Capitolo 29

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La notte era calata completamente quando Rafe raggiunse il rifugio con Rachel tra le braccia. Il sudore gli colava dalla fronte, e ogni passo sembrava più pesante del precedente. Rachel era pallida, il respiro corto e irregolare, gli occhi semichiusi, come se ogni battito fosse una battaglia persa. La sua mente vagava tra il dolore fisico e l'angoscia che l'aveva divorata da quando aveva capito che stava perdendo il bambino.

“Kiara! Pope! Aiuto!” urlò Rafe, la voce spezzata dalla disperazione. Sentiva il suo mondo crollare mentre la teneva stretta, incapace di fare altro che sperare.

John B e JJ uscirono di corsa dalla baracca, seguiti da Kiara. Quest’ultima si avvicinò subito, gli occhi sgranati nel vedere la gravità della situazione. “Rafe, cosa è successo?” chiese, mentre cercava di valutare rapidamente le condizioni di Rachel.

“Sta perdendo il bambino,” rispose Rafe con voce roca, la gola che si stringeva in una morsa. Non riusciva quasi a pronunciare quelle parole, come se farlo avrebbe reso tutto ancora più reale.

Kiara si inginocchiò accanto a Rachel, toccandole delicatamente il volto. “Rachel, mi senti? Devi stare calma, ci sono io adesso.”

Rachel aprì a fatica gli occhi, la sua voce era appena un sussurro. “Non ce la faccio... Kie, sto perdendo tutto.”

Kiara trattenne il respiro, cercando di non farsi prendere dall'emozione. Sapeva che doveva restare lucida. “Respira con me, ok? Rafe, stendila qui,” ordinò, indicando un angolo con una coperta pulita. Pope e JJ si avvicinarono in silenzio, pronti a dare una mano, ma senza disturbare.

Rafe obbedì, stendendo delicatamente Rachel sulla coperta. Il suo cuore batteva all'impazzata, impotente, mentre si inginocchiava accanto a lei, prendendole la mano. “Sono qui, Rachel. Non ti lascerò sola, te lo prometto.”

Lei lo guardò, ma nei suoi occhi c'era qualcosa di più della semplice paura. C’era un dolore che Rafe non riusciva a toccare, qualcosa di profondo, come se stesse perdendo una parte di se stessa insieme a quel bambino. Le sue labbra tremarono mentre cercava di dire qualcosa, ma le parole non venivano fuori.

Kiara si mosse con delicatezza, cercando di fare il possibile per rendere Rachel più comoda, anche se sapeva che c'era poco da fare. "Non possiamo fermare questo," disse a bassa voce a Rafe, il volto teso dalla tristezza. "Ma possiamo aiutarla a non soffrire troppo."

Il silenzio cadde pesante tra loro. Rafe guardò il volto di Rachel, i suoi lineamenti contratti dal dolore, e sentì il senso di colpa crescere dentro di lui come un'onda inarrestabile. Tutto ciò che voleva era proteggerla, ma in quel momento era impotente. Sentiva che stava fallendo nel modo più tragico possibile.

“Non è colpa tua,” sussurrò Rachel, come se avesse letto i suoi pensieri. Con un ultimo sforzo, cercò di stringere la mano di Rafe. “Non è colpa di nessuno. Non potevamo saperlo.”

Rafe abbassò lo sguardo, le lacrime che minacciavano di sfuggirgli. Ma Rachel aveva torto: lui sentiva che era colpa sua, colpa delle sue scelte, del pericolo in cui l'aveva messa. Non avrebbe mai dovuto permettere che arrivassero a quel punto, in una situazione così disperata.

Ore passarono in un’oscurità opprimente, interrotte solo dal suono del mare e dai respiri irregolari di Rachel. Alla fine, il dolore fisico cominciò a diminuire, ma con esso arrivò un vuoto ancora più profondo. Kiara fece tutto ciò che poteva, e quando finalmente si rialzò, il suo sguardo comunicava l'inevitabile: era finita.

Rachel rimase sdraiata in silenzio, stremata. Sentiva il corpo svuotato, come se una parte di lei fosse stata portata via, lasciandola sola con il suo dolore. Non riusciva a piangere, era troppo esausta anche per quello.

Rafe le accarezzò i capelli, seduto accanto a lei, incapace di dire qualcosa che avesse senso. Il suo cuore era a pezzi, e tutto ciò che poteva fare era stare lì con lei, nel buio, nel silenzio.

“Non so come andare avanti, Rafe,” disse Rachel, la voce flebile e rotta. “Non so come farcela.”

Rafe le prese la mano, stringendola forte, come se potesse trasmetterle un po' della sua forza. Ma anche lui si sentiva perso, come se tutto quello che aveva creduto di poter costruire con lei si fosse frantumato in un istante. “Non lo so nemmeno io,” rispose, il tono soffocato. “Ma lo faremo insieme. Non ti lascerò sola.”

Rachel chiuse gli occhi, cercando conforto nelle sue parole, anche se il vuoto che sentiva dentro sembrava troppo grande per essere colmato.

Senza Preavviso. -RafeLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora