e gli occhiali da sole li metto nello zaino a spalla, insieme a un paio di infradito e un telo e anche una confezione di 'o.b.' Spero di non dimenticare niente.
Mamma ha voluto preparare una crostata, per la colazione, ha detto.
****
Alle sei, puntuali, siamo al cantiere. Li vedo, vicino al cancello gli amici di Francesco, stavano in discoteca la sera del mio compleanno.
E poi, c'è lei, Antonella.
Trovo assurdo il suo abbigliamento, immutato rispetto a quella sera. Avrà portato qualcosa di più coprente? Sbadiglia a ripetizione, avrà fatto le ore piccole. C'è anche la biondina che si sbaciucchiava in discoteca.
Mia madre la guarda per un attimo mentre passiamo accanto al gruppo, dirette verso l'interno.
Mormoro un sufficiente e necessario ciao, poi mi giro.
»Vieni, mamma» le faccio cenno di seguirmi.
Conosco la strada, mi muovo sicura lungo i corridoi cementati tra un varco d'acqua e l'altro. Mia madre si guarda intorno, incuriosita. Ai nostri lati è tutto un groviglio di ponteggi in ferro, scheletri di imbarcazioni appese, travi, strutture in ferro e in legno.
STAI LEGGENDO
Quell'Estate sull'Oceano
RomanceIn revisione C'è Alba. Giovane, solare, con un approccio positivo alla vita, ma anche critico. C'è il suo amore per Bruno e la volontà di vedere realizzati i loro progetti insieme. Il clima sereno che le offre la sua famiglia la incoraggia a perseg...
