Il silenzio che avvolgeva il bosco era spezzato solo dal rumore dei rami che scricchiolavano sotto i passi degli uomini in avvicinamento. Rachel si era nascosta dietro una vecchia pila di tronchi marci, con Rafe al suo fianco, troppo debole per muoversi da solo. Il cuore le batteva forte nel petto, tanto che aveva paura che il suono potesse rivelare la loro posizione.
Le voci si fecero più distinte, spietate. Si avvicinavano troppo in fretta.
"Non posso muovermi," mormorò Rafe con un filo di voce, lo sguardo opaco di sofferenza. Rachel gli accarezzò la guancia, cercando di trasmettere forza, ma dentro di sé sapeva che il tempo stava scadendo.
“Non parlare,” sussurrò. “Ce la faremo, te lo prometto.”
Rachel si guardò intorno, disperata per trovare una via di fuga. Se fossero stati scoperti, non ci sarebbe stato nessun modo di uscire vivi da quella situazione. Rafe non era in grado di correre, e lei non poteva proteggerli entrambi.
Poi, all’improvviso, il crepitio dei passi cessò. Il silenzio cadde di nuovo, ancora più inquietante.
Rachel trattenne il respiro, ascoltando attentamente. Il cuore sembrava esploderle nel petto. Era come se il mondo si fosse fermato. Ma all'improvviso, sentì un suono che le fece gelare il sangue nelle vene: il clic metallico di un'arma che veniva caricata.
Un istante dopo, un colpo esplose.
Rachel non ebbe nemmeno il tempo di reagire. Il proiettile la colpì al fianco con una forza devastante, facendola cadere a terra. Il dolore la travolse come una marea, bruciando attraverso il suo corpo mentre cercava di respirare, ma il fiato le mancava. Sentiva il caldo del sangue che iniziava a impregnare i suoi vestiti, un liquido viscoso e appiccicoso che le colava lungo il fianco.
Rafe si mosse debolmente accanto a lei, cercando di afferrarla. “Rachel!” La sua voce era spezzata, piena di terrore.
Rachel cercò di rispondere, ma le parole non uscivano. L'unico suono che riuscì a emettere fu un debole gemito mentre si stringeva la ferita con la mano, nel disperato tentativo di fermare il sangue che scorreva troppo velocemente.
Il mondo sembrava sfumare ai bordi della sua vista. La vista di Rafe, pallido e spaventato, si confondeva con il cielo grigio sopra di lei. Sentiva la sua voce, lontana, come se provenisse da un altro mondo. Il dolore era acuto, una lama incandescente che tagliava in profondità, ma era il terrore che la paralizzava, la consapevolezza che poteva non sopravvivere.
“No, Rachel… no…” la voce di Rafe si spezzò, impotente. Lo vedeva cercare di trascinarsi verso di lei, ma il suo corpo non gli obbediva. Era esausto, come se tutte le forze l'avessero abbandonato.
Le voci dei nemici erano più vicine ora, ma Rachel non riusciva più a concentrarsi. Il suono diventava distante, le orecchie ronzavano, e il dolore, anche se lancinante, cominciò a farsi forte.
Urla, spari, tutto buio.
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Senza Preavviso. -Rafe
RomanceRachel, cosa le accadrà ad Outer Banks? Beh la scelta migliore non è stata innamorarsi del "cattivo ragazzo" Rafe Cameron.
