Capitolo 38

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Il giorno é arrivato.
Le regionali iniziano tra meno di tre ore.

Mentirei se dicessi che ho dormito sogni tranquilli questa notte, perché la verità è che sono rimasta immobile a fissare il soffitto, sperando che il sole non sorgesse più.

C'è anche stato un momento, probabilmente tra le tre e le quattro del mattino, in cui mi sono lasciata andare ad un pianto soffocato e silenzioso contro il cuscino.

Non so esattamente quale sia stato il motivo di tante lacrime: forse l'ansia per le gare che, nonostante i miei buoni propositi di non farmi condizionare, c'è ugualmente. Forse il fatto che i miei genitori hanno già preparato le loro valige, pronti a lasciarsi l'Australia alle spalle e tornare a casa.

Ci ho pensato tutta la notte: é qui che voglio restare. Con i nonni, con Stormie e Maila.
Con Noah.

Potrei trovarmi un lavoro in città e continuare a surfare con i miei amici. Oppure scegliere di iscrivermi in una nuova università nel Queensland.

Ovviamente i miei genitori mi mancheranno, ma non ho altri legami in America, nulla di cui possa sentire la mancanza. Anzi, é tutto il contrario: lì, nella nostra casa a Boston, ci sono tutti i ricordi più tristi legati a mia sorella perché lei era triste lì.

L'Australia, invece, è sempre stato il suo posto felice. E lo è diventato anche per me.

L'oceano è casa, mi ripeto mentalmente. E finalmente ho capito che è questo il mio posto. Dovrò soltanto trovare un modo per dirlo a mamma e papà. Dopo le gare.

Scendo velocemente le scale fino al piano di sotto, attirata dal dolce profumo di vaniglia. La nonna si è alzata presto questa mattina, determinata a cucinarmi la 'colazione dei campioni'.

«Buongiorno» le scocco un sonoro bacio sulla guancia rugosa, afferrando una fragola e mettendomela in bocca prima che lei se ne accorga.

«Buongiorno, tesoro» la nonna sta cuocendo l'ultimo pancake. «Ho appena finito di guardare il servizio del meteo: sarà una giornata di ottime onde, non vedo l'ora».

Il suo interessamento mi lascia stupita, almeno tanto quanto mi emoziona sapere che sta facendo tutto questo per me. «Verrai in spiaggia?»

«Ma certo!» commenta con ovvietà, scaldandomi il cuore. «Non mi perderei per nulla al mondo le prime gare della mia nipotina» sistema sul bancone della penisola un piatto straboccante di pancakes farciti con fragole, panna e glassa alla vaniglia. Mi riempie anche un grosso bicchiere di succo al mango.

La ringrazio per l'abbondante colazione e inizio a mangiare con gusto. La nonna mi sorride, un'espressione dolce e al tempo stesso piena di significato. «Sono davvero molto fiera di te, stellina».

Sento le lacrime pizzicarmi gli occhi, ma mi costringo a cacciarle via. Invece, mando giù un altro boccone di fragole e faccio un respiro profondo, trovando dentro di me il coraggio necessario. «Voglio restare qui. Con te e il nonno. Voglio restare a Conny Bay per tutto l'anno».

Se la mia rivelazione l'ha stupita, la nonna non lo dà affatto a vedere. Anzi, sembra soltanto sollevata, come se avesse aspettato questo momento per tutta l'estate.

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