Capitolo 25

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BEATRICE'S POV

Dopo una giornata così intensa, Davis mi riaccompagna a casa.

Non potrei essere più felice. Sembra di vivere un sogno, tutto è così surreale.
Ci sono state grandi svolte stamattina, e non potevo desiderare di meglio. Mi ha completamente spiazzata quando, nonostante fossimo entrambi travolti dalla voglia, ha avuto la forza di fermarsi. Io ero talmente presa dal momento che non credo ci sarei mai riuscita. Per questo apprezzo davvero tanto che l’abbia fatto.
Non vorrei certo che la mia prima volta avvenisse in mare, con i pesciolini che si godono lo spettacolo. No, no e poi no.

Confesso di aver desiderato andare oltre. Però vorrei che la mia prima volta fosse speciale. Credo sia così per tutte le ragazze.

Ricordo ancora il modo in cui mi ha salutata, prima di andare via. Mi sembra di avere la testa tra le nuvole.

"Ciao, piccola Bea. Ci vediamo stasera, e non voglio un no come risposta. Ho bisogno di vederti. Vorrei non doverti lasciare, ma è giusto che tu vada a casa a cambiarti dopo il lungo bagno che abbiamo fatto."
Lo dice con quel tono malizioso che ormai riconosco bene.

"Mmh, va bene, allora ci vediamo stasera. Che cosa dovrei indossare? Casual, elegante, sportivo? Dimmi tu. E sì, ho proprio bisogno di una doccia… sai, sono tutta bagnata."
Rispondo stando al suo gioco. Ok, la parte perversa di me che credevo di non avere… sta venendo fuori, e non so come finirà. Calma, Bea!

"Ma come siamo sporcaccione... tutta bagnata, eh? In effetti, avevo intuito qualcosa mentre stringevi quelle gambe fantastiche ai miei fianchi. Sbaglio o eri eccitata? Il mio amico laggiù ha captato i segnali. Comunque, vestiti come vuoi. Saresti sexy anche con un sacco addosso."

Oh cazzo. Se n’è accorto. Non so cosa mi sia preso mentre eravamo sulla moto. Sarà stato il profumo di salsedine? E chi lo sa. Ho voglia di lui? Sì, tanta.

Decido di rispondere con decisione. Non voglio sembrare una pappamolle che si scioglie per così poco.

"Sentivo solo freddo e mi stringevo a te, non farti strane idee, pervertito che non sei altro!
Adesso vado, prima che degeneri la situazione. Ciao, Davis."
Mi giro con nonchalance, ma dentro sto morendo dalla vergogna. Vengo però bloccata dal suo braccio.

"Freddo, eh? Facciamo finta che ti creda. Ma dove credi di andare? Non ti sembra di aver dimenticato qualcosa di importante?"

"Oddio… cosa ho dimenticato? Il cellulare? Qualche indumento?"
Vado in panico e frugo nello zaino. Ma c’è tutto.

"Davis, ma ho tutto qu…"

Non riesco a finire la frase: le sue labbra salate e carnose si posano sulle mie.

Sento una scossa laggiù e la voglia ritorna forte. Ricambio il bacio con foga, ma decido di trattenermi. Non vorrei che mia madre uscisse con un mestolo in mano e ci colpisse.
O peggio… se fosse mio padre, potrebbe investirlo con la macchina. Santo cielo, non sia mai!

Mi stacco da lui controvoglia.

"Davis, adesso devo andare, altrimenti non la finiamo più. Ci vediamo stasera!"

Mi dirigo verso casa sculettando, certa al 100% che lui stia fissando il mio lato B. Prima di rientrare mi volto, gli sorrido e gli lancio uno sfacciato occhiolino.

Vai così, baby!

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