Siamo d'accordo con le altre di aspettarci qui davanti al locale. Sono quasi le dieci e sta arrivando un sacco di gente. L'Omnia è una discoteca soprattutto estiva perché si trova sul mare, gli spazi sono chiusi, però, una grande parete si apre su un ampio terrazzo da dove si può gustare una fantastica vista sulla costa sottostante e in estate si può ballare anche lì. Stasera stiamo all'interno, ma possiamo andare fuori in qualsiasi momento a prendere una boccata d'aria. Ho prenotato a mio nome, per quattro. Ho detto che è per un compleanno e che la torta la porteranno le mie amiche; lì, consumeremo da bere. In questa discoteca hanno buon gusto in fatto di musica ed è frequentata da diversi giovani, molti universitari.
Eccole. Rido nel vedere Livia che trascina per mano Anna, timida e perplessa. Clara si guarda intorno curiosa, sempre a caccia. Ci abbracciamo ed entriamo.
Una volta dentro, la musica mi rimbomba nel petto.
«WoW, ragazze, buttiamoci!» grida Livia in preda all'entusiasmo.
Rush, dei Depeche Mode fa tremare le pareti. Adoro questo album. Ecco la sorpresa gradita, sicuramente il tema stasera riguarda questo gruppo.
Livia e Clara stanno già nella mischia a muoversi freneticamente. Io prendo posto al divanetto prenotato, ho bisogno di tempo. Anna mi segue, forse lei è anche più timorosa di me. A poco a poco, metto a fuoco la sala illuminata appena da luci soffuse tra il blu, rosa e viola. Studio l'ambiente, è da tanto tempo che non entro qui. Ricordavo la disposizione della sala diversa. I ragazzi sono tanti, qualche faccia mi sembra familiare.
A un tratto, la mia attenzione viene richiamata da un tipo in particolare. Non lo conosco, forse di vista. Balla in un modo molto personale, ha gli occhi chiusi, non si dimena, ondeggia appena e in modo sinuoso fa ruotare con lentezza le articolazioni delle spalle, il collo. Indossa una cravatta lenta, di colore scuro, che scende sul petto nudo appena coperto da un gilet completamente aperto davanti. I pantaloni a vita bassa lasciano intravedere quella particolare zona delle ossa iliache che in alcuni uomini è molto, molto sensuale, e la sua lo è. I capelli sono raccolti in tre o quattro trecce aderenti al capo che gli arrivano sotto alla nuca, sembra un'acconciatura portoricana, mi ricordano Terence Trent D'Arby, ma lui non è scuro. Ai lobi delle orecchie noto due orecchini quasi neri, a cerchio, grandi più o meno come un anello, ma non sembrano di metallo. Ondeggia il bacino, non posso evitare di ammirarlo.
Decisamente, è diverso da tutti gli altri ragazzi presenti in sala.
Adesso il pezzo è cambiato, Mercy in you. La mora che gli ballava vicino si è posizionata proprio davanti a lui, gli dà la schiena. Lui la circonda per i fianchi con una mano, la presa è morbida. L'altro braccio è rimasto libero lungo il corpo. Ondeggiano insieme.
«Hai visto chi c'è?» mi dice a voce alta vicino all'orecchio Anna. Con il mento fa un gesto a indicare lui.
«Chi c'è?» chiedo, con un finto tono distaccato. Anna mi guarda: non crede per niente alla mia ipocrita indifferenza.
«Non sai chi è? Francesco Pasanisi».
Fingo ancora di pensarci un attimo. «Pasanisi Cantieri Navali?»
«Già. Bello, ricco e viziato».
Intanto la mora si strofina sempre più a lui, alza un braccio, gli avvolge il collo, gira il volto e lo strofina sul suo petto nudo. Certo, è una bella ragazza, capelli lunghi neri, frangia fin sugli occhi, labbra grandi, forse un po' volgari, trucco aggressivo. Però si muove bene, cavolo, se si muove bene.
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Quell'Estate sull'Oceano
RomanceIn revisione C'è Alba. Giovane, solare, con un approccio positivo alla vita, ma anche critico. C'è il suo amore per Bruno e la volontà di vedere realizzati i loro progetti insieme. Il clima sereno che le offre la sua famiglia la incoraggia a perseg...
