Capitolo 41

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Potrei dire di essere triste per non essere passata alle semifinali, che mi sento delusa. Ma mentirei.

La verità è che sento che potrei scoppiare di felicità da un momento all'altro. Di quella che ti fa tremare le mani e ti appanna la vista. Che riempie il cuore, che rende le gambe molli come gelatina.

'Ti amo così tanto, America'.
'É troppo tardi per mantenere il segreto, giusto?'

In questo momento, le gare di surf per cui mi sono impegnata tanto passano completamente in secondo piano.

Riesco a concentrarmi soltanto sulle due braccia, forti e abbronzate e calde, che mi cingono le spalle come se fossi la cosa più preziosa che abbiano mai tenuto tra le mani.

Il mento di Noah è appoggiato sulla mia testa, come se si sia sistemato così per restare, come se fossimo stati progettati per incastrarci esattamente in questo modo. Un brivido mi corre lungo la spina dorsale.

E io... io non voglio muovermi mai più. Potrei restare incollata a questo momento per sempre, e andrebbe bene così. Non chiederei di meglio.

Noah dovrebbe prepararsi per le gare maschili, ma il tempo sembra non importargli; mentre tutti gli altri si agitano, lui resta immobile e fiero, il respiro lento e regolare contro il mio.

Restiamo così a fare il tifo per le nostre amiche, per Stormie e Maila che adesso si contendono un posto nella finale.

Sono rimaste soltanto in cinque.
Loro due, altre due ragazze che non conosco, e Courtney. E, arrivate a questo punto, uno scontro con l'arpia bionda é inevitabile.

«Smettila di tremare, America» dice lui con una risata che si ripercuote nelle mie scapole come se avesse infilato le dita sotto la pelle. Sussulto, ma non mi sposto.

«Avrà quello che si merita». Lo dice con una sicurezza che libera la mia mente di qualsiasi dubbio.

«Ne sei sicuro?»

Noah non risponde subito. Si limita a far scivolare il pollice lungo il mio braccio nudo, disegnando cerchi invisibili. Il suo tocco è leggero, ma io lo sento ovunque.

Poi parla. «Tu no?»

Scuoto la testa. «Non lo so. So solo che... quando ho visto la lista, quando ho capito che non ce l'avevo fatta... ho pensato a lei. A come avrebbe riso. A quanto si sarebbe divertita a vedermi fuori».

La mia voce si incrina. So che non dovrei pensarci, che non ho fatto tutto questo solo per le gare, ma é difficile ignorare il sorrisetto beffardo sul viso d'angelo di Courtney. Si sta portando indietro i capelli, lo sguardo pieno di disprezzo puntato nella mia direzione.

Anche Noah deve averla notata, ma lui non si lascia influenzare. Invece, mi chiede: «Davvero ti importa quello che pensa?»

Abbasso lo sguardo, vinta da un'ondata di imbarazzo. «No» soffio in un sussurro. «Ma non capisco perché deve sembrare sempre così pronta a scatenare una guerra».

Noah ride, ora rilassato. «Perché è Courtney e questo è il suo modo di affrontare tutto. Perché quando non hai nulla di buono da mostrare, puoi sempre provare a mettere gli altri in difficoltà».

Le sue parole mi stupiscono, mi colpiscono dritte nel cuore. Ha ragione, é ovvio che sia così.

Quindi faccio un respiro, liberandomi dei miei pensieri e assaporando questo momento in cui siamo solo io e lui, l'aria intorno pregna del suo profumo.

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