Capitolo 37

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DAVIS POV

Questa ragazza mi fa impazzire ogni giorno di più.
La amo. Amo quando si arrabbia e fa quelle facce buffe. Amo guardarla mentre si addormenta in videochiamata, mentre la annoio con i miei racconti sul football. Amo la sua risata, il suo nasino, le sue labbra. Amo persino l'odore della sua pelle.

È tutto così perfetto che ho paura di rovinare tutto con le ultime notizie che ho ricevuto oggi dal coach.

Qualche giorno fa, un famoso talent scout è venuto a osservarci durante una partita amichevole contro un altro liceo.
Abbiamo stravinto. E lui è rimasto colpito dal mio gioco.
Mi ha proposto di entrare nella loro squadra: i Chicago Bears.

Quando l'ho scoperto ho avuto un colpo.
I Bears. Loro vogliono me. È sempre stato il mio sogno… e ora si sta realizzando.
Il problema?
Per un periodo,nizialmente un anno, dovrò trasferirmi a Chicago. Dodici ore di distanza da New York.
E io non ho idea di come farò senza Bea.

Anche il mio amico Luke è stato selezionato, quindi almeno non sarò da solo. Ma il pensiero di una relazione a distanza mi spaventa.
Ora che ho trovato l’amore, non voglio perderlo.

Siamo sul divano, a casa mia.
Lei è stretta tra le mie braccia e io mi preparo mentalmente a darle la notizia.

"Bea, c'è una cosa che devo dirti…"
Iniziamo bene…

"Dimmi, tesoro. Ti vedo pensieroso. È successo qualcosa di grave? Non farmi preoccupare, altrimenti ti picchio!"

Dio, come faccio a dirglielo? Quegli occhioni mi bloccano le parole in gola.

"Oggi il mio coach mi ha dato una notizia inaspettata… che in realtà sogno da una vita. Durante una partita ci ha osservati uno scout e si è interessato a me.
Mi ha proposto di entrare nella loro squadra, una di quelle che ho sempre seguito…"

"Amore mio, ma è fantastico! Perché sei così triste? Non dovresti fare i salti di gioia? Festeggiamo!"

Mi si stringe il cuore. È così felice per me… e non sa che tra poco quell'entusiasmo svanirà.

"Sì, amore. È una cosa enorme… sono i Chicago Bears.
Solo che dovrò trasferirmi. A Chicago. Per ora un anno, ma se tutto va bene potrei restare là… per un tempo indefinito."

Silenzio.
La sua faccia parla più di mille parole: è distrutta. E l'ho appena distrutta io.

"Oh… non me l'aspettavo. Beh, cosa vuoi che siano 794 miglia di distanza? Non sarà certo quello a separarci. Ci sentiremo tutti i giorni e…"
Parla a raffica. Ma lo so che da un momento all’altro crollerà.

"Tesoro, calmati. Dimmi quello che pensi davvero, ti prego.
Se tu mi dici di non partire… io non vado. Non voglio perdere noi."

Le si riempiono gli occhi di lacrime.
Si tuffa tra le mie braccia, singhiozzando.
La mia piccola. Soffre.
E io mi sento uno schifo.

"Tu devi andare. È il tuo sogno, e io non ti impedirei mai di realizzarlo.
Sarò con te, anche se non fisicamente. Ti chiamerò tutti i giorni e verrò a trovarti ogni volta che potrò.
Ma tu devi andarci. Devi inseguire i tuoi sogni."

La stringo ancora più forte.
E in quel momento mi rendo conto di quanto la amo.
Di quanto sono fortunato ad avere accanto una ragazza così.

"Ti prometto che supereremo anche questa.
Ti verrò a trovare ogni volta che potrò. Ti chiamerò ogni sera in videochiamata.
Promettimi che saremo più forti della distanza."

"Promesso, amore mio."

E fu questa…
la nostra prima promessa d'amore.

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