Ieri sera abbiamo cenato con dentici alla brace.
Mimmo e Franca, a una certa ora sono spariti. Quasi tutti abbiamo pensato a un momento tutto loro, ma avevo intuito che Francesco sapesse qualcosa.
Quei tre sanno sempre tutto tra di loro, non so quando riescano a comunicare segretamente, eppure, siamo sempre tutti qua.
Verso le nove li abbiamo visti tornare a nuoto dalla spiaggia. Organizzatissimi, con una torcia da sub e una specie di sacca galleggiante trainata.
«Francé, avete apparecchiato?» Ha gridato Mimmo, ancora in acqua.
Lui si è subito agitato e messo all'opera.
«Non sapevo quando sareste tornati!» Ha gridato in risposta. «Facciamo in un attimo». Tutti noi ci guardavamo senza capire. Francesco ha bisbigliato qualcosa all'orecchio di Iano e sono andati a prendere piatti e bicchieri.
Effettivamente, cominciavo ad avere un po' fame, ma non avevo osato dire nulla perché aspettavo notizie su Mimmo e Franca.
Quando sono saliti su, hanno aperto la sacca e tirato fuori un contenitore di polistirolo, chiuso, che appena aperto ha sprigionato tutt'intorno un piacevole aroma di pesce arrosto, con lo stupore di tutti.
«Ma come avete fatto?» Ha chiesto Angela, ma anche gli altri erano senza parole.
«Conoscenze», ha risposto criptico Mimmo, ma era evidente che loro tre avevano pianificato tutto.
Durante la cena ci hanno spiegato di conoscere un loro vecchio amico pescatore che gestisce una piccola trattoria, così, gli hanno chiesto di arrostire del pesce per la nostra cena e hanno trasportato tutto in quella sacca che si chiude quasi ermeticamente, poiché la parte della chiusura galleggia in alto senza far mai entrare acqua, ovviamente in condizioni di mare calmo.
Hanno detto che la prossima tappa sarà Pantelleria. Ho sentito che Francesco e Mimmo si sono consultati tra loro per decidere sull'orario di partenza.
Mimmo vorrebbe partire nel pomeriggio, perché dice di aver consultato il bollettino e il vento è favorevole, da Nord-Ovest, così ho capito, ma più tardi ho chiesto ulteriori notizie a Franca, la quale non partecipa mai a certe decisioni, si limita a eseguire quello che gli indica suo marito.
Franca ha detto, che secondo Mimmo, il catamarano potrebbe raggiungere una velocità di cinque nodi e impiegare così quattordici o massimo quindici ore per arrivare all'isola.
Cavolo, a me sembra già tanto così.
Sono andata a consultare la cartina geografica e, in effetti, la distanza è notevole.
Pantelleria appare proprio come uno scoglio in mezzo al mare, completamente isolata, come una vera e propria isola.
Intorno, solo il Mediterraneo.
Quando salgo di sopra non trovo nessuno. Possibile? Sono le sei e trenta e dormono ancora quasi tutti, ma di solito Mimmo o Francesco sono sempre su a sorvegliare quando siamo ancorati in mezzo al mare.
Faccio un breve giro, poi mi avvicino alla scaletta che porta sopra la zona di manovra e lo vedo.
«Che fai quassù?»
Rimane immobile nella posizione in cui l'ho trovato. Risponde con voce assonnata. «Mi rilasso e sorveglio».
«Hai passato tu la notte qui?»
«Sono qui da un paio d'ore, Mimmo è andato a riposare».
«Mi dispiace... Ma perché non condividiamo tutti questa cosa? Potremmo dividerci l'impegno. Io sarei rimasta qualche ora qui».
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Quell'Estate sull'Oceano
RomanceIn revisione C'è Alba. Giovane, solare, con un approccio positivo alla vita, ma anche critico. C'è il suo amore per Bruno e la volontà di vedere realizzati i loro progetti insieme. Il clima sereno che le offre la sua famiglia la incoraggia a perseg...
