Capitolo 6

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DAVIS POV

Sono a una delle solite feste, ma stasera non ho voglia di divertirmi come al solito. Ho bevuto due drink e niente mi sembra davvero interessante. Alcune ragazze ci hanno provato, ma le ho ignorate. Vado al bancone per il terzo giro e lì la vedo.

Sta ballando al centro della pista, sensuale, vestita in modo provocante. I nostri sguardi si incrociano per un attimo, poi torna a muoversi come se nulla fosse. Se lo sta facendo apposta per attirare la mia attenzione, ci è riuscita.

Bevo tutto d’un sorso e vado da lei. Le metto le mani sui fianchi. Non sembra sorpresa, come se mi aspettasse. Le sussurro all’orecchio:

"So cosa stai facendo, e funziona fin troppo bene. Se continui così, finisce che ti prendo qui, davanti a tutti."

Lei però non si lascia intimorire.

"Stavi parlando con me? Non mi ero neanche accorta della tua presenza. Pensavo fossi occupato a scopare con la prima cagna in calore."

Quel tono altezzoso mi fa impazzire. So che ha sentito il mio sguardo addosso, e ora che è così vicina, faccio fatica a trattenermi dal baciarla.

"Non fingere, sapevi bene che stavi ballando per me. Il tuo corpo parla chiaro."

Lei resta in silenzio per un istante, poi se ne va. Mi lascia lì, spiazzato. Non sono abituato a essere ignorato. Finisco a sfogare la frustrazione con un’altra ragazza, ma Beatrice è ancora nella mia testa.

Mentre esco per prendere aria, vedo Marco, Taylor e un’amica di Bea preoccupati: lei è sparita, ha lasciato borsa e telefono.

"Vado a cercarla io, forse so dove si trova."

Mi maledico per averlo detto ad alta voce, ma ormai è fatta.

Il giardino è grande, ma la trovo subito: è seduta su un’altalena, lo sguardo perso tra le stelle. È bellissima, serena come non l’avevo mai vista. Le vado dietro e inizio a spingerla. Si volta sorpresa.

"Tu? Che ci fai qui?"

Invento una scusa qualsiasi. Anche lei dice di essersi allontanata per rilassarsi. Mi incanta mentre parla del cielo, dell’infanzia, del bisogno di pace. Le copro le spalle con il mio giubbotto e lei arrossisce.

Senza pensare, le prendo il viso tra le mani.

"Cosa mi fai? Con te perdo ogni controllo, non penso ad altro che a te."

Lei si alza, sorpresa. Poi mi guarda con freddezza.

"Non sono una delle tante che ti ronzano intorno. Non mi fido delle tue parole."

Questa volta però non la lascio andare.

“Non sei come le altre, lo so. E tu non conosci me. È la prima volta che faccio un complimento sincero. Forse ho sbagliato approccio, ma... ricominciamo? Io sono Davis.”

Le tendo la mano. Dopo un attimo, la stringe.

"Io sono Beatrice."

Sorrido. Il cuore mi batte forte.

"Ora che siamo amici, che ne dici di rientrare? Fa freddo e il tuo vestito non aiuta." Le faccio l’occhiolino e le prendo la mano. Lei mi segue, senza dire nulla, con lo sguardo sulle nostre dita intrecciate.

Buona sera ragazze,la situazione inizia a farsi più interessante spero vi piaccia  votate e commentate voglio sapere se vale la pena continuare a scrivere questa storia. :)

Il centro di tuttoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora