Ieri sera ho mangiato il cous-cous che mi avevano conservato loro a pranzo. Sono stati molto carini. Abbiamo cenato tutti insieme sul catamarano. Franca e Mimmo invece sono rientrati molto tardi. Io non li ho visti.
Abbiamo preparato dei panini per il pranzo del giorno dopo. Francesco ci ha informati che stamattina saremmo partiti presto per poter arrivare altrettanto presto a Cala Sataria.
Tuttavia, il clima era meno leggero rispetto al pomeriggio. Angela è rimasta in silenzio per tutto il tempo e anche Giusi era strana. Io non sono più tanto sicura di voler fare questa sosta, ma in ogni caso sono le cinque e sento che siamo in movimento, questo vuol dire che siamo partiti.
Vorrei andare su per vedere, ma non voglio trovarmi davanti Franca o Mimmo. Vorrei provare a raggiungere la cabina di qualcuno di loro, ma per farlo devo uscire di sopra con il rischio di fare incontri non graditi.
Provo a sbirciare dalla scaletta.
Sì, Mimmo e Franca sono alla guida, ma c'è qualcun altro... La voce di Angela. Strano.
Rifletto qualche secondo e poi decido di salire, ormai non ho più sonno e non mi piace stare di sotto quando siamo in movimento.
Il cielo ha quel chiarore delicato del primo mattino, ma il sole ha già fatto la sua comparsa, deciso e implacabile. Il mare è tranquillo, siamo già usciti dal porto.
In silenzio raggiungo la solita seduta nella zona di poppa. Dovrei salutare, ma non mi va di mostrarmi ipocrita come loro.
Avrei tanto desiderato che Francesco fosse già fuori.
Angela si avvicina. La guardo senza dire niente, è evidente che qualcosa non va, è la prima volta che la trovo qui così presto. Non ha la solita espressione solare; gli occhi sono cerchiati come quelli di qualcuno che non ha riposato.
Ci fissiamo per qualche istante. «Stiamo andando a Cala Sataria?» Chiedo per spezzare il silenzio. Lei annuisce.
«Francesco lo ha deciso per te».
«A voi non andava?»
«Ci siamo già stati, quell'inverno» risponde volgendo lo sguardo verso il mare dietro di noi. Io rimango in silenzio, vorrei chiederle chi c'era 'quell'inverno', sapere di più, ma ho timore che qualsiasi cosa dica in questo momento possa risultare fastidiosa.
«Sono cinque anni che io e Iano facciamo coppia fissa e dovevo sapere da uno stupido gioco che ha provato attrazione per un'altra o più di una». Continua mantenendo lo sguardo nella stessa direzione.
Mi sento a disagio, ma provo un bisogno di rassicurarla perché sento che quello che sto per dirle è la verità. «Guarda che Iano è innamorato di te, se ne accorgerebbero pure i pesci».
Lei scuote la testa in un movimento leggero. Vedo affiorare delle lacrime dai suoi occhi. Mi avvicino, l'abbraccio. È l'unica qua sopra che mi ha mostrato un affetto sincero. «Dai, perché fai così? Non è niente di grave». La sento accogliere il mio abbraccio.
«Tu lo hai visto quanto è bello Iano? Le ragazze lo divorano con gli occhi, invece io...»
«Ma che dici? Sei una bella ragazza».
«Sì, con qualche chilo di troppo».
«Ma tu pensi che questo sia un elemento importante? Dai, Angela! Cinque anni e siete qui, insieme, innamorati. Non avere dubbi».
«Il mio corpo non mi piace» dice con sofferenza nella voce.
«Sei una bella ragazza invece, con le forme giuste al posto giusto».
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Quell'Estate sull'Oceano
RomanceIn revisione C'è Alba. Giovane, solare, con un approccio positivo alla vita, ma anche critico. C'è il suo amore per Bruno e la volontà di vedere realizzati i loro progetti insieme. Il clima sereno che le offre la sua famiglia la incoraggia a perseg...
