Capitolo 27

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BEATRICE'S POV

Sono così agitata. Stare con Davis in quest’auto e fingere autocontrollo sta diventando davvero difficile, soprattutto con quella vista davanti agli occhi: è un dio greco. La camicia gli fascia perfettamente gli addominali, così perfettamente che gliela toglierei a morsi, per non parlare dei pantaloni, che esaltano il suo bel lato B.

Ok Bea, calmati. Stai sbavando come una quindicenne in preda agli ormoni!

Cerco di darmi un contegno e di concentrarmi su tutto ciò che mi circonda. Riconosco la strada che stiamo percorrendo: porta dritto alla spiaggia.

"Davis, vuoi per caso rapirmi, uccidermi e gettare il mio cadavere in mare?" lo stuzzico, cercando di distrarmi dai pensieri – mooolto impuri – che mi affollano la testa.

"Nah, piccola, ci siamo appena conosciuti. Non potrei mai farlo. E poi... ho altri piani per il tuo meraviglioso corpo." Ribatte lui, facendomi uno sfacciato occhiolino.

Avvampo. Mi sento in fiamme, attraversata da un turbine di emozioni. Dio, non ci credo che tutto questo stia accadendo a me. Se è un sogno, non svegliatemi.

Abbasso il finestrino per cercare di calmarmi, e la brezza marina mi invade le narici, regalandomi un senso momentaneo di pace. Stiamo arrivando, e il mio cuore batte all’impazzata. Cosa mi aspetterà?

"Pronta, piccola?" La voce di Davis mi strappa dai pensieri.

"Certo che sì! Sempre pronta!" rispondo, felice e super curiosa. Caspita se lo sono!

Parcheggia l’auto e, da vero gentiluomo, mi apre la portiera. Sto per avviarmi verso la spiaggia, ma una mano mi ferma: è la sua.

"Ehi tu, dove credi di andare con tutta questa fretta? Ho bisogno che tu indossi questa benda sugli occhi. È una sorpresa, non preoccuparti... non voglio ancora ucciderti. O almeno, non nel modo in cui pensi tu." Conclude la frase con una risata bella e cristallina che mi ipnotizza.

Perché dev’essere così dannatamente sexy in ogni cosa che dice o fa?

In un gesto di frustrazione (e rassegnazione) alzo gli occhi al cielo e lo assecondo.

"E va bene, facciamolo. Bendami. Mi arrendo al mio destino. Uccidimi e getta il mio cadavere... addio mondo crudele!" ironizzo in modo teatrale, mascherando l’eccitazione che provo solo guardandolo.

Stavolta ride di gusto. Gesù, aiutami tu!

"Non ho mai conosciuto una persona più melodrammatica di te, Bea. Mi sorprendi ogni volta." Detto questo, mi benda. E non appena le sue dita sfiorano il mio viso, un brivido attraversa il mio corpo.

Mordo le labbra d’istinto e sento il suo respiro a pochi millimetri.

"Sto cercando di fare il bravo... non sfidarmi, piccola. Vorrei divorarti quelle labbra fantastiche che ti ritrovi, ma adesso abbiamo altro a cui pensare." Conclude, sfiorandomi appena le labbra. Che stronzo.

Mi prende per mano e mi guida verso la spiaggia. Con difficoltà cerco di stargli dietro – i tacchi non aiutano per niente.

Come se mi avesse letto nel pensiero, si blocca. E all’improvviso sento che mi solleva tra le sue braccia.

"Dovevo specificarti di mettere scarpe più comode. Ti porto io, mia piccola principessa."

Sono ufficialmente morta. Il mio povero cuore non può reggere altro.

"Mmh, grazie mio cavaliere… ma potevo anche toglierle, le scarpe," puntualizzo con ovvietà.

"E dove sarebbe il divertimento?"

Ah, Davis… come devo fare con te?

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Buona sera a tutti, cercherò di concludere questo libro e forse dedicarmi alla scrittura di altro, buona lettura e non dimenticatevi di lasciare una stellina o un commento, grazie in anticipo!😊

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