Capitolo 10

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DAVIS POV

È lunedì, il giorno peggiore. La sveglia mi trapana le orecchie e il mal di testa post-sbornia non aiuta. Doccia fredda, unica speranza.

In casa regna il silenzio. Mia madre è già fuori, lavora come segretaria dai Jones e accompagna anche mio fratello, la sua scuola è lì vicino. Da quando papà è morto, non si è mai tirata indietro. Ha trovato subito quel lavoro grazie al suo curriculum e, da tre anni, non ci fa mancare nulla.

Papà era un avvocato brillante, sempre preso dal lavoro ma comunque presente. Da piccolo mi portava nel suo studio e mi diceva sempre:
"Per essere un buon avvocato servono impegno, dedizione e passione."
Quel sogno è ancora vivo in me.

La sua morte è arrivata all’improvviso. Un incidente, nessuna speranza. Avevo quindici anni, mio fratello undici. Mi sono fatto forza per lui. Solo Luke, il mio migliore amico, conosce tutta la storia.

Dopo la doccia mi vesto in fretta, sistemo i capelli e mi lancio verso la scuola in sella alla mia moto.

Arrivo e trovo i miei amici già lì.

"Buongiorno coglioni, tutto bene?"

Marco, sempre il precisino, mi saluta e sparisce con Taylor. Luke mi lancia la solita frecciatina:

"Ti sei guardato allo specchio stamattina?"

"Io sono attraente anche in coma, grazie per la premura."

E poi… ecco che mi torna in mente lei. Beatrice. I suoi occhi, il suo profumo sul mio giubbotto. Mi sto rincitrullendo? Forse. Ma voglio rivederla.

“Facciamoci un giro nei corridoi,” dico a Luke.

Camminiamo. Le solite ragazze ci rivolgono sguardi languidi. Ignoro tutto. I miei occhi cercano solo Bea. E poi la vedo. Bella, semplice, dannatamente sexy. La fisso troppo a lungo, come un cretino. Quando finalmente trovo il coraggio di avvicinarmi… entra in classe. Pazienza, la rivedrò a mensa.

Durante la pausa la trovo seduta con i miei amici.

"Salve ragazzi. Beatrice, come stai?"

Si volta sorpresa. Non se lo aspettava.

"C-ciao Davis… io bene, tu?"

Sorrido. Le faccio effetto. Ottimo.

“Mal di testa da sbronza, ma si sopravvive.”

Mi siedo accanto a lei, il suo disagio è quasi tenero.

"Che ne dici se stasera andiamo a mangiare qualcosa? Da buoni amici, ovvio."

"Certo, dove andiamo?"

Bella domanda. Ma ho l’idea perfetta: una cena in spiaggia, sotto le stelle. Non glielo dico.

“Sorpresa. Ti passo a prendere alle otto. Dammi il tuo numero.”

Me lo passa, lo salvo.

"Ci vediamo stasera, piccoletta. E se fai tardi, vengo a prenderti in camera tua."

Le stampo un bacio sulla guancia e me ne vado col suo profumo addosso.

Torno a casa, mia madre è ai fornelli.

"Ciao mamma, tutto bene al lavoro?"

"Tutto bene, amore. Tra poco torno in ufficio."

Sempre di corsa. La ammiro, ma vorrei si prendesse cura anche di sé.

Durante il pranzo, mio fratello annuncia:

"Oggi vado dai Jones per un progetto con Scarlett."

"I Jones hanno una figlia?" chiedo curioso.

"Due. Una della mia età e una della tua. Belle e simpatiche."

"Allora mi devi far conoscere quella grande." dico con una strizzatina d’occhio.

Finito il pranzo, salgo a prepararmi. Picnic in spiaggia con pizza e birra. Niente di complicato, ma perfetto.

Alle 20:00 sono sotto casa sua. La sua villa è enorme. Lei apre la porta e… wow. Pantaloni in pelle, top scollato, curve perfette. È uno schianto.

"Ciao Davis, possiamo andare."

"Sei bellissima." le sussurro, baciandole la guancia.

Mi stringe la mano. Saliamo in moto e sento le sue gambe aderire alle mie. Brividi.

"Se non vuoi cadere, tieniti forte."

Le prendo le mani e gliele metto sui fianchi.

"Così va meglio."

Con un’ultima occhiata, accendo il motore.
Stanotte sarà speciale.





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